Tag Archives: Gioco di carte

Possession

Possession, a Daemonic Card Game… paura, eh?

di Daniel “Renberche”

Ogni tanto le ambientazioni puccettose lasciano spazio ad alcune più oscure. Se anche voi avete un lato dark perché non intraprendere la carriera di demoni e andare in giro a possedere ignare vittime? Buona lettura!

Road to Essen #02 : Gùgōng – A Thief’s Fortune – Rambo

di Luca”Maledice”

Tornano vecchie facce in questo nuovo video dedicato allo Spiel 2018. Fiera tedesca che sembra promettere una buona annata di giochi, con qualche sorpresa e qualche conferma!! Tra i titoli di oggi, possiamo vedere nascere le scelte a seconda dei gusti dei nauti di vecchia data. Infatti esploreremo il german peso  Gùgōng, il gioco intrigante A Thief’s Fortune e l’american trash che più non si può Rambo. Buona Visione…..

Keyforge | Dicecraft #26

di Luca “Maledice”

C’è poco da fare questo Keyforge mi ha catturato come un tonno in una rete di pescatori esperti. Forse il connubio  di Richard Garfield e Fantasy Flight ha accesso in me una fiamma di hype oltre ogni misura. Visto che il primo oltre al solito Magic, ha creato un certo Netrunner, dove l’originalità e la profondità strategica è oltre ogni misura. Mentre la casa editrice ha sfornato così tanti bei titoli che per elencarli non basterebbero le pagine di tutto Gioconauta. Così quando mi si è presentata l’occasione di provarne il print and play, non ho resistito e sono partito di telecamere e Dicecraft. Il risultato mi ha lasciato senza parole. Buona Visione…..

GENCON e dintorni : Keyforge

di Luca “Maledice”

Questa settimana mentre vi godete le vostre partite estive, abbiamo preparato una serie di video su il meglio visto durante la fiera americana GENCON. Sono video brevi dove troverete riflessioni sui rumor/humor scoperti nella rete. Quindi abbiamo iniziato questa storia dal titolo Fantasy Flight di Richard Garfield : KeyForge: Call of the Archons . Buona Visione….

Shadespire | Dicecraft #24

di Luca”Maledice”

Shadespire un tempo era una città  piena di meraviglie e magia, una metropoli che sorgeva sulla terribile terra del Regno della Morte. Innumerevoli razze popolavano le sue mura, e assieme creavano manufatti dalla bellezza e dalla potenza infinita. Il segreto più prezioso della città era il processo della lavorazione del vetro d’ombra, una sostanza miracolosa in grado di conservare eternamente l’essenza spirituale dei morti. In questo modo, i Katophranes al governo di Shadespire vivevano dopo la morte, la loro saggezza custodita nelle profondità di specchi decorati, guizzante in fontane di vetro, pietre cristalline e altre meraviglie. Tale affronto faceva adirare Nagash, Signore della Nonmorte, che desiderava punire gli abitanti della città per averlo privato del suo tributo in anime. Così la città veniva punita e le anime dei caduti non potevano lasciare la Città Riflessa e giungere nell’Aldilà. Nessuno tra quelle mura avrebbe goduto della liberazione della morte. Nagash avrebbe per sempre negato loro tale dono. In questo scenario bande di razze diverse combattono tra di lor per cercare di trovare la via della libertà e trovare riposo. Buona Visione…

The Lost Expedition - fonte: bgg

The Lost Expedition – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

The Lost Expedition parla della spedizione di Percy Harrison Fawcett in Sud America, verso la città di Z, che si ritiene essere uno dei nomi di El Doardo. Ora, sarò poco colto io, ma prima di leggere il regolamento di questo titolo, non sapevo chi fosse questo Fawcett o cosa fosse la città di Z, quindi, anche se come cosa sembra molto autoreferenziale per il nostro hobby, direi che è un ennesimo esempio di come il gioco da tavolo e di società non sia solo allenamento per la mente ma anche una opportunità di arricchimento culturalmente. Frutto della creatività di Peer Sylvester, co-autore di Wir Sind Das Volk!, e illustrato magnificamente (secondo me) da Garen Ewing, è pubblicato dalla Osprey Games, nota in questi giorni anche per Sakura, e presto nel nostro bel paese grazie a Giochix. The Lost Expedition è un titolo di sopravvivenza dalle molteplici modalità di gioco: cooperativo, solitario e uno contro uno. La meccanica di gioco è tanto semplice quanto elegante, avrete delle carte in mano che rappresentano le difficili situazioni che potrete incontrare nel caso voleste attraversare la foresta pluviale all’epoca di Fawcett (intorno al 1925) e sarete voi a scegliere che sfortunati eventi incontrare giocando le carte dalla vostra mano per comporre il percorso del vostro team verso la città di Z. Come dicevo un sistema di gioco semplice e accattivante, oltre ad una gran cura per l’ambientazione. Ma andiamo verso la città di Z sperando di fare una fine molto migliore di Fawcett.

Unbroken: da soli contro il dungeon

di Alberto “Doc”

Eccetto i giochi che propongono modalità anche per giocatore singolo, le proposte per i giocatori che desiderano confrontarsi con sé stessi in sfide unicamente in solitario non sono così frequenti. Ecco allora un nuovo progetto dedicato proprio a voi che vi permetterà di vivere delle sfide di circa 30 minuti in cui uscire da un pericoloso intreccio di gallerie avendo ragione delle creature che hanno assalito i vostri compagni. Scopriamo quali insidie dovremo affrontare con Unbroken.

Pocket Mars - Cover italiana

Pocket Mars – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

È un’idea molto romantica pensare che alcuni temi possano comportare una risonanza di pensiero a livello quasi globale, influenzando molteplici settori, dall’arte alla tecnologia, passando anche per realtà più piccole come il settore dei boardgame (che per me ha molto di artistico). Ha qualcosa di rassicurante, quasi dolce, pensare che il fioccare di titoli relativi alla colonizzazione di Marte negli ultimi due anni (Terraforming Mars, First Martians, Martians: A Story of Civilization, Mission to Mars, giusto per citare i più famosi) possa essere non solo il frutto di un processo di emulazione o ispirazione, ma anche il riflesso generale di un risvegliato interesse a tutto tondo per il pianeta rosso (non a caso in questi ultimi due anni è stato pubblicato pure un documentario del National Geographic dal titolo Mars che ha avuto un certo riscontro). Sarebbe altrettanto meraviglioso se quando leggo il titolo di questo gioco, Pocket Mars, non pensassi ad una mini barretta di cioccolata e mou con la densità della malta. Sono proprio arido dentro… o forse no, magari capita anche a voi! Ma tornando al nostro Pocket Mars, il titolo da già un’indicazione: una scatola piccola per un grande contenuto, o almeno parlare di Marte da questa aspettativa. Edito dalla Board&Dice, che di titoli con una piccola scatola ne sa qualcosa grazie ad InBetween, frutto della mente polacca di Michał Jagodziński, che ultimamente ha fatto parlare di sé per il solitario print&play A4 Quest, che di recente ha avuto successo con una riedizione kickstarter e di cui spero poter parlarne al più presto, e portato in Italia da MS Edizioni. Pocket Mars, rapido gioco di carte e di posizionamento cubetti, confesso che è stata davvero una grande sorpresa, e qui spero di avervi incuriosito abbastanza per farvi continuare a leggere… quindi in partenza per Marte!

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