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Splendor – Recensione

di Davide “Canopus”

Splendor è un gioco francese di Marc Andrè, sicuramente un autore poco noto dato che è al suo secondo titolo. Voglio subito descrivere quello che più mi ha colpito quando ho aperto la scatola rettangolare di dimensioni medio-piccole: gettoni e regolamento. I gettoni perché sono delle pesantissime e robustissime fiche, di grande spessore, verso cui provo un’ossessione compulsiva e cerco sempre di metterle tutte in piedi sul bordo; il regolamento non tanto perché è corto, lineare e semplice, ma per la descrizione molto ironica e al limite del demenziale che autore ed illustratore hanno lasciato di sé, denotando due tizi con cui potrei berci benissimo una birra. Ma alla fine questo Splendor cos’è? Per dirla molto sinteticamente è un gioco di carte, un astrattone, abbastanza fortunoso, in cui lo scopo è di collezionare carte per ottenere punti ed essere i primi ad arrivare a 15. Ma scendiamo un po’ nei dettagli…

Rialto – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Uno dice Venezia e la gente a che pensa? I veneziani probabilmente all’acqua alta, mentre i tedeschi pensano a gondole e ponti. Deve aver fatto questo ragionamento Stefan Feld quando si è trovato una meccanica astratta di controllo territorio e “aste che non sono aste” e doveva infilarci sopra una qualche ambientazione. Mi sembra quasi di sentirlo: “ma si, mettiamoci Venezia, ci sono andato il mese scorso è ho mangiato una frittura di pesce da paura, e poi faccio che i giocatori mettano giù ponti e gondole come non ci fosse un domani!”. Come avrete intuito, parliamo di un gioco di Feld, che come la maggior parte dei suoi giochi presenta meccaniche completamente slegate dall’ambientazione. Rialto fa parte di quella tripletta di titoli di Feld, con Bora Bora e Bruges, apparsi nel mercato durante il primo quadrimestre del 2013 e che hanno generato grandi aspettative. Forse, dei 3 Rialto è stato quello passato più inosservato anche se, a mio parere, immeritatamente dato che il titolo è molto interessante. Probabilmente questo snobismo dipende dal fatto che non è decisamente il solito Feld: innanzi tutto si capisce da subito cosa si deve fare per impostare una strategia, sintomo di una grande linearità, poi non ci troviamo la solita scatola feldeliana piena di roba che ci vuole 40 minuti a fare un setup e, infine, i modi di fare punti sono contenuti, quindi non si perde mezza serata a contare punti su punti con integrali e derivate. Detto questo, non aspettatevi assolutamente un gioco poco profondo! Ma veniamo al dunque…

The Little Prince: Make me a Planet – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Quest’anno Il Piccolo Principe, il capolavoro letterario di Saint-Exupery, compie 70 anni. Ho adorato quel libro nella sua semplicità e purezza, per non parlare di tutte le metafore e i significati nascosti. Si, devo confessare di non averlo letto in tenera età, avrò avuto 17 anni, e poi l’ho riletto un altro paio di volte più avanti negli anni: non lo considerò un libro per bambini anche se credo possa essere letto ad ogni età. Capirete, quindi, che quando ho visto questo gioco “commemorativo” dell’evento allo stand della Giochi Uniti alla Play di Modena non ho saputo resistere, nonostante lo scherno degli altri nauti e gli amici li con me, e la mia ragazza al ritorno a casa. Beh, si sbagliavano tutti quanti! Il gioco non sarà un giocone con una struttura articolata e bilanciata, anzi dalla durata direi che è un filler, ma è meno scontato di quello che sembra ed è veramente molto carino (l’ho pure fatto provare a fatica agli altri nauti che non si sono lamentati). C’è da dire che sono stati messi in campo 2 autori che si possono considerare dei pezzi da novanta, ovviamente entrambi francesi come Antoine de Saint-Exupery: Antoine Bauza, famoso per 7 Wonders, Ghost Stories, Takenoko e Tokaido, e Bruno Cathala, di cui tutti credo conosciamo almeno di nome Boomtown, Cyclades, Jamaica, Mr Jack e Shadows Over Camelot. Insomma, curriculum ludici mica da ridere! Ma ora preparatevi ad incontrare il Piccolo Principe.

