Tag Archives: Hans im Glück

Majesty | Recensione

di Davide “Canopus” | Majesty

Il mio rapporto con Majesty è sempre stato in un certo senso conflittuale. Innamoratomi a prima vista allo Spiel di due anni fa, al punto di acquistare la versione tedesca per non aspettare la traduzione in italiano by Asmodee, ho avuto raffreddamenti rapidi e improvvisi ritorni di fiamma nel corso del tempo, motivo per cui ne parlo solo ora. Attirato sulla carta da una meccanica interessante è un autore che apprezzo molto: quel Marc Andrè che ci ha fatto giocare prima a Splendor e poi al meraviglioso (per me almeno) Barony. Majesty si presenta come un titolo di collezionamento set di carte con la “semplice” logica del “più se ne ha più sarà potente l’effetto la prossima volta che si collezionerà una carta dello stesso tipo”. Perché ho avuto alti e bassi? Cosa rende questa semplice meccanica interessante? Dovrete ovviamente continuare a leggere. Nota rilevante, parlo della versione tedesca, ma le regole sono le stesse per tutte le versioni (e mi pare anche i materiali), quindi continuate pure a leggere senza timore alcuno.

Flash corner

Flash News Corner #6: notizie in breve dal mondo ludico

Di Gioconauta

Dopo l’ultimo numero principalmente dedicato ai Kickstarter, torniamo a parlare più in generale di quanto di nuovo si sta presentando nel mondo dei boardgames. Oltre alla Portal Games a cui abbiamo dedicato un articolo pochi giorni fa, ci sono molte altre case editrici sul “piede di guerra” pronte a svelare le proprie mosse per questo 2016. Allora fuoco alle polveri e diamo spazio alle news. Buona lettura.

Boardgame Week: Da Norimberga con amore

di Arianna “Arianna”

Questa settimana andiamo a Norimberga.

Cioè, non esattamente “noi”, che già per andare a Rovigo ci serve un prestito a rata variabile, ma ci vanno quelli di BoardGameGeek, che è più o meno lo stesso.
Ok, non lo è, ma così è la vita, per cui chiudo qui la sessione di rosic e passo a riferire un po’ di novità dalla Spielwarenmesse, la fiera annuale di giochi e giocattoli di Norimberga, Germania.

Kingdoms – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Kingdoms è un gioco di Reiner Knizia, autore prolifico famoso per produrre dei giochi piuttosto carini, ma con le ambientazioni appiccicate sopra con poca logica (una delle poche eccezioni è Star Trek Expeditions di cui ho già parlato). In particolare, Kingdoms è un gioco particolare, è un po’ come la gramigna che non muore mai (un detto delle mie parti). In effetti la prima edizione risale al 1994, da cui sono poi seguite una serie di riedizioni, adattamenti e localizzazioni nelle lingue più disparate (pure giapponese), più precisamente nel 2002, 2003, 2011 e l’ultima nel 2012. Dopo la prima versione del gioco, targata Hans im Glück, tutte, o quasi, le altre versioni sono a cura del colosso Fantasy Flight Games. Il gioco è stato addirittura riadattato per sfruttare il marchio commerciale del film di Beowulf, abbiamo quindi il boardgame di Beowulf: The Movie, che però vede una sostanziale modifica del tabellone (da quadrato diventa a spina di pesce, non sto scherzando), sufficiente a considerarlo tutto un altro gioco. Ma cosa avrà questo titolo, praticamente senza ambientazione, da renderlo un eterno ritorno? Proviamo a scoprirlo insieme.

Die Paläste von Carrara – Recensione del gioco e della prima espansione

Di Davide “Canopus”

Ah, l’Italia! Il Bel Paese, anche se spesso e volentieri criticato, esercita da sempre un fascino magnetico sugli stranieri: ancora ricordo fumetti americani in cui rappresentavano Venezia piena di stanze segrete colme di tesori e con la gente che si tuffava nei canali senza beccarsi strane malattie. Ma tra tutte le regioni italiane, credo che sicuramente quella che sollecita di più la voglia di vacanze italiche negli stranieri sia la Toscana, non per niente ci sono un sacco di giochi in scatola tedeschi ambientati in questa regione (sarà merito del Lucca Games o del fatto che un sacco di autori nostrani sono toscani). Ora, indovinate un po’ dov’è ambientato questo Die Paläste von Carrara? Nel Molise?!? No, risposta sbagliata :-| Questo titolo ci trasporta nella Toscana del Nord dove dovremo comprare il famoso marmo di Carrara e costruire palazzi lungo la riviera tirrenica. Ma la cosa che salta all’occhio in questo titolo non è tanto l’ambientazione, quanto l’interessante utilizzo che fa di un’enorme ruota girevole montata sul tabellone. La ruota, nella sua versione mobile quanto in quella statica, di solito stampata sul tabellone, è uno strumento che negli ultimi anni ha preso sempre più piede nei boardgames, soprattutto nei titoli gestionali. Giusto per fare qualche esempio, abbiamo: Le Havre – Ancora in Porto, Navegador, Imperial, Imperial 2030, Ora et Labora e in generale quasi tutti i titoli di un certo Mac Gerdts. Questo meccanismo, che permette la ciclicità, è solitamente utilizzato per la selezione delle azioni o la registrazione dei cambi di stato del gioco. Ma volete sapere quale sarebbe il sistema intelligente ed interessante di utilizzare la ruota presente nel gioco? Continuate a leggere…

