Tag Archives: Matagot

Origin – Recensione

di Davide “Canopus”

Fin dal primo momento che ho visto questo gioco apparecchiato su un tavolo ad Essen 2013 mi ha conquistato per la bellezza estetica e per la particolarità del tema trattato. Probabilmente non è il primo gioco che parla della colonizzazione del planisfero da parte della razza umana, ma questo lo fa con una enorme quantità di pedine di legno finemente realizzate e decorate a tema… e sono tantissime. In tale situazione non riuscii a mettere le mani su una copia di Origin, dato che andò sold out il penultimo giorno, e io, che ero al mio primo Essen, aspettai l’ultima giornata nella speranza che scendesse il prezzo. Povero stolto! Ma evidentemente era destino che incrociassi la strada di quelle splendide pedine in legno, perché mesi dopo riuscii a procurarmi Origin, e pure a condizioni economicamente più favorevoli ;-). L’autore, Andrea Mainini, è probabilmente più conosciuto per essere co-autore di Sails of Glory, ha fatto parlare di se anche nell’edizione 2014 di Essen per Ifrito, gioco davvero bellissimo da vedere, ma purtroppo non da giocare a mio parere (de gustibus). Ma Origin non è solo un gioiellino di componentistica, anche la grafica colpisce nel segno, questa è frutto del lavoro di una certa Nephyla; illustratrice che non conoscevo e per la prima volta al lavoro su un boardgame con, secondo me, ottimi risultati (anche se ammetto che da il meglio di se con la copertina e le immagini che contornano la scatola). E ora ripercorriamo i primi anni, facciamo millenni, della razza umana…

Origin ovvero come ti sviluppo la razza umana

di Alberto “Doc”

Vi siete mai chiesti come si è differenziata ed evoluta la razza umana nel corso dei millenni nelle varie aree del pianeta terra? Io ovviamente me lo chiedo tutte le mattina appena mi alzo dal letto ;) Scherzi a parte Origin, una delle nuove proposte che la Matagot porterà ad Essen, si occupa proprio di questo, ma vediamo meglio come è strutturato il gioco.

Expedition: Northwest Passage – alla ricerca di John Franklin

di Alberto “Doc”

Prosegue la mia carrellata sui giochi di esplorazione. E dopo avervi parlato di Lewis & Clark pochi giorni fa, oggi è la volta di Expedition: Northwest Passage, gioco del 2010 che Matagot ha deciso di pubblicare sotto il suo marchio e di presentare alla fiera di Essen. Dalle terre inesplorate d’america, passiamo alle acque gelide dell’artico.

Kemet – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ok, meglio tagliare subito la testa al toro e prendere di petto la domanda che ogni boardgamer si sta ponendo davanti a questo titolo. Uno legge Matagot, vede un’ambientazione mitologica e delle bellissime miniature e subito si chiede: un altro Cyclades? Il confronto con il precedente titolo della casa francese è inevitabile data la similitudine del genere, e infatti durante la recensione farò molti paragoni. Ma ve lo dico subito, non ci troviamo davanti ad un remake! I 2 giochi sono diversi per molti aspetti. Ma soprattutto in Kemet spariscono completamente 2 degli elementi più discussi di Cyclades: le aste e i combattimenti con il dado. Riguardo all’ultimo punto non fatevi ingannare, non è che in questo gioco non si combatte, anzi, direi che le meccaniche incentivano lo scontro ai massimi livelli. Scordatevi quindi di potervi fare i fatti vostri per tutto al tempo, perché prima o poi verranno a prendervi e cercheranno di suonarvele! Altro aspetto che personalmente mi manda in sollucchero è l’ambientazione mitologica, che personalmente ho amato molto anche in Cyclades, ma che qui mi stuzzica in modo particolare in quanto in stile egizio, mitologia meno famosa dei quella greca e di cui si sa molto meno. Ma ora lasciate che vi faccia da guida per la foce del Nilo

Room 25 – Recensione

Di Davide “Canopus”

Ben sintonizzati su Room 25, il boardgame che vi permetterà di provare l’ ebbrezza di un vero reality. Ma non uno di quei programmini pieni di frignoni e sfigati che non fanno altro che piangere, litigare e accoppiarsi. Room 25 è più una via di mezzo tra il film The Cube, per la struttura e la meccanica di gioco, e L’Implacabile, per l’ambientazione (che questi film abbiano ispirato l’autore è anche indicato nel regolamento). Il titolo, opera prima di François Rouzé, ci trasporta, quindi, in un’ambientazione claustrofobica, dinamica e con sospetti ad ogni angolo. Qualcuno probabilmente avrà già strabuzzato gli occhi a leggere che si tratta di un gioco il cui genere è cooperativo/semi-cooperativo/competitivo/a fazioni, in realtà il titolo offre ben 5 modalità: solitario (che io lascio sempre perdere perché per giocare da soli esistono i videogiochi), cooperativo, semi-cooperativo (con 1 o 2 infami pronti a tradire il gruppo), a squadre (la mia preferita) e competitiva (il classico tutti contro tutti). Le meccaniche, inoltre, incentivano i giocatori intorno al tavolo a parlare tra loro e bluffare, sviluppando quindi, se il gruppo è quello giusto, un’atmosfera a tratti ironica, caciarona, sospettosa e, soprattutto, ricca di colpi di scena e bastardate. Sebbene il titolo presenti una caratteristica che non mi esalta, ovvero la possibile eliminazione di un giocatore senza possibilità di rientro in gioco, aspetto comunque mitigato dalla ridotta durata della partita, lo trovo un prodotto versatile, adatto a gruppi di giocatori a cui piace tirare colpi bassi, in poche parole da provare! Ma ora preparatevi ad entrare nella stanza di partenza…

Cyclades | Recensione

di Davide “Canopus” | Cyclades

Fin da piccolo sono sempre stato un grande appassionato di mitologia greca. Ho sempre considerato le loro storie mitologiche come una versione arcaica dei fumetti sui supereroi e ho sempre trovato impressionante che ogni divinità avesse i suoi poteri, la sua genesi specifica e il suo lato più o meno umano… un po’ come i supereroi marvel e dc per intenderci.

Privacy Policy