Sale e bioluminescenza – Recensione di Noctiluca

di Flora | Noctiluca – Recensione

Agosto. Caldo torrido. Pelle che tira, intrisa di sale. Amori destinati ad esaurirsi.

Ginevra e la fossetta sulla guancia sinistra. La sua passione per la biologia marina, che ci costringeva a trascorrere svariati pomeriggi presso l’acquario della nostra città.

Il tempo sembrava non trascorrere mai in quel posto: la sensazione di camminare sott’acqua, in mezzo alle vasche dei pesci, ma soprattutto la presenza di Ginevra che fermava il tempo.

In una delle nostre visite, mi avevano colpito particolarmente le Noctiluca (letteralmente “che risplende nella notte”), organismi monocellulari luminescenti, la cui proliferazione eccessiva però dipende dai cambiamenti climatici.

TitoloNoctiluca
AutoreShem Phillips
Lingua versione provataitaliano
Editore versione provataAsmodee
Altri editoriBlackfire Games

Z-Man Games, Inc.

Numero giocatori 1-4 giocatori
Durata partita30 minuti
Anno pubblicazione2019
Altri titoli
MeccanichePiazzamento lavoratori

Set Collection

Contratti

Dipendenza dalla linguaNessuna
Prezzo indicativo (in data recensione)30 euro

Ambientazione

Siete dei cacciatori di Noctiluca e volete – in maniera abbastanza sadica – dividerle per specifici colori e ficcarle a forza nei vasetti della marmellata, ormai vuoti. Perché no?

Preparazione

Riversate i noctiluca nello stagno mescolando i dadi-noctiluca e collocandoli casualmente sulle caselle del tabellone. Collocate quattro dadi su ognuna delle caselle interne e cinque dadi su ognuna delle caselle esterne.
Distribuite le 12 pedine in quantità uguali tra i giocatori.
Dividete i gettoni punteggio in base al colore. Per ogni colore, formate una pila di gettoni in ordine numerico con il lato colorato a faccia in su: il segnalino “8” andrà in fondo alla pila e il segnalino “2” in cima.
Si formeranno, inoltre, quattro pile di vasi, a faccia in su. Infine, si distribuiscono tre carte-vaso ai giocatori, che ne sceglieranno due come riserva personale iniziale.

Il gioco in breve

Lo scopo del gioco è.. collezionare più punti possibili, completando le carte-vaso con i noctiluca del colore indicato dalla carta!

Durante il vostro turno, collocate una delle vostre pedine su una qualsiasi riva libera lungo il bordo dello stagno. Dopo avere collocato la vostra pedina, scegliete uno dei due percorsi diritti adiacenti a quella riva, dichiarando un numero da uno a sei. Verranno, quindi, “catturati” tutti i dadi che mostrano il numero dichiarato sulle caselle lungo il percorso scelto, a prescindere dal colore, per sistemarli “comodamente” nei vasi della riserva personale.

Eventuali dadi residui, non collocabili nei vasi in possesso del giocatore, vengono regalati al giocatore successivo in ordine di turno.

Dopo aver acquisito eventuali gettoni punteggio presenti, ogni carta vaso, appena completata, verrà sostituita da una, a scelta, tra le quattro carte scoperte a disposizione di tutti i giocatori.

A fine partita (ossia dopo aver piazzato tutti e dodici le pedine per due volte), quindi, i giocatori faranno punti per:
– i gettoni punteggio;
– l’eventuale bonus presente sul Vaso;
– il colore dei noctiluca preferiti (un punto per ogni colore corrispondente nei vasi consegnati);
– u n punto ogni due dadi presenti in vasi non consegnati.

La mia opinione

L’autore di questo astratto è Shem Phillips ed è per questo motivo che ho deciso di dargli una possibilità, incuriosita dal fatto che si fosse dedicato ad un genere diverso rispetto alla sua abituale produzione.
Feticisti dei dadi colorati accorrete! Nella confezione sono presenti “centordici” (numero esistente) dadi. Il tabellone rappresenta i fondali marini e per questo ha delle tinte decisamente scure. In tal modo, rischia di diventare scarsamente leggibile, tuttavia, tale effetto è pienamente voluto per operare a contrasto rispetto alla fluorescenza dei dadi da piazzare.

La fortuna nella pesca dei vasi è mitigata dalla possibilità di scegliere tra quattro carte disponibili, rimane però in balia della sorte il colore dei noctiluca che forniscono punti aggiuntivi, abbastanza significativo rispetto al totale dei punti ottenibili.

A parità di colpo d’occhio tra i giocatori, prevale la casualità in merito alla distribuzione dei dadi.

Il gioco in multiplayer,– se giocato con amici “pensosi” – soffre naturalmente di down-time, specialmente nelle prime fasi di gioco. Ogni volta in cui si sceglie una carta dado, infatti, devono essere soppesati: il numero dei dadi del colore prediletto  ivi presenti, il valore del corrispondente gettone punteggio (come dicevamo, i cui valori mutano in base al numero di gettoni rimasti) ed, infine, la possibilità di reperire sulla plancia una combinazione numerica utile  per il completamento di quella determinata carta vaso.

Abbandonata l’idea di giocarlo con più giocatori, rimane gradevole per partite in solitario – sorseggiando un amaro – quando il tempo a nostra disposizione non ci impone alcuna fretta e non si vogliono affrontare sfide più complesse.

Al prossimo astratto ambientato!
Flora

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