Rattus | Recensione

Conclusioni

Dipendenza dalla fortuna

Trovo l’idea di gioco molto originale, sia per l’ambientazione, anche se non molto allegra, sia per le meccaniche. L’eliminazione dei cubetti mediante la risoluzione dei gettoni ratto è un meccanismo semplice e interessante, anche se a mio parere poteva essere implementato meglio. La maggior parte dei gettoni ratto, il 60%, mietono vittime se nella regione sono presenti più di 3 cubetti, mentre poco più del 10% colpiscono regioni che hanno un solo cubetto. Questo fa in modo che molti gettoni vengano scartati a vuoto e che vi siano dei round un po’ noiosi in cui non succede nulla. Detto questo, i maniaci della strategia pura che non sopportano le componenti aleatorie nei giochi odieranno questo titolo dato che il posizionamento dei gettoni ratto è in pratica totalmente casuale. A me, invece, questo aspetto non dispiace dato che la sfida del gioco non è solo quella di eliminare i cubetti degli avversari in un qualche modo, ma anche sopravvivere agli eventi imprevisti. Si tratta quindi di stimare il rischio che il gettone si attivi, considerato il numero di cubetti presenti in una regione, dati i gettoni rivelati fino a quel momento, se il gettone è lì da inizio gioco e da cosa ha fatto il personaggio con la strega.

Considerazioni strategiche

Per quel che riguarda le strategie praticabili, queste vengono dettate soprattutto dalle combinazioni di carte che si hanno davanti a se. Ci sono carte i cui poteri sono prevalentemente difensivi, come il re o il mercante, il quale permette di spostare tre cubetti del proprio colore in una regione adiacente. Altre hanno poteri aggressivi, come la strega, che permette di osservare in segreto il contenuto di due gettoni e scambiarli tra loro, o il cavaliere, che permette di spostare la pedina peste di 2 spazi e di farla contare come 2 cubi neutrali prima di rivelare i gettoni ratto. Saper utilizzare bene le proprie carte e magari pure in combinazione tra loro può fare la differenza: una delle mie combo preferite è usare il contadino, che posiziona un cubetto in più quando si aggiungono cubi in una regione con gettoni peste, e poi il mercante per spostarli in regioni con meno gettoni peste. O ancora la combo re e monaco descritta in precedenza. Ovviamente un giocatore deve valutare il trade-off tra disporre di combo molto potenti e correre il rischio di subire maggiori danni dalla peste. Questione che però viene in parte risolto dagli altri giocatori: alcune carte, come il re e il contadino, sono particolarmente richieste e probabilmente vi verranno rubate al termine del vostro turno. Personalmente, ho notato che strategie basate sul cercare di mettere in campo più cubi possibili, in genere, pagano di più di strategie puramente aggressive volte a diminuire il numero di cubi degli avversari.

Scalabilità e longevità

La scalabilità è resa riducendo l’area di gioco, ma rimangono costanti numero di gettoni usati e numero di carte in gioco. Non ho avuto modo di provarlo in due giocatori, ma per ora il numero ideale è stato 4. Per quel che riguarda la longevità, questa è una grandissima nota dolente. Con solo 6 personaggi, strategie e combo percorribili sono molto limitate e quindi l’interesse verso il gioco scema molto velocemente con il tempo.

Target di giocatori

Trovo che Rattus sia un ottimo gioco per avvicinare neofiti e per giocatori occasionali, grazie al regolamento molto semplice e al clima che si crea durante il gioco. Non mancano infatti bastardate esilaranti (per chi non le subisce) e una certa ansia di scoprire cosa si nasconde sotto il gettone. Il gioco è anche un ottimo filler, dato che si può giocare tranquillamente in 45 minuti, e soddisferà sicuramente i gusti di giocatori che ogni tanto vogliono affrontare sfide poco cervellotiche o che hanno gruppi di gioco molto eterogenei.

I materiali di gioco sono di buona qualità e trovo geniale usare del cartoncino per le carte classe sociale, un vero tocco di classe.

Curiosità – Pied Piper

Quasi in concomitanza con la pubblicazione del gioco, è uscita sul mercato anche l’espansione Pied Piper. Queste non è decisamente una straordinaria combinazione. La scatola di Rattus contiene al suo interno solo 6 carte classi sociali, cosa che compromette la longevità del gioco rendendolo praticamente incompleto: potreste trovare il gioco ripetitivo già dopo la terza partita. Pied Piper aggiunge altre 12 carte classi sociali, sempre in cartoncino e con la stessa grafica del gioco base, sempre illustrate da Roche. È più di un’ipotesi complottistica l’idea che il produttore abbia pensato di mettere nella confezione lo stretto indispensabile per giocare, quasi come se realizzasse una demo; e che, poi, abbia pubblicato, a pochissimo tempo di distanza, un’espansione che comprende gli elementi che completano il gioco, ben conscio che una gran fetta degli acquirenti si sarebbe poi procurata anche l’espansione, che presenta un prezzo contenuto, in modo da avere il gioco completo.

L’espansione si integra nel gioco semplicemente andando a sostituire una o più carte del gioco base con la possibilità di giocare anche con più carte appartenenti alla stessa classe sociale. Ovviamente le carte nel gioco devono essere sempre 6 e, nel caso vi fossero più carte della stessa classe sociale, un’altra classe sociale diversa non sarebbe presente nel gioco. Oltre alle carte, la scatola contiene anche altri elementi che saranno utilizzati dai giocatori che sfrutteranno le abilità speciali delle carte. Per esempio, chi gioca con il mago avrà a sua disposizione un segnalino pozione per turno che potrà associare ad un suo cubo per proteggerlo dalla peste. Non ho ancora avuto modo di provare tutti i personaggi, ma per ora tutti quelli con cui ho giocato si sono rivelati delle piacevoli aggiunte. Tra i miei personaggi preferiti c’è sicuramente il pifferaio magico, che permette di muovere un proprio cubo in una regione adiacente portandosi dietro fino a tre gettoni ratto, e che permette, quindi, delle combo di attacco molto efficaci. In effetti, molti dei personaggi dell’espansione arricchiscono le possibili strategie di attacco che nel gioco base, a mio parere, non pagavano abbastanza.

Pied Piper non è ancora disponibile in lingua italiana, ma potete facilmente procurarvi una copia in lingua inglese pubblicata dalla Z-Man Games. L’integrazione dell’espansione in inglese con il gioco multilingua non crea alcun problema data l’indipendente dalla lingua di entrambi.

Pro:

Contro:

Grafica ben realizzata e simpatica da vedereIl gioco sembra incompleto, pochi personaggi da utilizzare
Alta interazione tra i giocatoriBassa longevità
Ottimi materialiScarsa integrazione tra ambientazione e meccaniche
Scatola poco ingombrantePer avere un gioco completo si deve acquistare almeno la seconda espansione con conseguente lievitazione dei costi
Facile da spiegare, veloce e adatto come fillerPochi gettoni ratto con valori bassi
Divertente trovare le combo tra i personaggi (specialmente se si possiedono le espansioni)Scala male in meno giocatori
Canopus

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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