Tag Archives: Mostri

Miniboard #31 | Shy Monsters

iconadi Max “Luna” | Shy Monsters

Non siate timidi! Entrate, entrate. Certo la caverna è un po’ polverosa ma non c’è nulla da temere, cavalieri.. Nulla davvero. E le creature che incontrerete non sono che docili mostri riservati, che hanno bisogno dei loro spazi per sentirsi a proprio agio. E divorarvi.

Creepy Falls | Recensione

di Davide “Canopus” | Creepy Falls

Non so voi ma ho sempre provato una certa simpatia per i team up e i cross over tra mostri presi da film horror, in genere di serie B. Anche se capivo bene che tali creature avrebbero dovuto essere manifestazioni antropomorfe delle nostre paure e perversioni, non è che i mostri mi facessero proprio paura, più che altro avevano la loro genesi, il loro background, i loro poteri e punti di debolezza, un po’ come i supereroi. Quindi direi che più o meno hanno sempre suscitato in me lo stesso interesse dei cattivi dei fumetti. Se poi posso vederli collaborare tra loro, come nel film Waxwork (da piccolo mi piaceva un sacco, oggi se lo rivedo non mi fa decisamente lo stesso effetto), o scontrarsi, come nel videogioco Darkstalkers, sono ancora più contento.

Arrivano i mostri! Le creature più ridicole di Dungeons & Dragons

di Mauro “Maurino” Ferrarini

Cosa sarebbe una avventura di Dungeons & Dragons senza i mostri? L’incontro tra gli indomiti avventurieri e creature incredibili è il cuore di qualsiasi campagna dal sapore Old School. Molti esseri fantastici si annidano nei recessi di oscuri templi in rovina, nel cuore di foreste millenarie o nascosti tra valli dimenticate di montagne inaccessibili.

Senza timore di smentita potremmo dire che un’avventura Old School senza che compaia almeno un mostro è come un cero senza stoppino: inutile.

Rampage: un gioco che spacca

di Alberto “Doc”

 Per chi ha visto in King of Tokyo un bel gioco dove poter prendere allegramente a schiaffoni i propri avversari ma sentiva che gli mancava la vera e propria distruzione della città di Tokyo portando morte e caos fra le strade della metropoli, siate felici perché   Repos production assieme ad Asmodee sta per portare sui vostri tavoli Rampage!

Dungeon Petz – Recensione

Di Davide “Canopus”

Arriva l’estate è ogni anno l’abbandono di mostri in autostrada è una nota dolente che tinge la bella stagione di orrore e tristezza. Ogni anno esseri tentacolosi e verrucosi creano disordini e code chilometriche in autostrada, mangiando centinaia di valige e portando un sacco di poveri turisti alla follia a causa del traffico, che quasi ti viene da pensare che forse è meglio andare in montagna che tanto di abbronzi lo stesso! (NB: qui noi sdrammatizziamo e ci scherziamo sopra solo ai fini della presentazione della recensione, ma realmente pensiamo che l’abbandono sia un orribile atto di inciviltà e di idiozia. Oltre che una pratica terribilmente pericolosa, basti pensare che negli ultimi 10 anni gli incidenti autostradali causati dall’abbandono hanno coinvolto 4000 persone e causato 200 morti… si, ho la fissa per i numeri!). Quindi, dopo il messaggio demenziale, seguito dal messaggio serio, posso ora annunciare, ancora in modo demenziale, con sommo gaudio che oggi si parla di Dungeon Petz. Titolo degno di nota realizzato da Chvatil, designer ceco (nel senso che proviene dalla Repubblica Ceca, non che non ci vede) dal nome impronunciabile e già autore di un mostro sacro quale Through the Ages: A Story of Civilization. L’autore, con questo titolo, sembra aver cercato di porre rimedio ad alcuni difetti del gioco precedente, scrivo precedente perché effettivamente si tratta di una specie di prequel, Dungeon Lord. I 2 titoli sono entrambi caratterizzati da grafica, realizzata magnificamente da David Cochard, ed ambientazione irriverente e demenziale che fa sicuramente il verso al fantasy più serio. I difetti di Dungeon Lord a cui, presumo, Chvaril abbia cercato di porre rimedio sono: una eccessiva lunghezza della partita, per il genere di gioco, un regolamento non molto elegante, e pieno di eccezioni e regolette, e la completa anti-scalabilità del titolo. Chissà se ci è riuscito? Volete saperlo? Leggete il resto della recensione, se no che la scrivo a fare! Ma, giusto come indizio, vi avviso che Chvatil è anche autore dell’intricatissimo e mentalmente insano Mage Knight. Il prezzo del prodotto sembra parecchio elevato, ma in tedesco costa poco più della metà ed il titolo è indipendente dalla lingua (si, anche io sono senza parole).

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