Stardew Valley – Recensione

| Ambientazione

Se state leggendo questo, dovete essere in disperata ricerca di un cambiamento“, questo è quanto ci ha lasciato scritto il nonno, il quale ci anche donato un lotto di terra da coltivare a Pelican Town, presso Stardew Valley. Sarà nostra cura riprendere in mano zappa, picozza e gli altri attrezzi per far risplendere la nostra fattoria, e perché no, facendoci tante amiche e amici!

Come detto si tratta  dell’adattamento pari pari del videogioco, uscito ormai da un po’ di anni e con un grosso seguito di fan (me compreso). Similmente alla versione digitale ci imbatteremo in strani esserini, faremo tanti regali alle persone del villaggio e lavoreremo sodo per ripristrinare al meglio la nostra tenuta.

L’amicizia è uno dei fattori più importanti, perché chi trova un amico troverà, in questo caso, un regalo e tanti cuori.

Nel caso in cui il videogioco vi fosse totalmente ignoto fate conto che l’ambientazione può essere riassunta, per chi è pratico di giochi da tavolo e film orami datati con:

Stardew Valley = 0.5 x Agricola + 1,5 x pucciosità + 2 x cooperazione + 10 x love love love.

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Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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