Tag Archives: Rebel.pl

Miniboard #20: Dice Forge

di Max ‘Luna’ Rambaldi / Dice Forge board game miniboard

Per chi detesta tirare i dadi e ritrovarsi in balia del becero destino potrebbe essere arrivata una soluzione: Dice Forge.
La fucina divina dove facce di cubi si smontano e riassemblano in continuo alla ricerca del dado perfetto, per poter adempiere alle nostre missioni di eroi sotto lo sguardo annoiato degli dei. I Gioconauti si sono sottoposti a erculee fatiche per voi, collezionando carte e forgiando facce, ma soprattutto lanciando, lanciando e ancora lanciando come non ci fosse un domani…

Adornato da una grafica impeccabile, sarà riuscito questo gioco in scatola a guadagnarsi un posticino sull’Olimpo e nel cuoricino (sì, parlo di te Canopopulos!) dei Nauti?
Siete pronti? Il Mini Board è tratto!

Adrenaline - fonte: bgg

On the Board #89: Adrenaline

di Luca “Maledice” Lanara Adrenaline

Questo prodotto CGE è la conversione da tavolo di uno sparatutto in prima persona (FPS per gli amici), nel quale ovviamente lo scopo è colpire gli avversari a morte. Tuttavia, e per fortuna, non si tratta di un gioco ad eliminazione in quanto, terminati i punti vita, il giocatore ferito muore, fa guadagnare punti vittoria in base ai segnalini ferita che gli sono stati inferti dai nemici, e torna prontamente in vita, ma meno “appetibile” per gli avversari. Le azioni disponibili sono il movimento, la raccolta di proiettili (in forma di cubetti colorati) e ovviamente lo sparare. Ad ogni sparo si gioca un’apposita carta, che grazie ai cubetti raccolti permette di dare effetti particolari al colpo, come la capacità di attraversare muri o di rimbalzare, e ogni sparo è un colpo sicuro. E quando arrivano i dadi? Proprio mai, perché Adrenaline è uno sparatutto totalmente German, o quasi. Buona Visione….

On the Board #88: TIME Stories

di Luca “Maledice” Lanara TIME Stories

Il viaggio nel tempo è da sempre uno delle tematiche più care al mondo dei giocatori. Del resto  il cinema e la fantascienza in generale, usa il pretesto dei loop temporali per creare storie piene di colpi di scena ed effetti farfalla. Così Asterion porta in Italia e in italiano questo T.I.M.E. Stories un gioco che ha fatto discutere molto ma che di fatto è entrato in tantissime case di appassionati di giochi da tavolo. Compresa la nostra. Buona Visione…..

Quadropolis - fonte: bgg

On the Board #83: Quadropolis

di Luca “Maledice79” Lanara Quadropolis

Doppio appuntamento Unboxing e On the Board con Quadropolis, ultimo lavoro della Days of Wonder. Nota la cura per grafica e componentistica che di solito la casa editrice mette nei propri lavori mi sono ovviamente fermato per approfondire la questione.

Precedentemente conosciuto come City Mania (e anticipato precedentemente in questo articolo), in Quadropolis ogni giocatore deve costruire la propria metropoli. L’ambientazione per questo è già di per se chiara e non ha bisogno di ulteriori delucidazioni. Andiamo allora a vedere come si sviluppa il gioco. Buona Visione..

Barony – Recensione

di Davide “Canopus”

Giugno 2015, Asterion Gaming Days, quasi mi sedevo contro voglia al tavolo per provare Barony. I commenti di chi lo aveva provato prima di me, malefico Renberche, mi avevano decisamente smontato parlando di un gioco tutto incentrato sul combattimento, risolto tramite la maggioranza di pedine in un’area, e molto freddo e matematico. Di solito il secondo punto per me non è un problema, ma se devo passare tutto il tempo a combattere tendo a trovare l’esperienza ludica un po’ stressante… per la serie interazione diretta si, ma non a farne indigestione. Lo ‘spiegatore’ era in gamba, chiaro e coinciso, inoltre adorava il gioco, cosa che aiuta sempre quando lo si deve spiegare per due giorni di fila a degli estranei. Partita a 3 con io, lui e il Doc. Si inizia come mi aspettavo, titolo calcolatore e matematico, primo posizionamento che tiene conto del vantaggio di iniziare per primi ribilanciando le cose. Dovrebbe essere un controllo territorio ma in realtà la questione non è tanto mantenere le posizioni, quanto guadagnare ‘risorse’ dalla colonizzazione e posizionare alcune strutture in punti cardine per bloccare il passaggio agli avversari. Il combattimento è fondamentale, ma non il centro del gioco e, anzi, non ne facciamo un utilizzo per niente intensivo. La partita fila liscia, nulla lasciato al caso e meccanica assolutamente scacchistica; il gioco termina con una barriera enorme che taglia a metà il tabellone, degna del Trono di Spade, e il Doc che mi soffia la vittoria di una sola mossa, colpa mia che alla fine fui troppo cautelativo ed evitai di rischiare. Mi alzai dal tavolo per nulla sazio, con tanta voglia di rigiocarlo e tentare nuove strategie e configurazioni della mappa per questo titolo dal sapore assolutamente german e un forte retrogusto di scacchi. Per dare qualche dato biografico di Marc André abbiamo già parlato in occasione del suo ottimo Splendor, mentre l’illustratore, Ismaël Pommaz, ha dato la grafica anche al discussissimo Archipelago. Ma ora, messere e messeri, ben venuti nel regno di Barony.

