Backstories: Alone Under the Ice – Un’avventura punto e clicca da tavolo – Guarda&Gioca41


di Alberto “Doc” | Backstories: Alone Under the Ice

| Cos’è Backstories: Alone Under the Ice?

SPOILER ALERT: durante la spiegazione del gioco in scatola verrà mostrato il contenuto di una carta presente nel setup. È una delle prime carte che incontrerete quindi la sorpresa che vi rovinate a parer nostro è minima, ma ci sembra corretto avvertirvi. Purtroppo non c’era modo di spiegare il meccanismo di gioco in altro modo.

Un viaggio per salvare il proprio fratello di cui non si hanno più notizie, una location suggestiva, un mistero storico e una lettera ambigua e poco chiara. Tutti gli ingredienti utili per un buon film d’azione, magari non originalissimo ma di sicuro che potrebbe funzionare. Invece li troviamo in questo Backstories: Alone Under the Ice, gioco di carte che ci fa vivere una storia d’avventura in pieno stile videogioco punta e clicca dove si deve scegliere con quali elementi o personaggi dell’ambiente interagire e come. Il sistema di gioco non è innovativo, ma bisogna ammettere che in questo Backstories c’è stato un certo impegno per renderlo il più particolare possibile.

Backstories: Alone Under the Ice è il primo capitolo di una saga che vedrà la pubblicazione del secondo capitolo verso la fine del 2025, sarà presentato al prossimo Spiel. Essendo un’avventura con forte componente narrativa ci sono molte carte da leggere. La versione da noi provata è in inglese, ma esiste sul mercato la versione in italiano localizzata da GaetOnGames.

| Come si gioca ad Backstories: Alone Under the Ice?

| Cosa penso di Backstories: Alone Under the Ice?

Di avventure punta e clicca da tavolo se ne sono già viste e ancora se ne vedranno, dal più recente Lost in Adventure fino alla serie Cartavventura. La meccanica non è una novità, anzi, strizza fortemente l’occhio a Lost in Adventure (anche se capire quale dei due sia stato pubblicato prima è decisamente un’impresa). Ma in Backstories è stato fatto decisamente uno sforzo in più nel renderla più particolare e utilizzabile grazie alle carte sagomate. Questo aspetto, unito a delle carte decisamente grandi, denota un’attenzione lodevole verso i particolari della componentistica. Altro aspetto da sottolineare e molto interessante e il cambio di stato del personaggio che oltre a prendere danno potrà acquisire veri e propri bonus o malus, per dare un’idea potrebbe ammalarsi, rompersi un braccio o caricarsi di adrenalina (sono status inventati al fine di esempio che non è assolutamente detto troverete nel gioco).

Veniamo invece all’aspetto narrativo. La storia in realtà è piuttosto breve e lineare. Anche nelle successive partite sarà improbabile che scoprirete nuovi bivi o dettagli. Detto questo il gioco incentiva comunque a fare più partite grazie ad una meccanica di trial and error molto spinta che, probabilmente, vi farà venir voglia di cercare la combinazione migliore di azioni per raggiungere il risultato migliore possibile. Ovviamente, le partite successive saranno più veloci e corte della prima.

Riguardo la scalabilità c’è poco da dire, il numero di giocatori è puramente opzionale e potete giocarlo da soli quanto in 10. L’unico vincolo è l’ergonomia al tavolo per riuscire a vedere tutti i componenti piazzati per cui vi consigliamo di rimanere entro i 4 giocatori.

| Backstories: Alone Under the Ice in sintesi

Titolo Backstories: Alone Under the Ice
Autore Jules Messaud, Anthony Perone
Lingua versione provata Inglese
Editore versione provata La Boite de Jeu
Altri editori GateOnGames, Ravensburger, …
Numero giocatori Da 1 a 6
Durata partita Massimo circa 70 minuti
Anno pubblicazione 2024
Altri titoli
Meccaniche Punta e clicca, puzzlegame, narrativo, trial and error
Dipendenza dalla lingua Utilizzo abbondante di gioco nel gioco
Difficoltà di apprendimento Bassa
Prezzo indicativo (in data recensione) Poco più di 16 euro per la versione italiana

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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