Tag Archives: Bruno Cathala

Yamatai: Cathala ci porta nuovamente in Jappone

di Alberto “Doc” Yamatai

Ne avevamo già parlato in una flash news dei primi di maggio di quest’anno (a proposito, Flash news corner tornerà presto dopo che l’effetto “fiere d’autunno” si sarà esaurito), accennando solo all’idea di gioco che esprimeva. Ora a distanza di diversi mesi abbiamo finalmente una presentazione di Yamatai più definita che vale la pena approfondire. Seguitemi e diamo un’occhiata insieme a questa nuova creazione di Bruno Cathala che vedrà la sua produzione sotto il marchio Days of Wonder.

CONAN board game | Dicecraft #08

di Luca “Maledice79” Lanara Conan

Dopo ere geologiche Conan il Barbaro è arrivato sul nostro tavolo. 2 anni di attesa dal kickstarter saranno valsi la pena per Doc e Maledice? Dopo aver scoperto con dovizia di particolari tutte le miniature e i componenti con l’unboxing, i Nauti si avventurano nel regolamento e nell’anima vera del gioco, scontrandosi niente meno che in mare aperto. Master contro eroi, e in palio c’è la testa della bella (e ignuda) Belit. Riuscirà Maledice, nei panni Conan e truppa, a salvarla o soverchierà l’ordine dell’universo con la sua consueta inclinazione al caos? Scopritelo in questo scorcio di partita, tra gemme Fatica, asciate, arcieri e poderosi flutti marini: buona visione!

Cherry Games #6 – 7 Wonders Duel + Star Realms

di Sara “Miss Meeple” Trecate e Daniel “Renberche”

Spesso si dimentica il potenziale espressivo che può essere inserito all’interno di un piccolo riquadro cartaceo di pochi centimetri quadrati che costituisce la sostanza di una carta da gioco. Nelle nostre mani possiamo tenere eserciti sconfinati, immensi palazzi, futuristiche navicelle spaziali. C’è chi, ahinoi, addirittura pensa di vedere sciocche profezie che risultano quasi idionsicratiche al raziocinio di cui siamo dotati, ma per la gran parte di noi esse sono soltanto un motivo di divertimento e di evasione, e per questo oggi abbiamo deciso di porre in auge due giochi che hanno nelle carte il loro essere, partendo dagli albori dell’antichità fino ad un futuristico mondo spaziale.

In più è con piacere che rinnoviamo, dopo un anno di pausa, la rubrica degli cherry games, dedicati ai giochi per due, e in particolare un grazie alla nuova voce del gruppo dei nauti, all’ardua prova della scrittura a quattro mani.

Five Tribes: I Geni di Naqala – Recensione

di Davide “Canopus”

Quando si percorre l’impervia strada del recensore capita spesso di porsi pippe mentali sulle meccaniche dei giochi, come per esempio se Five Tribes utilizza la meccanica della mancala oppure no. La mancala è una meccanica che trova origine in Africa e Medio Oriente, quindi è già suggestivo che l’ambientazione di Five Tribes sia proprio uno di quei paesi arabi che danno i natali alla mancala, se poi ci mettiamo il fatto che la parola mancala deriva dal termine arabo naqala, la cui traduzione è ‘spostare’, direi che il cerchio si chiude. Giusto per saperne di più, la mancala è una meccanica per cui da una casella si raccolgono tot pezzi e si piazzano nelle caselle successive, uno per casella, finché non terminano, eseguendo un’operazione detta semina, quel che succede dopo in quanto ad eventuali effetti dipende dal tipo di gioco. Il dubbio nasce in me dal fatto che generalmente la mancala si gioca su un percorso circolare o comunque lineare, mentre in Five Tribes ci si muove bidimensionalmente su una griglia di 30 tessere. Detta questa piccola curiosità storica, avevo già avuto modo di provare Five Tribes allo Spiel 2014 e non mi aveva colpito per niente, mi era sembrato decisamente troppo freddo e macchinoso, forse anche colpa del pessimo inglese del dimostratore e dei reference sheet solo in tedesco. Ritrovato agli Asterion Gaming Days a giugno di quest’anno, gli ho dato una seconda possibilità, giusto per essere magnanimo, e non so se parte del merito va anche alla spiegatrice, paradossalmente molto più preparata del tizio di Essen, ma mi è piaciuto tantissimo. L’impressione fu folgorante: un puzzle da risolvere, una matrice di tessere con sopra pedine colorate e bonus, un rebus da risolvere prima e contro gli avversari nel distribuire le pedine così da ottenere il massimo effetto dai bonus e, per finire, un sistema di punteggio che tiene conto praticamente di tutto quello che si fa nel gioco. Certo, il regolamento non era assolutamente semplice ed immediato e le possibilità erano tante, ci sta che spiegato da un tedesco che mastica poco l’inglese non avessi capito poi molto. Mea culpa! Five Tribes è ‘frutto’ di quel Bruno Cathala che già ci ha stupiti con Abyss, Cyclades, Shadows over Camelot e tanti altri, ed edito dalla Days of Wonder, ormai anche questo un altro modo di dire Asmodee. Ovviamente, quel sottotitolo, i geni di Naqala, non si riferisce ad un luogo ma è un riferimento alla mancala, se lo cercate su google maps vi salterà fuori la sede dell’Asterion. Ma ora andiamo a conoscere i geni di Naqala.

