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Realm of Sand | Recensione

di Davide “Canopus” | Realm of Sand

Quando si parla di costruire castelli sulla sabbia di solito non si intende qualcosa di positivo. Ma i taiwanesi della EmperorS4 sfidano le convenzioni e i luoghi comuni con questo Realm of Sand, dove saremo chiamati a ricostruire un intero regno, nel senso proprio degli edifici, piazzandoli sul deserto. Come? Avete presente il tetris? Quel videogioco che vi ha insegnato tanto bene a caricare la macchina per le vacanze.

Capitoli: Parte 1 | Parte 2

Miniboard #23: Dragon Castle

di Luca “Maledice”

Avete presente la fine degli anni 90? I bar erano afflitti , da quelli che sono stati i primi touch screen, ovvero videogiochi ricolmi di solitari, trova le differenze e rispondi alla domanda. Tra tutti dalle mie parti spopolo  il  Mah Jong. Non fate i sapientoni, dicendo che c’era anche nelle sale giochi anni 80, perché vi spiazzo subito, rivelandovi che il Mah Jong era un gioco da tavolo per 4 giocatori nato in Cina nel XIX secolo. Invece questo Dragon Castle della Horrible Games, sfrutta le famosi meccaniche aggiungendoci un tocco tutto suo, che porta interessanti varianti e materiali. Ecco la nostra recensione.  Buona Visione…

Boost! – Recensione

di Davide “Canopus”

Di nuovo, per la terza volta nel nostro sito, ci troviamo davanti un giochino, assolutamente filler ed entry level, di abilità e colpo d’occhio con scatola di latta e carte tonde. Abbattuto per il fatto che il mondo non vuole comprendere che le carte tonde e non imbustabili in questo tipo di giochi non sono decisamente il massimo; devo prendere atto che da Dobble in poi c’è stata una sorta di invasione e ne esce uno all’anno nel mercato italiano (in quello mondiale anche più). Il package ormai è diventato il loro marchio: vedi una scatolina tonda in latta e sai che dentro ci troverai un certo numero di carte coloratissime e un piccolo manuale di istruzioni che illustra meccanismi astratti su come utilizzarle, conditi da tutte le varianti che venivano in testa all’autore. Per quanto titoli diversi tra loro, bisogna ammettere che sono “confezionati” con lo stampino, al punto che dopo aver consumato letteralmente Dobble e Sandwich, inizio a chiedermi quanto possa essere il valore aggiuntivo di un ulteriore titolo sulla stessa linea. Con Boost! ho mantenuto il giudizio temporaneamente sospeso, ma dopo aver provato l’ennesimo tondo-carta-abilità-clone all’ultimo Essen, ossia Fruit Salad, la risposta è stata decisamente negativa. Perché sospendo il giudizio su Boost!? Direi che il motivo principale sta nel suo meccanismo banale sulla carta ma implementato nel gioco in modo assolutamente geniale. Boardgamegeek classifica addirittura questo titolo come gioco per bambini, ed in effetti l’età va dai 5 anni in su, personalmente non lo trovo assolutamente un gioco da dare in mano ad un bambino perché ci giochi con i suoi coetanei, ma probabilmente può essere un buon titolo per partite in famiglia che coinvolgono anche i più piccoli.

Potion Explosion, per la Horrible Games l’alchimia è esplosiva

di Davide “Canopus”

Ve lo ricordate il videogame Columns? Era un puzzle game con lo stesso meccanismo del Tetris: dei blocchi cadono dall’alto e si compongono dei pattern per farli esplodere e fare punti. Contrariamente a Tetris, Columns si basava sul mettere in linea orizzontale o verticale almeno 3 blocchi dello stesso colore. Tutto quello che cadeva dall’alto erano sempre rettangoli composti di quadrati colorati la cui posizione poteva essere ruotata. Un titolo che al giorno d’oggi appare semplicissimo, ma precursore di un sacco di videogiochi moderni, tra cui il famosissimo Candy Crush Saga. Chissà se l’italianissima Horrible Games, si è ispirata al mitico Columns per questo Potion Explosion? Di certo l’effetto è molto simile… e la cosa non mi spiace.

Mondo – Recensione

Di Davide “Canopus”

Quante volte siete stati così insoddisfatti del mondo al punto di dire “fermate il mondo, voglio scendere”! Oppure avete sempre trovato dispersiva la dislocazione delle terre emerse i ritenete che i viaggi aerei sarebbero molto più comodi ed efficienti se esistesse ancora la Pangea. Per non parlare dei poveri animali: non starebbero tutti molto meglio se ogni specie avesse un’isola per se? Ma poi i predatori morirebbero di fame … e si, i problemi da affrontare quando si riprogetta un mondo sono molti e complicati. Ma se volete affrontare questa titanica sfida posso consigliarvi Mondo, il cui nome dice tutto. Il titolo vi permetterà, infatti, si sentirvi, è proprio il caso di dirlo, divinità che possono scegliere i loro pezzi di pianeta dalla loro “divina collezione di tessere” e piazzarle sul globo a piacimento. Attenzione però, dovrete essere veloci e stare attenti a quello che fate perché al termine del gioco solo il mondo più armonioso e stabile vi garantirà punti, per dimostrare di essere un abile architetto celeste. Insomma, la gente non è mica felice di vivere in pianeti pieni zeppi di vulcani o in cui cammini spensierato per un prato e di colpo ti trovi immerso nelle profondità dell’oceano. Questo prodotto, oltre ad essere l’ideale per menti megalomani e con manie di onnipotenza, è un gioco di abilità in cui sarete costretti, nel più breve tempo possibile, a pescare e disporre tessere su una plancia personale, cercando di costruire determinati schemi per ottenere punti. Cosa? State ancora sbavando al pensiero di poter ricostruire il pianeta a vostro piacimento? Ok, indossate la vostra camicia di forza e continuate pure a leggere.

Dobble – Recensione

Di Davide “Canopus”

Dobble, a mio parere, è il perfetto gioco da spiaggia: solo carte da tenere in mano, niente dadi, niente segnalini, niente carte da posizionare davanti o sul tavolo in modo da occupare ampio spazio per essere visibili tutte insieme, e regole così semplici e chiare che chiunque le può imparare  in 30 secondi, anche sotto un ombrellone e con 30 gradi all’ombra. Inoltre, la piccola confezione tonda e in latta sembra fatta apposta per essere infilata in una borsa da mare e proteggere il contenuto da umidità e sabbia. Credo quindi che Asterion abbia avuto una bella idea a pubblicare questo titolo giusto all’inizio di giugno, il mese che, per eccellenza, segna l’inizio della stagione balneare (sebbene qui dalle mia parti sta diluviando, altro che spiaggia, mare e calippo). Si tratta comunque della riedizione di un gioco francese del 2009 meglio conosciuto come Spot it. Parliamo di un titolo che metterà alla prova il vostro colpo d’occhio, il vostro livello di attenzione e, anche, la vostra velocità. Personalmente lo definirei un prodotto “multi gioco”, nel senso che nella confezione troverete le carte e un regolamento che vi permetterà di utilizzarle per giocare a 5 giochi diversi e soddisfare tutti i gusti.

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