Tag Archives: Gioco di piazzamento lavoratori

Counterfeiters | Recensione

di Davide “Canopus” | Counterfeiters

I soldi non sono mai abbastanza, purtroppo è ben più di un luogo comune, allora se mancano perché non stamparseli? In Counterfeiters potrete proprio fare questo: stampare soldi falsi e trasformarli in pecunia vera, almeno finché la polizia non vi avrà accerchiati. Potete anche chiedere la protezione della mafia nella migliore tradizione poliziesca, nel senso che anche se non la chiedete dovrete comunque pagare il piazzo per la protezione. Allora perché non volare ogni tanto alle Cayman per mettere al sicuro il proprio gruzzoletto? Tutto questo e molto di più è Counterfeitters, titolo di piazzamento “scagnozzi” e selezione azioni davvero immediato e dinamico. Se pensate che dalla Quined ci si può aspettare di solito giochi piuttosto pesanti, vi avviso che Counterfeiters fa parte della serie Quined Master Print Pocket che presenta titoli veloci, di durata contenuta ma con impatto strategico relativamente elevato. Ma ora andiamo a stampare un po’ di grana…

Creepy Falls | Recensione

di Davide “Canopus” | Creepy Falls

Non so voi ma ho sempre provato una certa simpatia per i team up e i cross over tra mostri presi da film horror, in genere di serie B. Anche se capivo bene che tali creature avrebbero dovuto essere manifestazioni antropomorfe delle nostre paure e perversioni, non è che i mostri mi facessero proprio paura, più che altro avevano la loro genesi, il loro background, i loro poteri e punti di debolezza, un po’ come i supereroi. Quindi direi che più o meno hanno sempre suscitato in me lo stesso interesse dei cattivi dei fumetti. Se poi posso vederli collaborare tra loro, come nel film Waxwork (da piccolo mi piaceva un sacco, oggi se lo rivedo non mi fa decisamente lo stesso effetto), o scontrarsi, come nel videogioco Darkstalkers, sono ancora più contento.

Cult: Choose Your God Wisely – ovvero il piazzamento cultisti

di Alberto “Doc”

Sta per approssimarsi la fine del mondo… in fin dei conti prima o poi doveva pur arrivare non credete? E quale miglior maniera di trascorre i nostri ultimi giorni se non quella di evocare una potente divinità che possa dominare su tutte le anime e le menti del mondo? In effetti è esattamente la prima cosa che farei anch’io mi trovassi nella loro situazione. Se anche voi siete dello stesso avviso, seguitemi e vi porterò alla scoperta di Cult: Choose Your God Wisely, una delle ultime proposte che uscirà sotto le insegne di Igrology e Cryptozoic Entertainment.

Cosmogenesis: creiamo il nostro sistema solare

di Alberto “Doc”

Ah, rivivere la formazione del nostro sistema solare, che momenti! Prendere in mano i frammenti della creazione, farli collidere e vedere quali meraviglie ne possono nascere. Giochi con tale ambientazione non sono una novità sul mercato ludico, vedi ad esempio Exoplanets, ma in Cosmogenesis le cose cose semrbano fatte con un criterio più simile alle dinamiche reali… anche se gli stessi autori ammettono di essersi presi alcune licenze per rendere il gioco godibile e snello. Ma tanto mi basta per raggiungere la curiosità di esplorarlo più da vicino. Vediamo di che si tratta.

Chimera Station: modificare geneticamente i propri lavoratori

di Luca “Maledice” – Chimera Station

Sappiamo che lo spazio è un posto dannatamente grande. E in questa vastità infinita mi chiedo quanti giochi da tavolo potrebbero starci. Supponiamo che sulla terra ci siano 2 miliardi di giochi (arrotondando) e la terra sia solo uno dei tanti pianeti abitati della galassia. La seconda cosa da tenere conto sono i pianeti che non sviluppano giochi o magari preferiscono attività fisiche. Ad esempio i Borg non giocano molto e in Star Wars vanno molto gli scacchi olografici o poco più. Valutato questo potrebbero esserci migliaia di civiltà che giocano (spero american) in tutto l’universo, portando alla luce centinati di centinaia di miliardi di giochi. Dopo questa premessa mi butto per disperazione, visto che non potrò mai provarli tutti, su un gioco di piazzamento lavoratori modificati geneticamente, nello spazio profondo. Giusto per stare in tema…

Rajas of the Ganges: rendiamo magnifica la nostra provincia

di Alberto “Doc”

Dopo aver vagato in esplorazione tra molti titoli dai regolamenti non sempre facili, ti viene la voglia di qualcosa di solido, di familiare, dove cadrai in piedi sapendo cosa troverai nel bene e nel male. Ecco allora la forte voglia di un bel german quadrato, senza fronzoli, che come un bel ceffone in faccia sa farti capire chiaramente cosa riceverai. E quindi perché non fermarmi sulle rive del Gange per prendermi cura di una promettente provincia dell’impero mongolo? Detto fatto, mettiamoci alla scoperta di Rajas of the Ganges.

Agra

Agra, compleanno al cinghiale

di Daniel “Renberche”

Potrei utilizzare questa anteprima per narrare le vicende del protagonista del gioco, ovvero Abu’l-Fath Jalal-ud-din Muhammad (per gli amici delle maggioranza Akbar il Grande), uno dei più grandi imperatori dell’Impero Mogul, o del turismo che caratterizza Agra grazie alla sua nuova Meraviglia, ma quando ad un german dai un regolamento di un gioco german contano solo le meccaniche. E quindi buona lettura!

My village

My Village, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

Si torna al villaggio con i coniugi Inka e Markus Brand: dopo il fortunato Village, nel 2015 esce My Village, edito in Italia da Uplay edizioni.

Viene ripresa la tematica, che ci porta a trascorrere una vita campestre tra lavoro manuale, educazione, religione, e ad affrontare di tanto in tanto l’inevitabile morte dei nostri paesani, ma cambiano le meccaniche e la prospettiva.

Stavolta ogni giocatore (da 2 a 4) ha la possibilità di sviluppare un proprio villaggio personale, e il tabellone centrale riporta solo parte delle azioni possibili e il cimitero, che quando sarà riempito, determinerà la fine della partita. Inoltre la selezione delle azioni non è libera, ma  avviene tramite il lancio di un pool di dadi comune, da cui tutti attingeranno per prelevare la coppia di dadi che riporta la cifra necessaria per attivare l’azione desiderata. L’aleatorietà è tenuta a bada dal fatto che c’è sempre qualcosa da fare al villaggio, e vista l’”insalata di punti” che deriva dalle varie aree (religione, consiglio, raccolto, viaggio, produzione, mercato), una soluzione redditizia si trova sempre. Senza considerare che i dadi sono facilmente modificabili spendendo monete o acquistando una carta che permette di cambiare il risultato a piacere.

In una durata contenuta (60-90 minuti) My Village vi presenta uno spaccato di vita paesana, con una grafica accattivante e un gameplay facile da assimilare. Se nella vostra collezione manca Village e amate i dadi, si tratta sicuramente di una buona aggiunta.

Il regolamento completo di My Village è presentato nel video di Miss Meeple:

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