Tag Archives: Gioco di piazzamento

Kingdoms - fonte: boardgamegeek

Kingdoms – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Kingdoms è un gioco di Reiner Knizia, autore prolifico famoso per produrre dei giochi piuttosto carini, ma con le ambientazioni appiccicate sopra con poca logica (una delle poche eccezioni è Star Trek Expeditions di cui ho già parlato). In particolare, Kingdoms è un gioco particolare, è un po’ come la gramigna che non muore mai (un detto delle mie parti). In effetti la prima edizione risale al 1994, da cui sono poi seguite una serie di riedizioni, adattamenti e localizzazioni nelle lingue più disparate (pure giapponese), più precisamente nel 2002, 2003, 2011 e l’ultima nel 2012. Dopo la prima versione del gioco, targata Hans im Glück, tutte, o quasi, le altre versioni sono a cura del colosso Fantasy Flight Games. Il gioco è stato addirittura riadattato per sfruttare il marchio commerciale del film di Beowulf, abbiamo quindi il boardgame di Beowulf: The Movie, che però vede una sostanziale modifica del tabellone (da quadrato diventa a spina di pesce, non sto scherzando), sufficiente a considerarlo tutto un altro gioco. Ma cosa avrà questo titolo, praticamente senza ambientazione, da renderlo un eterno ritorno? Proviamo a scoprirlo insieme.

Keyflower - fonte: boardgamegeek

Keyflower – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Già sento le prime obiezioni: ma non era Mayflower? Si, è vero. Ma il gioco ha in comune con la barca che trasportò i padri pellegrini veramente solo la storpiatura del nome e qualche richiamo grafico. Keyflower è un gioco che unisce tra loro in modo molto buono 3 diverse meccaniche: aste, piazzamento tessere e posizionamento lavoratori, qualcuno dirà anche collezione oggetti,ma questa ultima solo in piccolissima parte. Aspetto sicuramente lodevole, ma l’ambientazione è praticamente assente e il gioco appare un astratto con una grafica molto colorata. Questo non significa che non sia un titolo divertente, non per niente è considerato il miglior titolo della serie Key. Cos’è la serie Key? È una serie di 8 giochi firmati da Richard Breese e che hanno come unico reale aspetto comune l’autore e la parola key nel titolo. La serie Key prende vita nel 1995 e molti dei titoli che la compongono sono considerati ormai fuori produzione. Dei 7 titoli, solo gli ultimi 3, Keyflower, Keymarket e Keyharvest, condividono anche lo stesso impianto grafico. Giusto per completezza vi dico che gli altri 4 titoli della collana sono, dal più giovane al più vecchio: Keythedral, Keytown, Keydom e Keywood. Ma ora non perdiamo tempo a rinvangare il passato e parliamo dell’ultimo nato della famiglia.

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Triassic Terror: un Evo alternativo

di Alberto “Doc”

Amanti dei dinosauri e dei giochi con ambientazione preistorica oggi c’è pane per i vostri denti: Peter Hawes sotto il marchio di Eagle Games ci porta infatti nel periodo del Triassico dove dovremo far sopravvivere i nostri branchi di dinosauri dai pericoli di quest’era: predatori, eruzioni vulcaniche che rendono gli ambienti poco vivibili e altre sventure. Tutto questo in Triassic Terror.

The Cave - fonte: boardgamegeek

The Cave: Attraverso l’ignoto – Recensione

Di Davide “Canopus”

Il duo Adam Kaluza e Jarek Nocon, uno autore e l’altro illustratore, dopo averci portato nel 2010 sulla cima del K2, sembra che quest’anno abbia deciso di scavare un bel buco profondo sul terreno e di buttarci dentro. Ok, detta così può sembrare una cosa un po’ macabra, in realtà si tratta di un titolo che parla di speleologia, ovvero la scienza che studia tutto ciò che è relativo alle grotte e alle cavità naturali, non mancando ovviamente di esplorarle. Ambientazione questa che ultimamente è stata portata sul grande schermo da film come “127ore” o “Sanctum” (quest’ultimo nato dalla fantasia di James Cameron e con delle inquadrature veramente mozzafiato) anche se, a mio parere, senza un riscontro poi così elevato da parte del pubblico. I due polacchi ci fanno quindi “immergere” in un ambiente che assomiglia ad un mondo alieno, oscuro e minaccioso, allo scopo di esplorare ogni affranto e scattare qualche foto. Lo speleologo migliore sarà colui che non solo riuscirà ad infilarsi in ogni apertura della roccia, ma che tornerà sano e salvo al campo base senza essere inghiottito dal ventre del pianeta. In questo titolo non si può fare a meno di notare un notevole sforzo da parte dell’autore di simulare, nel modo più realistico possibile, l’attività di uno speleologo nell’atto di esplorazione una grotta in situazioni alquanto disagevoli, cosa analoga a quel che fece con il più famoso e recente K2, sottolineando anche la pericolosità di una simile impresa: è infatti possibile che la partita termini con uno o più speleologi dispersi nella grotta o che addirittura il gioco non veda un vincitore (altra similitudine con K2). Resta ora da capire se a questo impegno è seguita anche la genesi di un ottimo gioco oppure no, ovviamente leggete il resto per scoprirlo :-) Ma bando alle ciance, controllate il contenuto degli zaini e calate la corde, si scende.