The Cave: Attraverso l’ignoto – Recensione

Di Davide “Canopus”

Il duo Adam Kaluza e Jarek Nocon, uno autore e l’altro illustratore, dopo averci portato nel 2010 sulla cima del K2, sembra che quest’anno abbia deciso di scavare un bel buco profondo sul terreno e di buttarci dentro. Ok, detta così può sembrare una cosa un po’ macabra, in realtà si tratta di un titolo che parla di speleologia, ovvero la scienza che studia tutto ciò che è relativo alle grotte e alle cavità naturali, non mancando ovviamente di esplorarle. Ambientazione questa che ultimamente è stata portata sul grande schermo da film come “127ore” o “Sanctum” (quest’ultimo nato dalla fantasia di James Cameron e con delle inquadrature veramente mozzafiato) anche se, a mio parere, senza un riscontro poi così elevato da parte del pubblico. I due polacchi ci fanno quindi “immergere” in un ambiente che assomiglia ad un mondo alieno, oscuro e minaccioso, allo scopo di esplorare ogni affranto e scattare qualche foto. Lo speleologo migliore sarà colui che non solo riuscirà ad infilarsi in ogni apertura della roccia, ma che tornerà sano e salvo al campo base senza essere inghiottito dal ventre del pianeta. In questo titolo non si può fare a meno di notare un notevole sforzo da parte dell’autore di simulare, nel modo più realistico possibile, l’attività di uno speleologo nell’atto di esplorazione una grotta in situazioni alquanto disagevoli, cosa analoga a quel che fece con il più famoso e recente K2, sottolineando anche la pericolosità di una simile impresa: è infatti possibile che la partita termini con uno o più speleologi dispersi nella grotta o che addirittura il gioco non veda un vincitore (altra similitudine con K2). Resta ora da capire se a questo impegno è seguita anche la genesi di un ottimo gioco oppure no, ovviamente leggete il resto per scoprirlo :-) Ma bando alle ciance, controllate il contenuto degli zaini e calate la corde, si scende.

Mercurius: si apre il mercato azionario

di Alberto “Doc”

Eccoci all’epoca della Compagnia delle Indie. Flotte di mercantili lavorano sempre più su larga scala per trarre profitto dal commercio di beni esotici del Nuovo Mondo e dell’Estremo Oriente così per recuperare il denaro necessario a sostenere gli investimenti, nasce il primo mercato azionario mondiale. Questa è la premessa a Mercurius, nuovo gioco di carte di Rebel.pl. Vediamo meglio di che si tratta.

Slavika

Slavika: avventurieri in un fantasy est europeo

di Alberto “Doc”

Rebel.pl ci propone un’avventura nel mondo fantastico di Slavika, una terra su cui è piombata un’ombra pesante che rischia di minacciare queste lande. Il potente amuleto che protegge il regno sta perdendo il suo potere e solo un rituale può donargli nuovamente l’energia di un tempo. Ma per questo rituale ci vogliono mesi di preparazione e nel frattempo qualcuno dovrà occuparsi di tenere a bada le demoniache creature che penetrano la barriera e insidiano i villaggi. E a chi mai toccherà occuparsene…? :)

The Cave: esplorando gli anfratti sotterranei

di Alberto “Doc”

Adam Kałuża, autore di K2, ritorna con un nuovo titolo che dai picchi innevati dell’ Himalaya ci porta questa volta nelle profondità del sottosuolo per andare alla scoperta di una grotta sotterranea individuata recentemente. Stiamo Parlando di The Cave, un gioco di esplorazione edito da Rebel.pl che sembra voler tentare di bissare il successo già ottenuto con K2. Ci riuscirà? Vediamolo un po’ meglio…

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