Tag Archives: Party game

Tortuga 1667

Tortuga 1667: non importa chi sei l’importante è che rubi agli spagnoli

di Daniel “Renberche”

Un tempo i mari non erano solcati come oggi da placide navi da crociera, portaerei grandi come il paese dove vivo e da sottomarini russi, ma da navi in legno ricche di mandarini e topi, dove la vita a bordo non era certo delle migliori. Se a questo aggiungiamo che se eravate marinai spagnoli, equivaleva ad essere ricoperti di miele in mezzo a degli orsi, in quanto sareste stati attaccati da chiunque passasse per quelle acque, vista la fama di trasportare dei bei bottini. È sarà proprio il ruolo di passanti e predatori che vestiremo nel gioco qui descritto, anche se dovremmo fare ben attenzione anche a nostri colleghi di predata.

Buona lettura!

Dixit’s legacy – When I Dream VS Dreams

di Daniele “ditadinchiostro” Ursini

Suono di campane. A morto. Infiniti rintocchi vibrano lenti. Leggeri persistono nell’aria ad inquinare ricordi. Ci fu un tempo in cui non avresti mai pensato potesse accadere. Il mondo sembrava girare grazie a lui, per lui, con lui. Rintocchi. Ancora rintocchi. È morto. L’aria è di fango. Dixit è morto. E già dalla prima lacrima comincia a sfumare la sua importanza. Quando ti corichi per la notte, con gli occhi gonfi, non è rimasta che un’ombra del capolavoro che fu. E nel sonno inizia la battaglia. Il re è morto, serve un nuovo re. Vampiri irrompono nei sogni. La guerra di potere si combatte nell’inconscio, nello spazio in cui siamo più vulnerabili, nel momento in cui abbiamo più bisogno di Dixit.

Codenames Pictures (Nome in Codice Visual): Miniboard #12

di Luca “Maledice” Lanara

Codenames è un filler capolavoro creato dal quel genio di Vlaada (Mage Knight, Through the Ages, per fare un paio di nomi di suoi giochi) e quest’anno a Essen, o Spiel 2016, ha riproposto la variante di questo deduttivo party game. Se vi siete persi la precedente versione, potete tranquillamente recuperare cliccando qui. Quindi la domanda nasce spontanea: siamo migliorati o peggiorati? Buona Visione…

A Dog’s Life – recensione one shot

di Max “Luna” Rambaldi A Dog’s Life

C’è da dire che io ho sempre parteggiato per i gatti, ma quando ho visto la copertina e letto il titolo di questo board game a Lucca Comics & Games, A Dog’s Life, non ho potuto fare a meno di sorridere e pensare che potesse essere davvero divertente. Per cui zampe in spalla e cominciamo.

 

Jolly roger - fonte: bgg

Jolly Roger – Recensione

di Daniel “Renberche”

Intrighi e complotti sono spesso elementi presenti in molti giochi da tavola. In questo caso direi che sono portati davvero ad un livello elevato, anche se con una vena goliardica che non guasta mai. Quindi prepariamoci ad ammainare le vele e salpare verso nuove mete di conquista, guidati dal nostro bravo e coraggioso Capitano. Ah e se c’è Maledice tra la ciurma non fidatevi perché è un traditore nato.

Deception: Murder in Hong Kong – Un killer fra gli investigatori

di Alberto “Doc”

Ancora con in testa le serate dedicate agli speciali per Natale ed Epifania, dove abbiamo spaziato con diversi giochi dedicati alla deduzione e al bluff, ho continuato su quest’onda a vedere quali altri titoli ci porterà questo nuovo anno.  La Grey Force Games ha di recente proposto proprio un titolo sul genere ambientato nella moderna Hong Kong. Scopriamo meglio insieme Deception: Murder in Hong Kong.

