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Jewels: mercanti di preziosi nel regno di Marylia

di Alberto “Doc”

Nell’ultimo numero di Flash News Corner abbiamo accennato ad un progetto tutto italiano in corso su Kickstarter in queste settimane. Mi sto riferendo a  Jewels progettato e prodotto dalla E9Solutions. Venuti in possesso della bozza del regolamento, oggi approfondiamo l’argomento per capire meglio di che si tratta e se può essere interessante partecipare alla raccolta fondi.

Five Seals of Magic: un nuovo Arcimago per la Torre Arcana

di Alberto “Doc”

Fra i vari titoli che le case editrici di Igrology e Hobby World porteranno allo Spiel 2015 ve n’è uno comune che ha saputo catturare la mia attenzione grazie ad una grafica ben fatta e colorata. Incuriosito sono quindi andato a curiosare fra le righe della presentazione di Five Seals of Magic e a leggermene il regolamento che vi riassumo con alcune mie considerazione qui di seguito.

Dark Tales: espansioni Biancaneve e Cappuccetto Rosso

di Davide “Canopus”

È passata circa una settimana da quando ho parlato di Dark Tales, è ancora sto fischiettando la sigla di Duck Tales. In quella occasione avevo avanzato la perplessità che il gioco presentasse qualche problema di longevità e richiedesse, anche nel breve termine, continue espansioni diventando una sorta di “macchinetta mangia-soldi”. Ipotesi che sembra supportata dal fatto che il gioco presenta già due espansioni, Biancaneve e Cappuccetto Rosso. Dark Tales è stato presentato ad Essen nel 2014 già con la sua prima espansione, Biancaneve, cosa che in genere fa pensare che il gioco non sia completo e che l’espansione contenga quello che manca. La seconda espansione, Cappuccetto Rosso, invece, è stata presentata durante la Play di Modena nel 2015. Riguardo alle espansioni, nella mia vita di giocatore ho passato due fasi, la prima in cui se acquistavo un gioco poi dovevo avere anche tutte le espansioni relative, badando poco al valore aggiunto che fornivano. Nella seconda, e per mia fortuna attuale, controllo molto cosa mi offre in più un’espansione prima di acquistarla. Sia chiaro, non sono contrario a priori, anzi può essere un meccanismo interessante per mantenere vivo un gioco, ma spesso purtroppo si tratta di aggiunte poco significative, se non pure deleterie, con scopi di marketing, ravvivando il nome di un titolo, o di mungere una mucca a cui probabilmente è rimasto ben poco latte, piuttosto che fornire davvero un miglioramento dell’esperienza ludica. Lo dico perché credo sia giusto sapere la posizione di un recensore su un dato argomento prima di leggere una recensione fortemente inerente a quell’argomento. La questione quindi diventa: “le espansioni di Dark Tales sono elementi per trasformarlo in una macchinetta mangia-soldi?”… io vi consiglio di continuare a leggere e non dare nulla per scontato.

Dark Tales – Recensione

di Davide “Canopus”

Dark Tales è un gioco di carte completamente Made in Italy (per quel che conta in quanto non è per forza garanzia di qualità nel mercato dei boardgame) che ha esordito all’ultimo Essen. Parliamo subito di una questione per me estremamente spinosa, ogni volta che leggo Dark Tales mi viene in mente Duck Tales e nella mia testa parte inesorabilmente per ore la sigla italiana del cartone animato. Sono certo che chi ha scelto il titolo di questo gioco, che sia Zizzi o qualcuno della dV, ha sicuramente avuto la mia stessa reazione passando giorni interi a fischiettare avventure di paperi e guardando il mondo con amara malinconia. Andando oltre la mia follia, riflettevo su una questione relativa all’ambientazione, che spero abbiate capito che è “fiabe e favole” e non “Zio Paperone”. Una volta le fiabe erano qualcosa di relegato al mondo dell’infanzia e fonte di ispirazione per qualche cartone per i più piccoli, Disney insegna. Oggi direi che la tendenza è letteralmente cambiata, con blockbuster hollywoodiani, ma non solo, che almeno una volta all’anno riportano sul grande schermo le favolette con cui mi addormentavo da bambino reinterpretate con cast stellari, effetti speciali e tagli decisamente più adulti e, spesso, macabri (che se fossi ancora un bambino di una certa età non so quanto prenderei sonno a vedere certe cose, in compenso ora che sono grande e grosso mi addormento sul divano mentre li guardo). Credo che a Zizzi, che già ricorderete per la sua partecipazione alla realizzazione di titoli come Al-Rashid e Hiperborea, non sia sfuggito questo trend e abbia avuto un certo lampo di genio nell’affidare la grafica a Daniele Oriuzzo, ottimo artista con esperienza nell’illustrazione di alcune delle carte di Magic. Il risultato è effettivamente in linea con il fenomeno, personaggi fiabeschi in chiave dark e molti vestitini succinti. So cosa state pensando… fiabe + gioco di carte = gioco di narrazione. E invece no! Dark Tales è un gioco rapido e dinamico dove i giocatori pescano carte e giocano carte per attivarne gli effetti e raccogliere punti e oggetti. Editore e distributore la dV Giochi, la stessa di Bang! e Anno Domini, e che negli anni scorsi si era un po’ concentrata su party game e giochi di conoscenza. Commercializzato anche in inglese e con una struttura “modulare”, ossia possibili valanghe di espansioni, al momento in cui scrivo ce ne sono già due, di cui una uscita con il gioco. Ma ora veniamo al dunque, c’era una volta…