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Völuspá: piazzamento tessere al gusto norreno

Di Alberto “Doc”

Per chi ama la meccanica del piazzamento tessere, White Goblin Games propone fra le sue novità per Essen il gioco Völuspá,  nome preso dall’omonimo poema che rappresenta una delle fonti principali per lo studio della mitologia norrena.  Regolamento alla mano, vediamo come è fatto e come funziona.

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“Escape: The Curse of the temple” in fuga con Queen Games

di Alberto “Doc”

Il tema mediorientale sempre caro a Queen Games si arricchisce di un nuovo titolo dal gusto avventuroso e cadenzato da una colonna sonora che scandirà i tempi di gioco. Sto parlando di Escape: The Curse of the temple creato dalla mente di Kristian Amundsen Østby. Caliamoci in testa il cappello da Indiana Jones e… leggiamo il regolamento! :)

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Ginkgopolis: costruire città in armonia con la natura

Di Alberto “Doc”

Pearl Games propone un nuovo city building realizzato da Xavier Georges. Ginkgopolis  (bizzarro nome che viene da Ginkgo Biloba, il più vecchio e forte albero simbolo di come sia possibile costruire città in armonia con la natura) ci porta due secoli avanti nel tempo, nel 2212, per mostrarci un futuro ecocompatibile.

Mondo - fonte: boardgamegeek

Mondo – Recensione

Di Davide “Canopus”

Quante volte siete stati così insoddisfatti del mondo al punto di dire “fermate il mondo, voglio scendere”! Oppure avete sempre trovato dispersiva la dislocazione delle terre emerse i ritenete che i viaggi aerei sarebbero molto più comodi ed efficienti se esistesse ancora la Pangea. Per non parlare dei poveri animali: non starebbero tutti molto meglio se ogni specie avesse un’isola per se? Ma poi i predatori morirebbero di fame … e si, i problemi da affrontare quando si riprogetta un mondo sono molti e complicati. Ma se volete affrontare questa titanica sfida posso consigliarvi Mondo, il cui nome dice tutto. Il titolo vi permetterà, infatti, si sentirvi, è proprio il caso di dirlo, divinità che possono scegliere i loro pezzi di pianeta dalla loro “divina collezione di tessere” e piazzarle sul globo a piacimento. Attenzione però, dovrete essere veloci e stare attenti a quello che fate perché al termine del gioco solo il mondo più armonioso e stabile vi garantirà punti, per dimostrare di essere un abile architetto celeste. Insomma, la gente non è mica felice di vivere in pianeti pieni zeppi di vulcani o in cui cammini spensierato per un prato e di colpo ti trovi immerso nelle profondità dell’oceano. Questo prodotto, oltre ad essere l’ideale per menti megalomani e con manie di onnipotenza, è un gioco di abilità in cui sarete costretti, nel più breve tempo possibile, a pescare e disporre tessere su una plancia personale, cercando di costruire determinati schemi per ottenere punti. Cosa? State ancora sbavando al pensiero di poter ricostruire il pianeta a vostro piacimento? Ok, indossate la vostra camicia di forza e continuate pure a leggere.

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Milestones: la colonizzazione continua

Di Alberto “Doc”

Da quando Coloni di Catan è arrivato sul mercato (nel “lontano” 1995) ottenendo un grande successo, diversi altri titoli sulla sua scia hanno proposto il tema della colonizzazione con produzione e commercio di risorse e costruzione di strade e insediamenti. A distanza di tanti anni questo filone ancora continua proponendo nuovi titoli sul genere. Milestones prodotto uscito da poco sotto il marchio Eggertspiele è uno fra questi. Vediamo meglio di che si tratta…

Hawaii - fonte: boardgamegeek

Hawaii – Recensione

Di Davide “Canopus”

Al momento in cui scrivo sono steso sul divano con il climatizzatore a potenza massima mentre fuori soffia un vento così caldo che i “fantasiosi” giornalisti italiani lo hanno battezzato Caronte. Cosa c’è di meglio, quindi, per rinfrescarsi di un bel gioco che ci proietta nelle splendide isole del Pacifico, note come Hawaii? Si, beh, non serve che adesso mi facciate una lista! Peccato che non vi recherete nella patria di Obama e Magnum P.I. per prendere il sole, fissare le ballerine di Hula e fare immersioni, ma per lavorare ed edificare il villaggio più maestoso dell’isola. Personalmente, ho adorato questo gioco, le strategie praticabili sono veramente tante e le partite sono sempre agguerrite ed avvincenti, per non parlare della componentistica… Il gioco è un tipico german games e quindi caratterizzato da limitate influenze di casualità e fortuna. Il titolo recensito è in lingua tedesca, ma esiste anche una localizzazione in inglese distribuita da Rio Grande Games e con un costo superiore di circa 5€ o poco più della versione in esame. Il gioco è comunque indipendente totalmente dalla lingua, potrete quindi giocare a qualsiasi versione senza problemi di comprensione.

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