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Giocare a Natale…sì, ma a cosa?

di Marco “alkyla” Oliva

Fine anno, tempo di bilanci. Si dice sempre così, no? Ed è così anche in ambito giochi da tavolo per i Gioconauti.
Anche il 2013 è stato un anno molto proficuo in termini di nuovi titoli provati e questo giocoforza accentua il divario tra i nostri titoli “TOP” e i titoli “FLOP”. Ma, come in ogni buon gruppo di gioco che si rispetti, anche il nostro conta membri dai gusti estremamente eterogenei e, come ne avrete desunto dai video On the Board di quest’anno, dopo la prova di un gioco nuovo, saltano sempre fuori commenti a sorpresa, anche estremamente contrapposti e voti agli antipodi. Così capita che il titolo “TOP” di uno risulta essere il “FLOP” dell’altro.
E allora ci siamo detti: che la nostra esperienza ludica di quest’anno possa esservi d’aiuto nella scelta del gioco giusto da provare e far provare…o evitare a tutti i costi durante le festività? Quindi ecco a voi il podio dei 3 TOP…e l’anti-podio dei 3 FLOP 2013 dei Gioconauti.

Panic Station – Recensione

Di Davide “Canopus”

Un’astronave di salvataggio arriva in soccorso di una base spaziale, all’interno non si trova apparentemente nessun essere vivente, ma, dopo un lasco di tempo sufficiente a far montare un fitto e affascinante alone di mistero, si scopre che ad attendere i soccorritori ci sono in realtà orribili organismi alieni aggressivi e pericolosi. Di sicuro questa brevissima descrizione della trama del gioco va ha fatto balenare in mente le cupe e ansiogene atmosfere del famosissimo “Aliens”, secondo capitolo della saga che vede come protagonisti i celebri alieni dal sangue acido. I più patiti del genere fantascientifico avranno di certo pensato anche a film più recenti come “Punto di non ritorno”, “Doom” e “Fantasmi da Marte”, per non parlare del classico della fantascienza “La Cosa”, anche se quest’ultimo era ambientato nell’artico. Pensate di ritrovare un qualcosa di tutti questi film dentro alla scatola in latta di Panic Station? Si? Purtroppo dovrò deludervi! Non solo perché, graficamente, i parassiti alieni che infettano la scatola di questo titolo sono più simili a dei pidocchi spaziali che alle bestie dalla testa oblunga e con una bocca pure sulla lingua di Alien (che poi anche i pidocchi spaziali sono una grande seccatura). Il problema di fondo è che il titolo non è stato adeguatamente testato prima di essere lanciato sul mercato, la fase di testing è stata svolta dai primi giocatori che lo hanno acquistato e ormai siamo alla terza versione del regolamento e, sebbene i bug più drammatici e fastidiosi sono stati risolti, rimane un regolamento con alcuni punti oscuri e delle meccaniche che ogni tanto non convincono del tutto. Non metto in dubbio che l’autore non avesse una buona idea in mente, anche se forse non innovativa, ma la trasformazione in un gioco in scatola non è stata sicuramente svolta nel modo più efficiente possibile. Il titolo è in realtà un gioco di carte travestito da boardgame, dato che si utilizzano le carte per costruire il tabellone di gioco, inoltre è un semi-cooperativo, tutti i giocatori giocano contro uno, o almeno così è all’inizio visto che con il passare dei turni il “cattivo” cercherà di infettare altri giocatori per portarli dalla propria parte. Infine, voglio segnalare che si tratta di un prodotto molto caciarone, in cui i giocatori devono parlare continuamente tra loro, cercare di carpire chi è cosa e provare a deviare e pilotare l’attenzione degli altri partecipanti. Ma veniamo ai dettagli …

Dark Darker Darkest: lo vedremo mai uscire dall’oscurità?

di Alberto “Doc”

Questo titolo horror\zombie ha avuto davvero tante vicissitudini e sembrava che finalmente in questo 2012 potesse vedere la luce ed essere prodotto. Il suo cammino invece a quanto pare continua a prolungarsi. Lo stesso  David Ausloos (autore del gioco e del recente Panic Station) a fine marzo ha dichiarato i suoi timori di dover posticipare la pubblicazione di Dark Darker Darkest nel 2013 per un nuovo intoppo su cui non ha voluto entrare nei dettagli. Per quanti non ne avessero mai sentito parlare,

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