Hansa – Recensione

di Daniel “Renberche”

Nel tardo Medioevo venne a formarsi una lega di città al fine di aumentare i profitti derivanti dagli scambi commerciali, ottenendo nel tempo un vero e proprio monopolio nell’area dell’Europa Settentrionale e del mar Baltico. Immagino che tutti voi nutriate l’ambizione di divenire il Signore di queste città-stato anseatiche, ottenendo così fama e ricchezza. Ma per farlo sarà necessario navigare in lungo e in largo, creare una potente rete di mercati, ricercare le merci più preziose e venderle al momento più opportuno. Tutto questo lo ritrovate nel gioco Hansa.

On the Board #63: The Ancient World

di Luca “Maledice79” Lanara

In un mondo antico dimenticato dal tempo, enormi titani terrorizzano la terra. Cinque tribu’ in fuga da queste calamità per secoli, hanno deciso di opporsi. Uno si aspetterebbe una guerra, invece si vedono crescere città-stato per porre fine a questo regno di terrore. I giocatori sono queste città e si scontreranno per attirare più tribù possibili dalla loro parte. Questa è la premessa di The Ancient World, portando il risultato del dado di Gioconauta su… Buona Visione!!

On the Board #60: The Witcher – Adventure Game –

di Luca” Maledice79″ Lanara

Penso che questa volta l’ambientazione non ha bisogno di presentazioni. Finalmente il videogioco di ruolo più discusso di questa generazione, trova la sua trasposizione in gioco da tavolo, The Witcher. Quindi vestiamo ancora una volta i panni del famoso cacciatore di mostri Geralt di Rivia, in questa ultima fatica di  Ignacy Trzewiczek, già visto in Imperial Settler. Appena aperta la scatola ci siamo trovati davanti un classico lavoro Fantasy Flight: grafica da urlo, decine decine di token, carte di ogni genere/colore e gli immancabili dadi (e questa volta davvero di classe). Subito dopo la fatidica domanda: ma sarà all’altezza delle aspettative? La risposta nel video. Buona Visione..

Origin – Recensione

di Davide “Canopus”

Fin dal primo momento che ho visto questo gioco apparecchiato su un tavolo ad Essen 2013 mi ha conquistato per la bellezza estetica e per la particolarità del tema trattato. Probabilmente non è il primo gioco che parla della colonizzazione del planisfero da parte della razza umana, ma questo lo fa con una enorme quantità di pedine di legno finemente realizzate e decorate a tema… e sono tantissime. In tale situazione non riuscii a mettere le mani su una copia di Origin, dato che andò sold out il penultimo giorno, e io, che ero al mio primo Essen, aspettai l’ultima giornata nella speranza che scendesse il prezzo. Povero stolto! Ma evidentemente era destino che incrociassi la strada di quelle splendide pedine in legno, perché mesi dopo riuscii a procurarmi Origin, e pure a condizioni economicamente più favorevoli ;-). L’autore, Andrea Mainini, è probabilmente più conosciuto per essere co-autore di Sails of Glory, ha fatto parlare di se anche nell’edizione 2014 di Essen per Ifrito, gioco davvero bellissimo da vedere, ma purtroppo non da giocare a mio parere (de gustibus). Ma Origin non è solo un gioiellino di componentistica, anche la grafica colpisce nel segno, questa è frutto del lavoro di una certa Nephyla; illustratrice che non conoscevo e per la prima volta al lavoro su un boardgame con, secondo me, ottimi risultati (anche se ammetto che da il meglio di se con la copertina e le immagini che contornano la scatola). E ora ripercorriamo i primi anni, facciamo millenni, della razza umana…

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