Boost! – Recensione

di Davide “Canopus”

Di nuovo, per la terza volta nel nostro sito, ci troviamo davanti un giochino, assolutamente filler ed entry level, di abilità e colpo d’occhio con scatola di latta e carte tonde. Abbattuto per il fatto che il mondo non vuole comprendere che le carte tonde e non imbustabili in questo tipo di giochi non sono decisamente il massimo; devo prendere atto che da Dobble in poi c’è stata una sorta di invasione e ne esce uno all’anno nel mercato italiano (in quello mondiale anche più). Il package ormai è diventato il loro marchio: vedi una scatolina tonda in latta e sai che dentro ci troverai un certo numero di carte coloratissime e un piccolo manuale di istruzioni che illustra meccanismi astratti su come utilizzarle, conditi da tutte le varianti che venivano in testa all’autore. Per quanto titoli diversi tra loro, bisogna ammettere che sono “confezionati” con lo stampino, al punto che dopo aver consumato letteralmente Dobble e Sandwich, inizio a chiedermi quanto possa essere il valore aggiuntivo di un ulteriore titolo sulla stessa linea. Con Boost! ho mantenuto il giudizio temporaneamente sospeso, ma dopo aver provato l’ennesimo tondo-carta-abilità-clone all’ultimo Essen, ossia Fruit Salad, la risposta è stata decisamente negativa. Perché sospendo il giudizio su Boost!? Direi che il motivo principale sta nel suo meccanismo banale sulla carta ma implementato nel gioco in modo assolutamente geniale. Boardgamegeek classifica addirittura questo titolo come gioco per bambini, ed in effetti l’età va dai 5 anni in su, personalmente non lo trovo assolutamente un gioco da dare in mano ad un bambino perché ci giochi con i suoi coetanei, ma probabilmente può essere un buon titolo per partite in famiglia che coinvolgono anche i più piccoli.

Colt Express – Recensione

di Davide “Canopus”

Colt Express è stato presentato allo Spiel 2014 da Ludonaute, lo stesso editore che l’anno scorso ottenne un grande successo con Lewis&Clark. Il gioco mi ha attratto da subito in primis per la componentistica che consiste in un vistoso treno in cartoncino, che dovrete montarvi da soli stile Ikea e ci metterete delle “ore”, in secondo luogo per la meccanica: io adoro programmazione azioni in sequenza. Ok, questo termine non esiste e me lo sono dovuto inventare. Boardgamegeek, il punto di riferimento internazionale per tutti i giocatori di giochi da tavolo, lo presenta come “azioni/movimenti programmati”, ma è molto riduttivo. In Colt Express, come in altri titoli ben più profondi, due su tutti Robot Rally e Himalaya (ora Lords of Xidit), i giocatori programmano le loro azioni in sequenza prima che queste vengano svolte, per poi eseguirle in automatico senza più la possibilità di modificarle. Sebbene sia una meccanica che non piace a tutti, molti la trovano snervante per l’impossibilità di intervenire in esecuzione, io la trovo avvincente sia perché prevede un alto livello di capacità di “figurazione” per evitare errori, sia perché in genere riduce i tempi morti concentrandoli nella fase di pianificazione. L’idea di un filler veloce con questa meccanica mi è piaciuta molto. Per il resto il titolo presenta un’ambientazione western e fino a 6 personaggi con abilità speciali e ben caratterizzati. L’autore è Christophe Raimbault, che non dirà nulla ai più finché non citerò un altro suo titolo, Sandwich (che qui potete trovare anche in versione real) e magnificamente illustrato da Jordi Valbuena, credo sai il suo primo gioco in scatola. Avviso che io ho acquistato il titolo ad Essen e quindi ho provato la versione multilingua, ma il tutto è già stato italianizzato da Asterion. Ma ora in carrozza, il treno sta per partire…

Concept – Recensione

di Davide “Canopus” | Concept

A poche settimane da un altro titolo francese importato nel bel paese dall’Asterion, parlo di Splendor per i meno attenti, oggi mi ritrovo a parlare di un altro gioco proveniente dalla terra del Brie, ossia Concept. L’idea alla base di questo titolo ricorda tanto il sistema operativo Windows, soprattutto nelle versioni anni 80/90, quando i nostri monitor abbandonarono la triste interfaccia a riga di comando per riempirsi di icone, quei tanto simpatici disegnini piccolini che dovrebbero rappresentare il concetto di esecuzione di un comando o di un programma. Concept utilizza la stessa idea per implementare una particolare meccanica di gioco dove una squadra di due giocatri utilizzeranno un tabellone pieno di icone per far individuare dei concetti agli altri giocatori; così che il primo che indovina fa guadagnare punti a se stesso e a chi sta “concettualizzando”. Probabilmente si può cercare una qualche simmilitudine con i più famosi giochi di massa quali Pictionary o Visual Game, ma qui non c’è la necessità di saper disegnare (o di essere abili nell’interpretazione degli ideogrammi nel caso in cui il disegnatore non sia particolarmente capace come me), quindi non si configura certamente come un gioco di abilità. Direi che quello che conta in Concept è acume, spirito deduttivo e qualche lampo di genio ogni tanto. Ma bando alle ciance…

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