Tag Archives: Matagot

Cherry Games #8: Princess Jing + Verona Twist

di Daniel “Renberche” & Margherita “Meggy”

Le fughe d’amore sono un classico della letteratura e uno stereotipo noto a tutti. Nei due giochi qui trattati si dovrà fuggire mascherati per alcune astratte vie veronesi e da un sontuoso palazzo, allo scopo di accorrere tra le braccia dell’amato soldato che aspetta la sua principessa. Soldato che si farà riconoscere da due animali inviati in soccorso. Buona lettura con l’ottavo Cherry Games!

Sagrada

Sagrada – Recensione

di Davide “Canopus” | Sagrada

Non ho mai visto la Sagrada Família a Barcellona, ma per scrivere questa recensione mi sono documentato. In particolare mi chiedevo come potessero essere fatte le vetrate se qualcuno ne era rimasto affascinante al punto tale da realizzarne un gioco in scatola. Dopo aver visto qualche immagine su Google ho decisamente capito tutto. Provate a cercare anche voi, se non le avete già viste, sono meravigliose. Detto questo, se qualcuno pensava che una scatola strapiena di dadi potesse essere il desiderio di ogni american, con Sagrada potrete ricredervi. Il titolo contiene 90 dadi, splendidamente colorati e semitrasparenti, e non li utilizzerete per determinare i valori di attacco e difesa dei vostri architetti catalani; bensì saranno i pezzi di vetro colorati e con le varie sfumature, rappresentate dal valore del dado, che utilizzerete per costruire le meravigliose vetrate della Sagrada Família. Non per niente il sottotitolo di Sagrada è “Un gioco di dadi e vetrate colorate”. Sagrada è un puzzle game dove dovrete cercare di costruire dei pattern di determinati colori e valori su una griglia, rispettando determinate e rigide regole di piazzamento. Ma bando alle ciance e andiamo ad addobbare il più visitato monumento spagnolo…

Miniboard #30: Treasure Island (L’Isola del Tesoro)

di Luca “Maledice” | Treasure Islandicona

La ciurma di Long John Silver si è ammutinata, e lo ha legato come un salame in un fortino abbandonato! Turno dopo turno i vili traditori cercheranno di strappargli di bocca indizi sull’ubicazione del suo tesoro, cercando in lungo e in largo sull’isola seguedo le sue indicazioni.. o depistaggi? Chi lo sa… Il vecchio lupo di mare sta certamente pianificando di fuggire e cercare di recuperare il tesoro per conto suo.

Spiel’18 – Live Blogging da Essen

di Gioconauta

Arriva ottobre e come ogni anno con la fine del mese si chiude quello che potremmo definire l’anno ludico. Il perché è presto detto, arriva lo Spiel’18. Di che si tratta? È la fiera dei boardgame, per eccellenza, a livello internazionale e planetario, che concentra la maggior parte delle novità del mercato. Snoccioliamo qualche numero per dare l’idea del fenomeno: nel 2017 ha contato 182.000 visitatori e quest’anno saranno presenti 1.100 espositori, da 51 nazioni, concentrati in 72.000 metri quadri. Ma cosa significano questi numeri? In realtà ben poco, danno solo le dimensioni di un evento che si traduce con una sola parola, GIOCARE! Giocare a titoli di ogni genere da ogni parte del mondo, trovare l’editore italiano come quello malese o messicano; giocare a novità, titoli che vedremo nel nostro paese dopo un mese come mai, perle rare in grado di stupire e provabili solo lì (ogni anno becco sempre almeno un titolo che mi ispira senza possibilità di localizzazione o anche solo recupero nel nostro paese), possibilità di vedere il prototipo dalla meccanica assurdamente originale come il futuro vincitore dello Spiel de Jahres (gioco dell’anno tedesco); giocare con chiunque, dal connazionale incontrato per caso e l’appassionato che si è fatto 20 ore d’aereo per venire almeno una volta allo Spiel. Laggiù, ad Essen, nel cuore della Renania Settentrionale, dal 25 al 28 ottobre, verosimilmente più di 180.000 appassionati sfogheranno la loro passione ludica in un evento annuale senza eguali almeno in Europa. Sarà accompagnato come ogni anno da esaltazioni, magari per aver provato il titolo che “da solo merita il viaggio”, e da delusioni, il gioco che si desidera ardentemente andato sold out in poche ore di fiera. Tutto questo e molto di più è lo Spiel. E noi Nauti? Ovviamente ci saremo. Affronteremo con pazienza e coraggio i 1.100 km che ci separano dalla “capitale del gioco” in andata e in ritorno, inarrestabili, implacabili e non so quali altre parole con la i… e potrete seguirci come ogni anno tramite il nostro inimitabile, istantaneo, e non so ancora quali altre parole con la i, Live Blogging. La novità di quest’anno è che ci seguirà fisicamente il nostro Maledice, nella speranza di trovare american interessanti in Germania (sembra un po’ un controsenso) e la nostra Max Luna, intenta a sperimentale sul campo il suo tedesco. Si unirà quindi anche il loro commento ai nostri pensieri istantanei di quel che proviamo, vogliamo e, spesso, bramiamo con ardore e furia omicida figurata. Montate in carrozza, si parte!

