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Die Paläste von Carrara – Recensione del gioco e della prima espansione
Di Davide “Canopus”
Ah, l’Italia! Il Bel Paese, anche se spesso e volentieri criticato, esercita da sempre un fascino magnetico sugli stranieri: ancora ricordo fumetti americani in cui rappresentavano Venezia piena di stanze segrete colme di tesori e con la gente che si tuffava nei canali senza beccarsi strane malattie. Ma tra tutte le regioni italiane, credo che sicuramente quella che sollecita di più la voglia di vacanze italiche negli stranieri sia la Toscana, non per niente ci sono un sacco di giochi in scatola tedeschi ambientati in questa regione (sarà merito del Lucca Games o del fatto che un sacco di autori nostrani sono toscani). Ora, indovinate un po’ dov’è ambientato questo Die Paläste von Carrara? Nel Molise?!? No, risposta sbagliata
Questo titolo ci trasporta nella Toscana del Nord dove dovremo comprare il famoso marmo di Carrara e costruire palazzi lungo la riviera tirrenica. Ma la cosa che salta all’occhio in questo titolo non è tanto l’ambientazione, quanto l’interessante utilizzo che fa di un’enorme ruota girevole montata sul tabellone. La ruota, nella sua versione mobile quanto in quella statica, di solito stampata sul tabellone, è uno strumento che negli ultimi anni ha preso sempre più piede nei boardgames, soprattutto nei titoli gestionali. Giusto per fare qualche esempio, abbiamo: Le Havre – Ancora in Porto, Navegador, Imperial, Imperial 2030, Ora et Labora e in generale quasi tutti i titoli di un certo Mac Gerdts. Questo meccanismo, che permette la ciclicità, è solitamente utilizzato per la selezione delle azioni o la registrazione dei cambi di stato del gioco. Ma volete sapere quale sarebbe il sistema intelligente ed interessante di utilizzare la ruota presente nel gioco? Continuate a leggere…
Africana – Recensione
Di Davide “Canopus”
Vi piacciono i film d’avventura? Avreste sempre voluto emulare le gesta di Indiana Jones o esploratori reali come Sir Francis Drake o David Livingstone? O semplicemente state ancora cantando Waka Waka dai mondiali del 2010 e le lepatata popolano ancora i vostri incubi? Potrete trovare tutto questo, ed altro, condensato in una scatola di forma quadrata con dentro Africana. Questo gioco vi costringerà a girare il continente nero in lungo e in largo, partecipando a spedizioni ed esplorazioni o affrontando avventure per recuperare preziosi artefatti o guadagnare la fiducia degli abitanti dei luoghi che vi seguiranno come servitori nelle vostre future imprese. Personalmente sono un po’ perplesso per il fatto che il titolo è passato un po’ in ombra nel nostro paese. Schacht non è certo un novellino e vanta parecchi giochi di successo alle spalle, giusto per citarne qualcuno: Mondo, China, Hansa, Coloretto, The Golden City (a mio parere il suo lavoro migliore fino ad ora) e tutta la serie Zooloretto/Aquaretto. Come tutti gli altri titoli, Africana soffre di una certa dissonanza tra meccaniche e ambientazione, ma che comunque in questo caso è relativamente meno marcata che in altri giochi “Schachtiani”. A mio parere, direi che come livello sia tranquillamente paragonabile a The Golden City, per questo mi stupisco che fino ad ora in pochi ne parlino e non ci siano praticamente recensioni nella nostra lingua in giro per il web. La versione recensita è in tedesco, ma con poco meno di 10€ in più potete recuperarlo in inglese o francese, rispettivamente distribuiti da Z-Man Games e Filosofia Édition, anche se non è presente testo nel gioco. Comunque, cosa più importante, con questo gioco inizio ad utilizzare un nuovo modello per le recensione che spero troviate più chiaro e veloce da consultare, fatemi sapere i vostri pareri
Mondo – Recensione
Di Davide “Canopus”
Quante volte siete stati così insoddisfatti del mondo al punto di dire “fermate il mondo, voglio scendere”! Oppure avete sempre trovato dispersiva la dislocazione delle terre emerse i ritenete che i viaggi aerei sarebbero molto più comodi ed efficienti se esistesse ancora la Pangea. Per non parlare dei poveri animali: non starebbero tutti molto meglio se ogni specie avesse un’isola per se? Ma poi i predatori morirebbero di fame … e si, i problemi da affrontare quando si riprogetta un mondo sono molti e complicati. Ma se volete affrontare questa titanica sfida posso consigliarvi Mondo, il cui nome dice tutto. Il titolo vi permetterà, infatti, si sentirvi, è proprio il caso di dirlo, divinità che possono scegliere i loro pezzi di pianeta dalla loro “divina collezione di tessere” e piazzarle sul globo a piacimento. Attenzione però, dovrete essere veloci e stare attenti a quello che fate perché al termine del gioco solo il mondo più armonioso e stabile vi garantirà punti, per dimostrare di essere un abile architetto celeste. Insomma, la gente non è mica felice di vivere in pianeti pieni zeppi di vulcani o in cui cammini spensierato per un prato e di colpo ti trovi immerso nelle profondità dell’oceano. Questo prodotto, oltre ad essere l’ideale per menti megalomani e con manie di onnipotenza, è un gioco di abilità in cui sarete costretti, nel più breve tempo possibile, a pescare e disporre tessere su una plancia personale, cercando di costruire determinati schemi per ottenere punti. Cosa? State ancora sbavando al pensiero di poter ricostruire il pianeta a vostro piacimento? Ok, indossate la vostra camicia di forza e continuate pure a leggere.