Hawaii – Recensione

Di Davide “Canopus”

Al momento in cui scrivo sono steso sul divano con il climatizzatore a potenza massima mentre fuori soffia un vento così caldo che i “fantasiosi” giornalisti italiani lo hanno battezzato Caronte. Cosa c’è di meglio, quindi, per rinfrescarsi di un bel gioco che ci proietta nelle splendide isole del Pacifico, note come Hawaii? Si, beh, non serve che adesso mi facciate una lista! Peccato che non vi recherete nella patria di Obama e Magnum P.I. per prendere il sole, fissare le ballerine di Hula e fare immersioni, ma per lavorare ed edificare il villaggio più maestoso dell’isola. Personalmente, ho adorato questo gioco, le strategie praticabili sono veramente tante e le partite sono sempre agguerrite ed avvincenti, per non parlare della componentistica… Il gioco è un tipico german games e quindi caratterizzato da limitate influenze di casualità e fortuna. Il titolo recensito è in lingua tedesca, ma esiste anche una localizzazione in inglese distribuita da Rio Grande Games e con un costo superiore di circa 5€ o poco più della versione in esame. Il gioco è comunque indipendente totalmente dalla lingua, potrete quindi giocare a qualsiasi versione senza problemi di comprensione.

Goa – Recensione e confronto con versione del 2004

Di Davide “Canopus”

Titolo Goa – Una nuova spedizione
Autore Rüdiger Dorn
Lingua Italiano
Editore Hans im Glück
Distributore Asterion Press
Numero giocatori 2 / 4
Durata partita 90 minuti
Anno pubblicazione 2012
Titolo originale Goa – Die nächste Expedition
Genere Aste e commercio
Prezzo 40 / 45 €

Oggi vestiamo i panni di mercanti portoghesi occupati nel commercio delle spezie nella rotta che dal Portogallo giunge all’India circumnavigando l’Africa. Per chi non lo sapesse, infatti, il gioco prende il nome dalla ricca e grande città di Goa, in India, conquistata dai portoghesi nel 1510 in quanto porto strategico per costituire una rotta commerciale sicura e superare gli arabi nel commercio delle spezie. Non fatevi forviare da questa breve spiegazione, nel gioco non sarete combattenti o diplomatici, dato che è ambientato dopo la conquista della città, sarete invece scaltri affaristi occupati ad acquistare navi commerciali e riempire le loro stive di preziosissime spezie, anche se occasionalmente potrete muovere alla conquista di qualche nuova colonia. Ad 8 anni di distanza dalla prima edizione di questo bellissimo titolo, Goa viene finalmente localizzato in italiano e sbarca nel bel paese, con alcune modifiche al regolamento che saranno illustrate durante la recensione. Si tratta principalmente di un gioco di aste con una meccanica molto interessante ed accattivante che nel corso degli anni lo ha reso un vero e proprio “classico” del genere. Nonostante questo, confesso che ho scoperto questo titolo da pochissimo tempo, parlo di qualche mese, e, per quanto io non sia un grande amante di queste meccaniche, ammetto che ha saputo affascinarmi e divertirmi. Consiglio quindi anche ai non appassionati del genere di tenere d’occhio questo prodotto. Ovviamente distribuito da Asterion Press.

El Grande: il videotutorial

di Marco “alkyla” Oliva

El Grande è ambientato nella Spagna del XV secolo, a quel tempo composta da 12 regni, una contea, un principato e le province basche. Erano presenti 5 gruppi etnici: Spagnoli, Baschi, Galiziani, Catalani e Mauri. I Grandi, ovvero l’alta aristocrazia, controllavano gli eventi. Ma anche la media aristocrazia, costituita dai Caballeros, godeva di un largo potere. Nello stesso tempo ogni regione voleva accentuare la propria indipendenza.
Ogni giocatore è il Grande di una regione, è alleato con 30 Caballeros ed ha l’ambizione, per il bene del paese e proprio, di estendere la sua influenza sull’intera Spagna. Per riuscirci deve avere la maggioranza dei Caballeros nel maggior numero possibile di regioni.

Tutti i dettagli del funzionamento del gioco in questo nuovo videotutorial di TOCCA A TE

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