Pilgrims – Tutorial e Recensione – All’avventura con compagni improbabili – OnTheBoard 153

di Daniel “Renberche” | Pilgrims: Curious Adventures

Titolo Pilgrims: Curious Adventures
Autore Radim Jurda
Lingua versione provata Inglese
Editore versione provata Pink Troubadour
Altri editori
Numero giocatori 1-4
Durata partita 45 minuti
Anno pubblicazione 2025
Altri titoli
Meccaniche Movimento su griglia, Set collection, Contratti, Bonus finali
Dipendenza dalla lingua Nessuna
Livello di difficoltà Medio-basso
Prezzo indicativo (in data recensione) Da definire

Avventure curiose in una terra da favola

| Cos’è Pilgrims: Curious Adventures

Pilgrims: Curious Adventures è un gioco competitivo da 1 a 4 giocatori, dove vestirete i panni di viandanti in cerca di nuove esperienze attraverso una terra fiabesca. Raccoglierete oggetti utili, incontrerete amici insoliti e vivrete numerose avventure. Tutto questo vi aiuterà a sviluppare la vostra banda di viaggiatori. L’obiettivo? Diventare il viandante più esperto, con le tasche piene delle migliori storie da raccontare attorno al falò. E ovviamente con più punti vittoria. Da grande appassionato di fiabe appena l’ho visto in uscita a Essen 2025 è finito nel mio radar.

Il gioco si sviluppa su 4 round e si basa su una meccanica di puzzle di movimento, dove ogni turno presenta un piccolo enigma: come combinare al meglio le abilità di movimento del vostro gruppo per navigare la mappa e raccogliere le carte giuste.

L’autore del gioco è Radim Jurda, artista visivo e game designer ceco noto per il suo stile distintivo disegnato a mano. Ha tra l’altro co-creato il videogioco Creaks. Anche Pilgrims si basa sul videogioco omonimo di Amanita Design, acclamato studio indie ceco fondato nel 2003 da Jakub Dvorský, creatore anche di Machinarium, Botanicula e Samorost.

La versione qui esaminata è della Pink Troubadour.

| Le Regole

Pilgrims: Curious Adventures si gioca su 4 round, ciascuno rappresentante un singolo giorno. Ogni round prevede che i giocatori completino 3 turni ciascuno, utilizzando i propri token movimento.

Gli elementi principali del gioco sono:

  • Ogni turno è diviso in quattro fasi: Movimento, Attivazione, Avventura e Rifornimento
  • Nella fase di Movimento, i giocatori scelgono uno dei quattro schemi di movimento disponibili sulla propria plancia (a piedi, a cavallo, in barca o in carrozza) per muoversi sulla mappa 5×5 e raccogliere carte oggetto o compagno
  • Durante l’Attivazione, possono giocare una carta oggetto sotto un personaggio con il simbolo di attivazione corrispondente per utilizzarne l’abilità speciale
  • Nella fase Avventura, possono completare carte avventura scartando oggetti e compagni richiesti per ottenere punti vittoria e miglioramenti permanenti
  • Le carte avventura sono divise in due livelli: Livello I (blu, più facili) e Livello II (verde, più difficili ma con maggiori ricompense)
  • I giocatori possono anche iscriversi alle missioni pubbliche, obiettivi condivisi che premiano chi si iscrive per primo
  • I token trifoglio rappresentano la fortuna e possono essere spesi per convertire simboli, pescare carte extra o attivare abilità speciali
  • Alla fine del quarto round, vince chi ha ottenuto più punti vittoria sommando carte avventura completate, missioni pubbliche e trifoglio rimanenti

| Impressioni

Grafica e componentistica

Personalmente trovo la grafica di Pilgrims semplicemente deliziosa. Lo stile disegnato a mano trasuda charme e fantasia, con personaggi buffi e colorati che sembrano usciti da una fiaba moderna. Ogni carta è un piccolo quadretto illustrato con cura, ricco di dettagli e personalità.

I componenti sono di buona qualità: carte robuste, token in cartone spesso e plance giocatore ben organizzate. Le pedine in legno sono essenziali ma funzionali. La mappa 5×5 è chiara e ben leggibile, con iconografia intuitiva.

Un plauso particolare va alla scatola, di dimensioni contenute e perfettamente organizzata per contenere tutti i componenti in modo ordinato.

Ambientazione

L’ambientazione fiabesca è ben integrata nel gameplay, anche se serve un po’ di fantasia. Ogni carta avventura è una piccola storia, e i personaggi che si incontrano hanno ciascuno la propria personalità. Non si tratta di un’ambientazione profonda o narrativamente complessa, ma il gioco riesce a creare un’atmosfera leggera e incantata che accompagna piacevolmente l’esperienza di gioco.

Chi conosce il videogioco originale di Amanita Design apprezzerà ancora di più i riferimenti e i personaggi familiari, ma il gioco da tavolo funziona benissimo anche per chi si avvicina a questo mondo per la prima volta. Forse dopo un po’ emergerà più l’elemento meccanico, ma provate a fare le quest pensando all’avventura che state vivendo.

