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Two Robots

Two Robots is megl che One

di Daniel “Renberche” | Two robots

Ogni tanto è bello notare che si è diventati un pianeta. Nello specifico siamo nell’anno 2876 a Rennova, pianeta un tempo probabilmente caratterizzato dalla presenza di giocatori german, che sono stati però costretti a nascondersi nei bunker a seguito di una terribile guerra. E per riemergere da questo, e  riconquistare il potere, cosa c’è di meglio che costruire dei robot? Buona lettura!

C.O.A.L. Combat Oriented Armored League – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Per un attimo lasciamoci alla spalle quel poco che sappiamo di tecnologia, o quel tanto che abbiamo studiato nel caso foste ingegneri come il sottoscritto, e mettiamo insieme quelle che sono le maggiori tecnologie per la movimentazione di inizio 800, cioè la macchina a vapore, con il sogno di ogni patito della fantascienza o dei cartoni animati giapponesi anni 80, ossia i robottoni. Il risultato sono gli steambot, cioè robot pilotati da umani in pieno stile steampunk. Cos’è il steampunk? È una corrente della fantascienza con ambientazioni ottocentesche, in genere tratte dall’Inghilterra vittoriana di H. G. Wells, in cui la tecnologia è prevalentemente basata sulla forza motrice del vapore ma con una voluta esasperazione delle capacità di questo vettore energetico e dei mezzi per generarlo. In tutto questo la corrente elettrica non sparisce, ma torna ad essere quella energia in buona parte sconosciuta e con qualcosa di magico che affascinava i vittoriani e utilizzata solo in fantastiche e futuriste applicazioni, anche queste volutamente esagerate in relazione alle possibilità del mezzo. Personalmente, per me steampunk è sinonimo di improbabili dispositivi in rame o in ottone e di ragazze succinte in minigonna con la faccia sporca di carbone (perché in tutto ciò non è che il vapore lo ottengono da combustibili ad elevata efficienza o dall’energia nucleare, ma proprio dal vecchio ed inefficiente carbone). C.O.A.L. (mi raccomando i punti) è un titolo che si muove proprio in questa ambientazione e che immagina un passato fantastico, ma non particolarmente belligerante, dove dei robottoni a vapore, i steambot appunto, lottano nelle arene in uno sport, che ha chiari scopi commerciali, a suon di pugni e attacchi elettrici a distanza. Il risultato è un gioco di carte semplice e veloce, un filler, in grado di suscitare un certo interesse. Altra curiosità è che C.O.A.L. è un titolo completamente italiano, realizzato da Stefano Castelli (autore anche del futuro Gnominia) ed illustrato magnificamente da Alan D’Amico (già illustratore di Collapsible D). Ma ora salite a bordo del vostro abitacolo.

Goblins inc. – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Ultimamente sembra che siano tornati alla ribalta i giochi con i goblin e imp, questi ultimi sono creature mitologiche tedesche a metà strada tra folletti e demoni ed esteticamente simili ai goblin. Cosa strana è che la maggior parte dei titoli con questi diavoletti finisce per essere irriverente e demenziale. Giusto per citare altri 2 esempi, che hanno conseguito un discreto successo, si pensi a Dungeon Lords e Dungeon Petz. Ma questi 3 titoli non sono legati solo dalla presenza di grottesche creaturine verdognole dentro la scatola, sono anche tutti e 3 opere dello stesso illustratore, tale David Cochard, che sembra avere una certa predilezione verso il genere fantasy demenziale, e che con questi soggetti sembra cavarsela davvero bene. Questo titolo potrebbe essere il gioco perfetto per provetti ingegneri e amanti dei cartoni animanti con i robot, dato che prevede di costruire robottoni e di farli combattere tra loro. Peccato che, dato che sono costruiti da goblin dementi, i risultati saranno molto diversi dal Mazinger o dall’Eva01 e avrete, piuttosto, a che fare con inguardabili aggregati di tessere e armi improbabili. Ma ora armatevi di cacciavite e nastro adesivo (?) e lasciatemi spiegare come si costruisce un bellissimo ammasso di ferragl… ehm, robot, volevo dire robot! :-)

PLAY 2013- seconda puntata: fra fantasy, naufraghi, robottoni e rinascimento

di Alberto “Doc”

E rieccomi a riprendere il resoconto del mio viaggio a PLAY raccontandovi il secondo giorno di fiera, il sabato. Dopo l’antipasto del venerdì siamo ansiosi di iniziare l’esplorazione della fiera e di tutto quello che ci può offrire.
Arriviamo mezzora dopo l’apertura, ci concediamo un giretto per gli stand e il tempo di fare alcuni scambi/acquisti e poi via verso i tavoli da gioco.

Fuori di rotella: scontri tra robot fra le prossime uscite Red Glove

di Alberto “Doc”

Red Glove svela i primi dettagli di uno dei suoi prossimi titoli: Fuori di Rotella. Il gioco vedrà coinvolti otto robottini in uno “scontro all’ultimo ingranaggio” per citare l’editore, frase che mi fa venire in mente le robotwars che si vedevano in televisione alcuni anni fa. Vediamo allora quali deduzioni possiamo fare con le prime infomazioni che troviamo sulla pagina web dedicata…

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