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Minute Realms | Recensione

di Davide “Canopus” | Minute Realms

Solo il titolo di questo gioco, Minute Realms, è un’idea chiara di una particolare tendenza che permea da qualche anno il mercato dei boardgame. Rifletteteci, Minute Realms, letteralmente “reami minuti”, nel senso di piccoli ovviamente, ma che strizza l’occhio anche all’idea di un titolo le cui partite durano minuti e non ore.

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Minute Realms, il videotutorial

di Sara “Miss Meeple” Trecate

La sfida proposta da Minute Realms è chiara, costruire un reame in pochi minuti, una sorta di Otto minuti per un Impero ancora più condensato. Ecco allora che da 2 a 5 giocatori dovranno aggiungere una carta per turno al proprio regno, costruita come edificio (che porterà punti vittoria), o come bastione difensivo.I bastioni sono sempre utili poiché ci saranno degli invasori che attaccheranno due volte nel corso della partita cercando di distruggere un nostro edificio, e dovremo difenderci dagli attacchi.

La carta da costruire viene assegnata ad inizio round, ma la si può scambiare con una carta al centro del tavolo o con una assegnata agli altri giocatori. A fine partita ognuno avrà un reame composto da 8 carte, tra edifici e bastioni, e chi avrà ottenuto il maggior numero di punti vittoria sarà il vincitore.

Potion Explosion – Recensione

di Daniel “Renberche”

Il buon Canopus ha fatto una bella anteprima del gioco in questione che ci aveva incuriositi molto. In fiera ad Essen abbiamo visto l’ottimo riscontro di pubblico che affollava lo stand e non potevamo non provalo anche noi alla prima occasione. Dopo diverse partite fatte ecco come si presenta il gioco alla prova sul tavolo, avrà dimostrato di avere le palle (non solo materialmente) o sarà stato una delusione da dimenticare trangugiando pozioni come se non ci fosse un domani?

Potion Explosion, per la Horrible Games l’alchimia è esplosiva

di Davide “Canopus”

Ve lo ricordate il videogame Columns? Era un puzzle game con lo stesso meccanismo del Tetris: dei blocchi cadono dall’alto e si compongono dei pattern per farli esplodere e fare punti. Contrariamente a Tetris, Columns si basava sul mettere in linea orizzontale o verticale almeno 3 blocchi dello stesso colore. Tutto quello che cadeva dall’alto erano sempre rettangoli composti di quadrati colorati la cui posizione poteva essere ruotata. Un titolo che al giorno d’oggi appare semplicissimo, ma precursore di un sacco di videogiochi moderni, tra cui il famosissimo Candy Crush Saga. Chissà se l’italianissima Horrible Games, si è ispirata al mitico Columns per questo Potion Explosion? Di certo l’effetto è molto simile… e la cosa non mi spiace.

Bomarzo, dove son facce horrende, elefanti, leoni, orchi, draghi et maggioranze!

di Daniel “Renberche”

Nelle vicinanze di un noto borgo laziale, Viterbo, è situato un parco davvero atipico, dove in mezzo ad un paesaggio naturale, si ergono statue di mostri ed esseri sovrannaturali, di dei e animali esotici, che sbalordiscono il visitatore e rendono la visita un passaggio obbligatorio per chi pellegrina nella regione dove Enea sposò Lavinia. Il luogo è nominato Parco dei Mostri, è liberamente visitabile, e il sottoscritto vi è passato qualche anno fa e non ha dimenticato la strana atmosfera che si respira. Di certo però non aveva immaginato che un italico autore di giochi traesse un giorno ispirazione proprio da tale luogo e ne partorisse dalla mente, proprio come Zeus fece con Atena, un gioco da tavolo. Ebbene è giunta l’ora di parlare di tale gioco.

Buona lettura!

C.O.A.L. Combat Oriented Armored League – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Per un attimo lasciamoci alla spalle quel poco che sappiamo di tecnologia, o quel tanto che abbiamo studiato nel caso foste ingegneri come il sottoscritto, e mettiamo insieme quelle che sono le maggiori tecnologie per la movimentazione di inizio 800, cioè la macchina a vapore, con il sogno di ogni patito della fantascienza o dei cartoni animati giapponesi anni 80, ossia i robottoni. Il risultato sono gli steambot, cioè robot pilotati da umani in pieno stile steampunk. Cos’è il steampunk? È una corrente della fantascienza con ambientazioni ottocentesche, in genere tratte dall’Inghilterra vittoriana di H. G. Wells, in cui la tecnologia è prevalentemente basata sulla forza motrice del vapore ma con una voluta esasperazione delle capacità di questo vettore energetico e dei mezzi per generarlo. In tutto questo la corrente elettrica non sparisce, ma torna ad essere quella energia in buona parte sconosciuta e con qualcosa di magico che affascinava i vittoriani e utilizzata solo in fantastiche e futuriste applicazioni, anche queste volutamente esagerate in relazione alle possibilità del mezzo. Personalmente, per me steampunk è sinonimo di improbabili dispositivi in rame o in ottone e di ragazze succinte in minigonna con la faccia sporca di carbone (perché in tutto ciò non è che il vapore lo ottengono da combustibili ad elevata efficienza o dall’energia nucleare, ma proprio dal vecchio ed inefficiente carbone). C.O.A.L. (mi raccomando i punti) è un titolo che si muove proprio in questa ambientazione e che immagina un passato fantastico, ma non particolarmente belligerante, dove dei robottoni a vapore, i steambot appunto, lottano nelle arene in uno sport, che ha chiari scopi commerciali, a suon di pugni e attacchi elettrici a distanza. Il risultato è un gioco di carte semplice e veloce, un filler, in grado di suscitare un certo interesse. Altra curiosità è che C.O.A.L. è un titolo completamente italiano, realizzato da Stefano Castelli (autore anche del futuro Gnominia) ed illustrato magnificamente da Alan D’Amico (già illustratore di Collapsible D). Ma ora salite a bordo del vostro abitacolo.

C.O.A.L.: analisi del regolamento

Di Federico “Kentervin”

Ci sono delle domande che ti porti dietro per tutta la vita.
E’ più forte Goldrake o Grande Mazinga?
Dove li teneva il Big Shooter tutti i componenti di Jeeg?
A cosa serviva la piroetta di Actarus quando usciva dallo Spacer con Goldrake?
Punto sul C1-Lancelot o mi butto sul C3-Gunther?

Nuove uscite per gli autori italiani: che cosa ci aspetta

Di Federico “Kentervin”

Se Feld e compagnia bella sfornano titoli a ritmo sostenuto, gli autori italiani non se ne stanno certo a guardare.

Marco Canetta e Stefania Niccolini, già visti all’opera con Doge’s Ship, sono al lavoro su un altro titolo che sarà pubblicato da Stupor Mundi.
Si tratta di Rhein River Trade, gioco incentrato sul mondo del trasporto merci che gravita attorno al bacino del Reno.
I giocatori potranno movimentare le proprie merci facendo affidamento sulla propria flotta di camion, lenti ma totalmente sotto il loro controllo.

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