Cloud City – Recensione

| Impressioni

Cloud City - Esempio Partita - FinaleSe a livello grafico Cloud City non presenta praticamente disegni, la qualità del materiali è molto appagante. La maggior parte del materiale è o cartoncino spesso o plastica, e plastica stampata bene e bella da vedere (non quella antipatica con le bave o sbilenca). Quando apparecchiato fa davvero una bella figura grazie al suo sviluppo tridimensionale. Davvero stupendo da vedere. Unica nota dolente, potrebbe capitarvi di dover piazzare una passerella in modo da doverla incastrare sotto ad altre passerelle; oppure piazzare come ultima tessera quella centrale e dover erigere i vostri grattacieli stando attendi a non toccare e far crollare le costruzioni vicine, se avete mani grandi come le mie non sarà un’impresa semplice (mi ricorda il problema che avevo anche con i vagoni di Colt Express).

Cloud City è un astratto. Capisco il tentativo di mettere una qualche introduzione e, tutto sommato, l’idea di costruire passerelle e ponti sospesi al di sopra delle nuvole ha qualcosa di romantico. Ma nel momento in cui lo si gioca si sente quello che è: un astratto.

Nulla da dichiarare, come avete potuto vedere le regole sono letteralmente 5: le fasi del turno e la condizione di fine partita con il punteggio. L’apprendimento è molto rapido. Il manuale, letteralmente 6 facciate di foglio A4 scritte pure in grande, è zeppo di illustrazioni e ha esempi per ogni regola. Non si può chiedere di più.

Cloud City - Dettaglio 2Cloud City è annoverato nella categoria city building, una categoria piuttosto vasta ed eterogenea in cui l’unico punto comune a tutti i titoli è l’edificazione di una città con conseguente senso di crescita. Da questo punto di vista Cloud City mantiene la parola data e pure molto bene (anche se mancano le tipiche meccaniche di mantenimento della città, per cui lo definirei “city building light”). Non è solo una questione di crescita tridimensionale, quella è merito della componentistica, la soddisfazione sta proprio nel costruire le passerelle e prolungare i propri percorsi. Non è comunque da sottovalutare l’aspetto tridimensionale che porta a dover ragionare e osservare in termini spaziali. Da questo punto di vista è un bene che ogni tessera permetta l’edificazione di solo due edifici, di più, a mio parere, renderebbe il titolo troppo caotico.

Le regole del gioco base sono molto semplici, ideale per introdurre neofiti, ma per contro lo rendono piuttosto piatto. L’introduzione degli obiettivi comuni a tutti i giocatori è un’aggiunta obbligatoria (e consiglio di partire direttamente da due carte progetto speciale) così da aggiungere ulteriori aspetti valutativi ma, soprattutto, per aumentare l’interazione tra i giocatori dato che Cloud City tenderebbe ad essere un solitario di gruppo.

Come detto, Cloud City tenderebbe ad essere un solitario di gruppo. L’unico aspetto di interazione, per quel che riguarda la modalità di gioco più semplice, è legato al prendere le passerelle di un dato tipo e lunghezza, dato che gli elementi di gioco non sono infiniti. È decisamente un aspetto un po’ ridotto e come vedremo dipende dal numero di giocatori. Personalmente consiglio di utilizzare fin dalle prime partite anche le carte progetti speciali, che consentono di competere su delle maggioranze o forniscono nuove opportunità di guadagnare o perdere punti più facilmente controllabili negli avversari. Infatti, non è facile capire il punteggio di un avversario in base alle passerelle che sta costruendo, però potete farvi benissimo un’idea di quante passerelle di un tipo e lunghezza sono rimaste nella riserva e reagire di conseguenza.

Anche solo considerando la versione base di Cloud City, il titolo presenta diverse strategie percorribili. Ma una parte importante per la longevità la ricoprono i progetti speciali. Questi sono in tutto 10 carte e possono essere messe in gioco una o due, a seconda di cosa desiderano i giocatori. Le varie combinazioni modificano il calcolo dei punti dando diverse possibilità e aumentando la longevità.

Cloud City non presenta meccanismi di scalabilità e questo è un bel problema soprattutto se si gioca in 2 giocatori. La meccanica di base prevedrebbe di litigarsi le passerelle tra i giocatori prima che finiscano. Questo è abbastanza vero in 4 giocatori o in 3 utilizzando una griglia 4×3 tessere. In 2 giocatori, anche utilizzando una griglia di gioco 4×3, non ho mai sentito la mancanza di tessere passerella, rendendo il flusso di gioco decisamente meno “stretto”. Anche per questo motivo consiglio di utilizzare i progetti speciali, soprattutto in 2 giocatori, altrimenti la modalità di gioco di base finirà per annoiarvi piuttosto rapidamente.

| Perché Cloud City?

Cloud City - Dettaglio 3Perché Cloud City è un titolo semplicissimo e rapidissimo da imparare, perfetto come riempitivo ma soprattutto come introduttivo per neofiti. Grazie al fatto che è particolarmente appagante da vedere, fornisce sensazione di crescita ed è semplicissimo da assimilare, riesce a far breccia anche tra i neofiti più restii (io lo utilizzo come “piano di emergenza” insieme a Marrakech per quei neofiti che storcono facilmente il naso davanti ad un gioco “non di massa”). Ma soprattutto, data la velocità e la profondità del titolo, gode di quello che potrei definire effetto ciliegia: una ciliegia tira l’altra come la partite a Cloud City, difficilmente ci si ferma ad una sola, anche tra gamer più scafati. Potrebbe essere frustrante se come me avete delle dita grosse come wurstel: certe volte nel tentativo di piazzare una passerella si causa il crollo di mezza città.

Materiali di ottima qualità, bello da vedere apparecchiato.Molto compatto nella costruzione, non agevole per chi ha mani grandi.
Fornisce una forte sensazione di crescita, costringe a ragionare in modo spaziale.Molto più “stretto” in 3 e 4 giocatori piuttosto che in 2.
Elevata longevità.

 

Canopus

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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