Una mattina a Tokyo: The Ravens of Thri Sahashri

Le mie considerazioni

L’ambientazione di The Ravens of Thri Sahashri è tanto poetica, quanto il regolamento è sgraziato e senza organicità. Consiglio assolutamente di dare un’occhiata tra i file di BGG in cui potete trovare una corposa rielaborazione delle regole che consente di integrare le parti inevitabilmente dubbie del regolamento.

I materiali sono di buona qualità e le illustrazioni gradevoli. La dimensione della scatola è appropriata per un gioco di carte.

Per quanto riguarda le meccaniche, il gioco si distingue da altri astratti principalmente per il silenzio obbligato imposto ai giocatori unito alla ricerca di un’intesa in merito alle carte da giocare;  il meta-gioco comune ai giocatori è il cuore del gioco stesso.

Lo sforzo di tematizzare le meccaniche è lodevole: ad esempio, le abilità speciali, tutte utilizzabili da Feth, non son ugualmente accessibili a Ren proprio perché è la sua memoria a dover essere ricostruita.

Non è uno di quei giochi che mi sento di consigliare a chiunque perché richiede un certo grado di dedizione. Direi però che, se avete il giusto compagno/a di gioco, può risultare una piacevole scoperta.

 

 

Uscendo dall’aeroporto, quella fastidiosa sensazione di déjà vu che avevo provato poco prima, progressivamente si era attenuata. Pioveva ed il mio unico desiderio ormai era trovare la strada dell’albergo.

Al prossimo astratto ambientato,

Flora

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