Guards! Guards! A Discworld Boardgame fa il secondo turno
di Luca “Maledice79″ Lanara
Leonard e David Boyd Brashaw, gli autori di Guards!Guards! , stanno per rilasciare una seconda edizione del gioco ,
Dice Brashaw, “Siamo totalmente ristrutturato le regole, incluse risposte alle domande più frequenti , ho aggiunto diagrammi più colori, e tre piccoli cambiamenti delle regole che mettono in interazione tra i giocatori ancora di più e anche per rendere il gioco più facile da finire. “
Dungeon Petz – Recensione
Di Davide “Canopus”
Arriva l’estate è ogni anno l’abbandono di mostri in autostrada è una nota dolente che tinge la bella stagione di orrore e tristezza. Ogni anno esseri tentacolosi e verrucosi creano disordini e code chilometriche in autostrada, mangiando centinaia di valige e portando un sacco di poveri turisti alla follia a causa del traffico, che quasi ti viene da pensare che forse è meglio andare in montagna che tanto di abbronzi lo stesso! (NB: qui noi sdrammatizziamo e ci scherziamo sopra solo ai fini della presentazione della recensione, ma realmente pensiamo che l’abbandono sia un orribile atto di inciviltà e di idiozia. Oltre che una pratica terribilmente pericolosa, basti pensare che negli ultimi 10 anni gli incidenti autostradali causati dall’abbandono hanno coinvolto 4000 persone e causato 200 morti… si, ho la fissa per i numeri!). Quindi, dopo il messaggio demenziale, seguito dal messaggio serio, posso ora annunciare, ancora in modo demenziale, con sommo gaudio che oggi si parla di Dungeon Petz. Titolo degno di nota realizzato da Chvatil, designer ceco (nel senso che proviene dalla Repubblica Ceca, non che non ci vede) dal nome impronunciabile e già autore di un mostro sacro quale Through the Ages: A Story of Civilization. L’autore, con questo titolo, sembra aver cercato di porre rimedio ad alcuni difetti del gioco precedente, scrivo precedente perché effettivamente si tratta di una specie di prequel, Dungeon Lord. I 2 titoli sono entrambi caratterizzati da grafica, realizzata magnificamente da David Cochard, ed ambientazione irriverente e demenziale che fa sicuramente il verso al fantasy più serio. I difetti di Dungeon Lord a cui, presumo, Chvaril abbia cercato di porre rimedio sono: una eccessiva lunghezza della partita, per il genere di gioco, un regolamento non molto elegante, e pieno di eccezioni e regolette, e la completa anti-scalabilità del titolo. Chissà se ci è riuscito? Volete saperlo? Leggete il resto della recensione, se no che la scrivo a fare! Ma, giusto come indizio, vi avviso che Chvatil è anche autore dell’intricatissimo e mentalmente insano Mage Knight. Il prezzo del prodotto sembra parecchio elevato, ma in tedesco costa poco più della metà ed il titolo è indipendente dalla lingua (si, anche io sono senza parole).
Battle Beyond Space: scaramucce spaziali con Z-Man Games
di Alberto “Doc”
Estate, voglia di svago, di spensieratezza e… di darsele di santa ragione senza arrovellarsi troppo il cervello!
Ecco Battle Beyond Space mi ispira proprio questi sentimenti. Alla guida della propria flotta spaziale, ci ritroviamo nello spazio cosmico per ingaggiare battaglia contro le altre forze aliene in un titolo dove i punti si fanno eliminando i vascelli avversari.
