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Queendomino | La Recensione


di Alberto “Doc” |  QueenDomino

 

Dopo il successo conseguito da Kingomino, Blue Orange ha rilanciato il prodotto in una nuova versione 2.0. Oltre a mettere in pista nuove meccaniche che vanno ad innestarsi sulle solide fondamenta del gioco base, il titolo permette la fusione fra gli elementi delle due scatole per nuove e variegate varianti di gioco. Ecco QueenDomino.

Capitoli: Parte 1 | Parte 2

Videoanteprima Feudum

di Luca”Maledice”

Il gioco arrivato nelle nostre case tramite Kickstarter, Feudum  è un gioco medievale  di gestione delle risorse e della mano di carte da 2 a 5 giocatori. Con molte strategie a disposizione, i giocatori ottimizzano quattro azioni  (scegliendo 4 carte su 11 disponibili) per turno, nel tentativo di ottenere il maggior numero di punti vittoria su cinque epoche.  Nonostante lo stampo German ci si trova davanti a un imperterrito viaggio verso una terra sconosciuta, dove  coltiverai la terra, combatterai come cavalieri o finanzi i tuoi stessi feudi? Per non parlare delle gilde degli alchimisti che forniscono tecnologia e ovviamente la religione. Insomma un titolo, per veri Hardcore Gamer, prossimamente anche nella nostra lingua grazie a Ghenos. Scopriamo i dettagli in questo video. Buona Visione….

Henchamania

Henchmania, i lavori sporchi lasciamoli alla plebe

di Daniel “Renberche”

Lotte tra Lord per la conquista del favore del Re, trama classica ma mai fuori moda, come dimostra l’esito del progetto di cui andrò ora a scrivere. In questa afosa estate qualche spunto la rete di Kickstarter lo fornisce, e appena si può si prende la tastiera al balzo e se ne approfitta. Se amate i giochi semplici di carte, con alti elementi di carognate vi consiglio di darci una letta.

Buona lettura!

Barony – Recensione

di Davide “Canopus”

Giugno 2015, Asterion Gaming Days, quasi mi sedevo contro voglia al tavolo per provare Barony. I commenti di chi lo aveva provato prima di me, malefico Renberche, mi avevano decisamente smontato parlando di un gioco tutto incentrato sul combattimento, risolto tramite la maggioranza di pedine in un’area, e molto freddo e matematico. Di solito il secondo punto per me non è un problema, ma se devo passare tutto il tempo a combattere tendo a trovare l’esperienza ludica un po’ stressante… per la serie interazione diretta si, ma non a farne indigestione. Lo ‘spiegatore’ era in gamba, chiaro e coinciso, inoltre adorava il gioco, cosa che aiuta sempre quando lo si deve spiegare per due giorni di fila a degli estranei. Partita a 3 con io, lui e il Doc. Si inizia come mi aspettavo, titolo calcolatore e matematico, primo posizionamento che tiene conto del vantaggio di iniziare per primi ribilanciando le cose. Dovrebbe essere un controllo territorio ma in realtà la questione non è tanto mantenere le posizioni, quanto guadagnare ‘risorse’ dalla colonizzazione e posizionare alcune strutture in punti cardine per bloccare il passaggio agli avversari. Il combattimento è fondamentale, ma non il centro del gioco e, anzi, non ne facciamo un utilizzo per niente intensivo. La partita fila liscia, nulla lasciato al caso e meccanica assolutamente scacchistica; il gioco termina con una barriera enorme che taglia a metà il tabellone, degna del Trono di Spade, e il Doc che mi soffia la vittoria di una sola mossa, colpa mia che alla fine fui troppo cautelativo ed evitai di rischiare. Mi alzai dal tavolo per nulla sazio, con tanta voglia di rigiocarlo e tentare nuove strategie e configurazioni della mappa per questo titolo dal sapore assolutamente german e un forte retrogusto di scacchi. Per dare qualche dato biografico di Marc André abbiamo già parlato in occasione del suo ottimo Splendor, mentre l’illustratore, Ismaël Pommaz, ha dato la grafica anche al discussissimo Archipelago. Ma ora, messere e messeri, ben venuti nel regno di Barony.

Age of War: il giappone medievale dista solo un lancio di dadi

di Alberto “Doc”

Torniamo nel magico periodo dei samurai e dei Daimyo dove guerre e lotte di potere andranno a determinare chi sarà a controllare le principali province nipponiche e di conseguenza tutto il paese del sol levante. Reiner Knizia realizza un filler di guerra ma sarà riuscito questa volta a far percepire questa affascinante ambientazione o avremo a che fare con le sue note meccaniche astratte? Stiamoa vedere cosa succede in questo Age of War.

King and Assasins: una sfida asimmetrica per due giocatori

di Alberto “Doc”

Non mi capita spesso di parlare di titoli per due giocatori dato che per indole preferisco confrontarmi con più di una persona sul tavolo da gioco. Devo dire che però ultimamente l’esigenza di avere titoli di questo genere è aumentata e così ecco che nella mia ricerca mi sono imbattuto in King and assasins edito dalla Galakta in cui ci caleremo in uno scontro fra re e popolani. Scopriamo qualcosa di più.

Byzantio: lotta per la scalata al trono imperiale

di Alberto “Doc”

Siamo nel 1025 e l’imperatore Basileius II sale al celo senza lasciare eredi. Ecco allora che nella capitale Costantinopoli 4 importanti famiglie aristocratiche giocano le poro carte per poter succedere al trono vacante. E’ questa la premessa in cui ci cala Byzantio, gioco di intrighi e lotte per la conquista del titolo di imperatore.

Kingdoms – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Kingdoms è un gioco di Reiner Knizia, autore prolifico famoso per produrre dei giochi piuttosto carini, ma con le ambientazioni appiccicate sopra con poca logica (una delle poche eccezioni è Star Trek Expeditions di cui ho già parlato). In particolare, Kingdoms è un gioco particolare, è un po’ come la gramigna che non muore mai (un detto delle mie parti). In effetti la prima edizione risale al 1994, da cui sono poi seguite una serie di riedizioni, adattamenti e localizzazioni nelle lingue più disparate (pure giapponese), più precisamente nel 2002, 2003, 2011 e l’ultima nel 2012. Dopo la prima versione del gioco, targata Hans im Glück, tutte, o quasi, le altre versioni sono a cura del colosso Fantasy Flight Games. Il gioco è stato addirittura riadattato per sfruttare il marchio commerciale del film di Beowulf, abbiamo quindi il boardgame di Beowulf: The Movie, che però vede una sostanziale modifica del tabellone (da quadrato diventa a spina di pesce, non sto scherzando), sufficiente a considerarlo tutto un altro gioco. Ma cosa avrà questo titolo, praticamente senza ambientazione, da renderlo un eterno ritorno? Proviamo a scoprirlo insieme.

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