Road to Essen #04 : Treasure Island – Caper

di Luca “Maledice”

La via è chiusa. Ma non per Essen a quanto pare che come ogni anno apre le porte ad autori di ogni sorta che tentano di stupire noi giocatori con meccaniche nuove e ambientazioni sempre nuove. Anche se per molti questo SPIEL sembra un po’ piatto, qualche titolo intrigante potrebbe venirne fuori. Questa volta PG ci porta a scoprire l’isola del tesoro della Matagot e un titolo con grafica molto originale e dalla dubbia pronuncia Caper.  Buona Visione….

micropolis

Micropolis, costruisci il tuo (mini) regno

di Daniel “Renberche”

Poche sono le certezze nella vita, o almeno gli avvenimenti con probabilità prossima a uno. La morte, televideo la mattina, il non saper disegnare ma non vi è nulla di più sicuro del fatto che io compri un gioco che abbia come tema, anche di striscio, le formiche. Buona lettura!

Tutti sotto il tendone con Meeple Circus

di Alberto “Doc”

Le ricerche su quanto di interessante troveremo negli stand delle fiere autunnali prosegue senza sosta. Ed oggi mi fermo in casa Matagot che propone per il momento due titoli e una espansione. Quest’ultima riguarda capitan Sonar mentre venendo alle due novità avremo a che fare con un gioco di esplorazione con piazzamento tessere di nome Okanagan (che non mancherò di approfondire più avanti)  e un titolo di destrezza manuale dai toni sicuramente vivaci di cui vi parlerò in questo pezzo: Meeple Circus.

Barony – Recensione

di Davide “Canopus”

Giugno 2015, Asterion Gaming Days, quasi mi sedevo contro voglia al tavolo per provare Barony. I commenti di chi lo aveva provato prima di me, malefico Renberche, mi avevano decisamente smontato parlando di un gioco tutto incentrato sul combattimento, risolto tramite la maggioranza di pedine in un’area, e molto freddo e matematico. Di solito il secondo punto per me non è un problema, ma se devo passare tutto il tempo a combattere tendo a trovare l’esperienza ludica un po’ stressante… per la serie interazione diretta si, ma non a farne indigestione. Lo ‘spiegatore’ era in gamba, chiaro e coinciso, inoltre adorava il gioco, cosa che aiuta sempre quando lo si deve spiegare per due giorni di fila a degli estranei. Partita a 3 con io, lui e il Doc. Si inizia come mi aspettavo, titolo calcolatore e matematico, primo posizionamento che tiene conto del vantaggio di iniziare per primi ribilanciando le cose. Dovrebbe essere un controllo territorio ma in realtà la questione non è tanto mantenere le posizioni, quanto guadagnare ‘risorse’ dalla colonizzazione e posizionare alcune strutture in punti cardine per bloccare il passaggio agli avversari. Il combattimento è fondamentale, ma non il centro del gioco e, anzi, non ne facciamo un utilizzo per niente intensivo. La partita fila liscia, nulla lasciato al caso e meccanica assolutamente scacchistica; il gioco termina con una barriera enorme che taglia a metà il tabellone, degna del Trono di Spade, e il Doc che mi soffia la vittoria di una sola mossa, colpa mia che alla fine fui troppo cautelativo ed evitai di rischiare. Mi alzai dal tavolo per nulla sazio, con tanta voglia di rigiocarlo e tentare nuove strategie e configurazioni della mappa per questo titolo dal sapore assolutamente german e un forte retrogusto di scacchi. Per dare qualche dato biografico di Marc André abbiamo già parlato in occasione del suo ottimo Splendor, mentre l’illustratore, Ismaël Pommaz, ha dato la grafica anche al discussissimo Archipelago. Ma ora, messere e messeri, ben venuti nel regno di Barony.

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