Yggdrasil – Recensione
Di Davide “Canopus”
| Titolo | Yggdrasil |
| Autore | Cédric Lefebvre / Fabrice Rabellino |
| Lingua | Multilingua (Inglese / Francese / Tedesco / Italiano / Olandese) |
| Editore | Z-Man Games |
| Distributore | Z-Man Games / Ludonaute |
| Numero giocatori | 1 / 6 |
| Durata partita | 90 minuti |
| Anno pubblicazione | 2011 |
| Titolo originale | - |
| Genere | Cooperativo, scelta azioni |
| Prezzo | Poco più di 40€ |
“Per i Nove Mondi” – disse Odino – “I mortali di Midgard giocano ad un sacco di boardgames con protagonisti gli Olimpici e quel pallone gonfiato di Zues (in realtà saranno 4 o 5 titoli, ma si sa che agli Aesir piace esagerare) e non ce ne è uno che parli solo della mia famiglia!!! Chiederò subito ai Nani di Nidavellir di forgiare un gioco in scatola degno della mia stirpe!”. E fu più o meno così che sui nostri tavoli giunse Yggdrasil! Gioco cooperativo fino a 6 giocatori, ma affrontabile anche in solitario, che ci vedrà indossare i panni, o pellicce, delle divinità nordiche durante la loro ultima battaglia, il Ragnarock (la loro apocalisse, in pratica). Farete quindi tutto quello che farebbero Thor, Odino e compagnia bella, ad eccezione dei suntuosi banchetti e delle magistrali bevute, il materiale per quelle non è incluso nella confezione. Come già detto in passato, sono un grande appassionato di mitologia (per me è come leggere l’equivalente degli antichi ai fumetti) e non mi dispiacciono i cooperativi, dato che considero il collaborare con altri giocatori come un elemento di sfida aggiuntivo dovuto alla difficoltà di comunicare e coordinarsi. Yggdrasil è stato quindi un titolo che ha stuzzicato subito la mia curiosità e che sono felice di presentarvi in questa sede. Il gioco è magnificamente illustrato da Pierre Lechevalier, noto con il nome d’arte di Pierò e già autore di altri prodotti grafici di discreto successo, come Ghost Stories, anche se qui è tutta un’altra storia.
Z-MAN Games e il destino di Atantide
di Luca “Maledice79″ Lanara
Inca Empire – Recensione
Di Davide “Canopus”
| Titolo | Inca Empire |
| Autore | Alan D. Ernstein |
| Lingua | Inglese |
| Editore | Z-Man Games |
| Distributore | Z-Man Games |
| Numero giocatori | 3 / 4 |
| Durata partita | 90 / 120 minuti |
| Anno pubblicazione | 2010 |
| Titolo originale | - |
| Genere | Connessione e costruzione |
| Prezzo | Tra 45 e 55€ |
Questo splendido gioco di connessione e costruzione edifici non è altro che il remake di Tuhuantinsuyu, del medesimo autore e pubblicato nel 2004. L’originale era un gioco estremamente spartano, che prevedeva di disegnare le connessioni su un foglio di carta plastificata tramite dei pastelli colorati, per poi cancellare i segni con la gomma a fine partita. Non vi spaventate, la nuova versione è sicuramente più lussuosa, con materiali di ottima qualità e tasselli in legno per indicare le connessioni. L’aspetto grafico è stato lasciato alle cure di Alexandre Roche, brillante illustratore di Rattus, Singapore e Troyes, sebbene, a mio modestissimo parere, Inca Empire non è sicuramente tra le sue opere meglio riuscite. Nel 2011 la Cranio Ctionreas ha proposto una localizzazione in italiano di questo titolo, reperibile con un prezzo tra i 40 e i 45€ (costa meno dell’edizione inglese, strano!). Il gioco ha anche una piccola componente didattica dato che, per far calare i giocatori nell’ambientazione, fornisce poche ma interessanti informazioni sulla civiltà Inca. Ammetto che in materia sono un po’ ignorante e degli Inca sapevo solo che stavano in Sud America, ho quindi trovato “formative” le informazioni fornite dal manuale, inoltre l’ambientazione caratterizza le meccaniche di gioco.
Troyes, il videotutorial
Nel 1200 era prevista l’innaugurazione della cattedrale di Troyes, ma, a causa di innumerevoli incindenti, essa fu terminata ben 400 anni più tardi. Questo gioco vi invita a rivivere quattro secoli di storia, partecipando allo sviluppo di una delle città medievali che più ha lasciato il segno nella cultura occidentale. La società di quei tempi era organizzata in tre principali cerchie: la nobiltà, il clero ed i c ontadini. La nobiltà costituiva e reclutava forze armate per tutelare la giustizia e difendere le terre. Il clero si ergeva a guida spirituale della comunità, contribuendo a mantenere ed ad accrescere la conoscenza e la cultura. I contadini e gli artigiani erano presi in bassa considerazione nonostante il loro duro lavoro sia stato essenziale per la vita quotidiana dell’intero Popolo.
Troyes è un gioco strategico in cui rappresenti una ricca famiglia della regione francese dello Champagne, utilizza la tua influenza per reclutare e controllare gli individui dei 3 principali ceti sociali: i militari (nel gioco associati al colore rosso), i religiosi (colore bianco) ed i civili (colore giallo).
Tutti i dettagli del funzionamento del gioco in questo nuovo videotutorial di TOCCA A TE