Speciale party game, passare le feste con gli amici in modo divertente! …terza parte

di Daniel “Renberche”

Tanto tempo fa, nel tempo in cui le stagioni erano ancora quelle di una volta, la gente si salutava per strada, le festività erano un momento di incontro e non una mera speculazione commerciale, babbo natale non era semplicemente l’omino della coca cola e la neve tinteggiava di bianco le colline e i monti, uscivano su Gioconauta due raccolte di parole atte a rendere le festività un periodo di gaiezza e divertimento, quando invece sono usualmente il momento dell’angoscia per i regali, il fulcro di pantagrueliche e cispose mangiate, di aberranti partite ad un noto gioco d’azzardo, fino alle odiate e spregevoli parole vomitate da novelli Nostradamus.

Ecco un’altra raccolta di party game per evitare tutto questo.

Captain Macaque e i giochi “attacca-stacca”

di Davide “Canopus”

Quando ero piccolo mio padre aveva l’abitudine di portarmi ogni domenica mattina con lui in edicola. Lui prendeva qualche settimanale a tema automobilistico e sull’arredamento e il design, io figurine e altre cavolatine per cui i bambini vanno pazzi (o andavano pazzi ai miei tempi almeno). Ricordo che per un periodo ero letteralmente uscito di testa per una collana settimanale di strani album di figurine che si chiamavano Stick&Stack. Per i più giovani spiego che gli Stick&Stack erano una specie di figurine su sfondo trasparente che avevano la particolarità di essere staccabili e riattaccabili ripetutamente su superfici lisce. Lo sfondo trasparente permetteva di appiccicare queste figurine su schemi e paesaggi e quindi di giocarci. Purtroppo dopo un po’ attacchi e stacchi il potere attaccaticcio della colla veniva meno e quindi non si aveva più una perfetta adesione tra album e figurina, finché alla fine non si attaccava più a nulla.

Quindi, quando sono venuto a sapere che l’editore Oliphante ha messo nel proprio catalogo due giochi di un editore francese, Captain Macaque, che sfruttano un meccanismo molto simile agli Stick&Stack, mi è scivolata una lacrimuccia di commozione.

VideoSpeciale: Real Sandwich

di Luca “Maledice79” Lanara

Tutto mi riporta alle prime partite di Sandwich, dove la discussione era sempre la stessa: “Piuttosto che mangiare un panino al gorgonzola (o un ingrediente poco gradito) mi mangio le cavallette”. Subito seguiva il solito commento: “Si, ma se avessi il panino davanti sono sicuro che col cavolo mangeresti le cavallette”. Queste situazioni si sono ripetute troppe volte per rimanere con le mani nelle mani, cosi abbiamo deciso! Facciamo un REAL SANDWICH. Abbiamo infine contattato delle professioniste del cibo, tal Micibo e abbiamo combinato la questione con del cibo vero. Così, davanti alle nostre gioco-camere abbiamo ripreso tutto. Scoprirete, che con le spalle al muro, della vostra scelta non sarei poi cosi sicuro. Buona Visione..

Concept – Recensione

di Davide “Canopus”

A poche settimane da un altro titolo francese importato nel bel paese dall’Asterion, parlo di Splendor per i meno attenti, oggi mi ritrovo a parlare di un altro gioco proveniente dalla terra del Brie, ossia Concept. L’idea alla base di questo titolo ricorda tanto il sistema operativo Windows, soprattutto nelle versioni anni 80/90, quando i nostri monitor abbandonarono la triste interfaccia a riga di comando per riempirsi di icone, quei tanto simpatici disegnini piccolini che dovrebbero rappresentare il concetto di esecuzione di un comando o di un programma. Concept utilizza la stessa idea per implementare una particolare meccanica di gioco dove una squadra di due giocatri utilizzeranno un tabellone pieno di icone per far individuare dei concetti agli altri giocatori; così che il primo che indovina fa guadagnare punti a se stesso e a chi sta “concettualizzando”. Probabilmente si può cercare una qualche simmilitudine con i più famosi giochi di massa quali Pictionary o Visual Game, ma qui non c’è la necessità di saper disegnare (o di essere abili nell’interpretazione degli ideogrammi nel caso in cui il disegnatore non sia particolarmente capace come me), quindi non si configura certamente come un gioco di abilità. Direi che quello che conta in Concept è acume, spirito deduttivo e qualche lampo di genio ogni tanto. Ma bando alle ciance…

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