Regolamento

Il regolamento è ben scritto e strutturato in modo logico. Gli esempi illustrati sono numerosi e chiariscono ogni dubbio. La presenza delle tessere di riferimento per ogni giocatore aiuta moltissimo durante le prime partite, riassumendo le fasi del turno e le possibilità di utilizzo dei token trifoglio.

La sezione dedicata al gioco in solitario contro il falconiere è ben integrata e non risulta un’aggiunta posticcia. Anche le regole avanzate con le carte viaggio sono spiegate chiaramente.

L’unico piccolo appunto riguarda la necessità di consultare il retro del regolamento per i dettagli di tutte le abilità e i miglioramenti.

Meccaniche e caso

Il cuore del gioco sta nel puzzle di movimento. Ogni turno bisogna valutare quale schema di movimento utilizzare per raggiungere le carte più utili sulla mappa, cercando di anticipare le mosse degli avversari. Questo crea una tensione costante e decisioni sempre interessanti.

La gestione del proprio gruppo di compagni è altrettanto importante: ogni personaggio ha abilità specifiche attivabili con determinati oggetti, e capire quando usarli e quando ritirarli per completare un’avventura è fondamentale per la vittoria.

I token trifoglio aggiungono un livello di flessibilità tattica permettendo di “aggiustare” situazioni altrimenti impossibili, ma vanno gestiti con parsimonia perché sono preziosi.

Il fattore fortuna è presente ma limitato. La pesca delle carte dalla mappa è visibile a tutti, quindi l’unica aleatorietà vera sta nel rifornimento delle carte avventura e nelle pescate quando si finisce su uno spazio occupato. Questo rende il gioco abbastanza controllabile e strategico.

Le carte avventura di livello I e II sono ben bilanciate: le prime permettono di accumulare punti rapidamente, mentre le seconde offrono miglioramenti molto più potenti che possono fare la differenza nei turni finali.

Interazione tra i giocatori

L’interazione è prevalentemente indiretta ma molto presente. La competizione per le carte sulla mappa, per le avventure nel display e soprattutto per iscriversi per primi alle missioni pubbliche, anche se la differenza per queste è di pochi punti.

Non ci sono meccaniche di attacco diretto, ma “rubare” una carta avventura o un compagno fondamentale per la strategia avversaria può avere un certo impatto. Questo può creare un po’ di frustrazione, soprattutto se si gioca in 3-4 giocatori.

Longevità

La longevità è buona grazie a diversi fattori. Il setup variabile delle carte avventura e delle missioni pubbliche rende ogni partita diversa. Le carte viaggio del gioco avanzato aggiungono ulteriore varietà e obiettivi personali da perseguire.

I diversi leader hanno abilità leggermente diverse (usando il lato B delle tessere leader), e sperimentare varie combinazioni di compagni e strategie mantiene il gioco sempre piacevole da giocare.

Scalabilità

Il gioco scala bene da 1 a 4 giocatori. In due e tre giocatori c’è più spazio sulla mappa e meno competizione diretta per le risorse, rendendo il gioco leggermente più rilassato. In quattro la tensione sale e ogni mossa conta di più. Come conseguenza sale anche l’elemento fortuna, in quanto sarà più difficile impostare delle strategie. Personalmente lo apprezzo soprattutto in due giocatori.

La modalità solitaria contro il falconiere è ben realizzata e offre diverse difficoltà (facile, media, difficile e hardcore) che permettono di trovare la sfida giusta. L’avversario automatico è gestito in modo semplice ma efficace, senza rallentare troppo il gioco. Ci ho fatto diverse partite e già al terzo livello la sfida si fa interessante.

Conclusioni

Pilgrims: Curious Adventures è una piccola gemma che unisce meccaniche solide a un’estetica molto bella. Il puzzle di movimento ad ogni turno offre decisioni interessanti senza appesantire il gioco, rendendolo accessibile anche ai giocatori meno esperti o alle famiglie, pur mantenendo abbastanza profondità per soddisfare i giocatori più navigati.

La gestione del proprio gruppo di compagni, la collezione strategica di oggetti e la corsa per completare le avventure più redditizie creano un’esperienza di gioco dinamica e coinvolgente. I token trifoglio aggiungono quella dose di flessibilità tattica che permette di adattarsi alle situazioni impreviste.

Il gioco brilla particolarmente nella sua capacità di creare tensione senza conflitto diretto, mantenendo un’atmosfera leggera e giocosa. La durata contenuta lo rende perfetto come apertura di serata ludica o per partite veloci in famiglia.

Se siete fan del videogioco originale (di cui per ora conosco poco, ho visto solo dei gameplay), questo adattamento da tavolo vi conquisterà. Ma anche chi non ne ha mai sentito parlare troverà in Pilgrims un family game ben congegnato, bellissimo da vedere e piacevole da giocare.

Grafica incantevole e componenti di qualità Tempi morti all’aumentare del numero di giocatori
Meccanica del puzzle di movimento intuitiva Il fattore fortuna può occasionalmente frustrare
Ottima scalabilità da 1 a 4 giocatori L’ambientazione si perde nelle meccaniche
Regole accessibili ma con buona profondità
Durata perfetta per un family game
Modalità solitaria ben realizzata

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Race! Formula 90. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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