2 x 2 = 7 Meraviglie + 2 bande di razziatori

di Daniel “Renberche”

In quest’articolo descriverò due giochi per due giocatori che potrebbero interessare a quella fetta di pubblico che gioca prevalentemente (o molto) per l’appunto in coppia. Qui su Gioconauta c’è una piccola rubrica dedicata e ho voluto anche questa volta andare con un bis di titoli, il primo è di uno degli autori più famosi, il secondo è la rivisitazione di un famosissimo gioco di carte. Speriamo almeno che siano divertenti e all’altezza dei loro autori.

On the Board #73: Shadows over Camelot

di Luca “Maledice79” Lanara

“Re Artù una favola della buonanotte che ho già sentito”

Con questa frase il più famoso archeologo definisce l’epopea della tavola rotonda e della sua fantomatica città Camelot. La ritroviamo in questo cooperativo (con tanto di traditore) dove vestiamo i panni di quei prodigiosi cavalieri, combattendo per la Spada nella Roccia e per il Santo Graal. Difendendo la magnifica capitale da orde d’invasori, armati di bellissime catapulte e cattive intenzioni. Shadows over Camelot è sicuramente un classico dei nostri giorni, ma non potevamo fare a meno di recensirlo in questo On The Board. Chissà se anche Lancilottto, furbo come un gatto, è riuscito a farla franca. Buona Visione…

Sos Titanic – Recensione

di Davide “Canopus”

Sos Titanic è un gioco che se lo vedete apparecchiato su un tavolo attirerà inevitabilmente la vostra attenzione. Il motivo sta nella particolare plancia che rappresenta il Titanic che si inabissa e che è di fatto un libro in cui si sfogliano le pagine man mano che si procede nella partita. Certo vi trarrà un po’ in inganno dato che vi farà pensare finalmente all’anello di congiunzione tra libro e gioco da tavolo. Non è così, ma se ci pensate l’idea è comunque davvero geniale. D’altronde, Cathala e Maublanc sono una coppia ormai collaudata e che può vantare nel loro curriculum di game design titoli come Noah, Dice Town, Cleopatra e la Società degli Architetti e Cyclades, posso azzardare una buona premessa. In questo gioco dovrete portare in salvo i passeggeri del Titanic prima del completo affondamento della nave tramite un meccanismo di creazione di scale numeriche con delle carte che ricorda molto il solitario di windows. Si tratta di un cooperativo a punti dove potrete modificare la storia riuscendo a portare in salvo tutti i passeggeri o quasi: i passeggeri di terza classe non sono nel gioco in quanto se ne salvarono purtroppo un numero davvero risicato. Gioco cooperativo che purtroppo è passato decisamente inosservato nel nostro paese, anche se non ne capisco esattamente il perché. A mio parere il gioco fa il suo lavoro trasmettendo senso di ansia e urgenza man mano che le carte si accumulano e rimescolano in un ritmo davvero frenetico. Ne risulta un titolo avvincente e veloce, sebbene ammetto sia molto matematico. Ma ora tutti a bordo… no, vi prego, di Caprio proprio no!

On the Board #48: Abyss

di Luca”Maledice79″Lanara

Nel profondo degli Abissi esiste un regno fatto di intrighi e magie. Non stiamo parlando della sirenetta, ma di un mondo molto piu’ cupo. Va beh inutile dilungarsi di piu’,abbiamo parlato già tanto di Abyss in questa recensione. Alla fine come da voi richiesto abbiamo comunque fatto anche un On the Board (o almeno qualche mese fa). In realtà stiamo anche aspettando il ritorno di Canopus dal quinto continente, e stiamo provando con calma le ultime novità per evitare strafalcioni (si veda gli errori nel video). Quindi buona visione..

Privacy Policy