Swordfish: a pesca con Ghenos Games

di Federico “Kentervin”

Dopo averci dato la possibilità di rivivere le mitiche gesta di Lupin, Pierluigi Frumusa continua a regalarci emozioni con Swordfish, gioco scritto a quattro mani con Davide Rizzi ambientato nel mondo della pesca al pesce spada. Scordatevi i pomeriggi passati a sonnecchiare in riva al lago, aspettando che qualche pesce abbocchi: qui dovremo procurarci un peschereccio, affrontare temibili tempeste e navigare in acque insidiose, subendo la concorrenza degli altri pescherecci e con il rischio di ritrovarci con un pugno di mosche alla fine della giornata. Mica facile la vita del pescatore.
Il gioco, per 2-6 giocatori e della durata di 75 minuti, si presenta curato graficamente (anche qui, come per Lupin, c’è lo zampino di Giorgio De Michele) e si presenta come un classico gioco di pickup & deliver, con i giocatori impegnati a muovere i propri pescherecci nelle varie zone del tabellone, allo scopo di pescare pesci spada da rivendere al mercato.
La partita si snoda lungo 15 turni, durante i quali le condizioni metereologiche possono variare: sul tabellone è presente una Scala Beaufort che serve ad indicare il valore del vento nelle zone in cui è rappresentata una tempesta (che sono tipicamente le più pescose). Vi è un apposito mazzo di carte da cui attingere (una carta per turno) e che possono fare salire o scendere il livello del vento, rendendo impossibile la pesca in alcune zone nel caso il livello raggiungesse il valore di 8 o più.
I giocatori possono noleggiare vari tipi di pescherecci, caratterizzati da velocità di crociera, velocità massima, consumo di carburante, capacità di carico e resistenza alla tempesta.

– Velocità di crociera: indica il numero di movimenti che un peschereccio può eseguire in un turno senza spendere carburante;
– Velocità massima: indica il numero di movimenti che un peschereccio può eseguire in un turno spendendo carburante;
– Consumo di carburante: indica il consumo di carburante del peschereccio quando questo si muove alla massima velocità;
– Capacità di carico: indica il numero massimo di tasselli pesce spada che egli può trasportare. Una volta caricato, il pesce spada non può più essere ributtato in mare, ma va venduto al mercato.
– Resistenza alla tempesta: indica la capacità di una nave di resistere anche in condizioni metereologiche avverse

Ovviamente a caratteristiche migliori si accompagnano a costi di noleggio superiori: sulla plancia infatti è riportata una tabella che riassume prezzi e statistiche dei pescherecci. Qui troviamo anche una tabella di vendita del pesce, divisa per tipo (dai Rats, che pesano 25 chilogrammi, fino ai più pregiati Triple Markers che possono arrivare ai 150 chilogrammi di peso) e che indica anche la distribuzione dei pesci nelle varie zone di mare. Queste sono 4, indicate da vari colori (giallo, verde, azzurro e rosso). I pesci migliori si trovano nella zona di pesca rossa, che è la famosa Flemish Cap, ma è anche la più pericolosa.
Procuratoci il nostro peschereccio, sarà la volta di assumere anche capitani, caricare esche e carburante. I costi cambiano a seconda del porto di partenza, quindi si dovrà scegliere il porto con un occhio di riguardo al portafoglio, considerato che la posizione influenzerà la nostra strategia. Tutti gli acquisti fatti vengono pagati in PV.
Una volta che tutti hanno concluso la fase acquisti, si passa al movimento delle navi, che possono muoversi lungo le rotte tracciate sul tabellone da un’ancora all’altra (un’ancora può contenere fino a 3 navi), o da un’ancora ad una boa ad essa collegata (in questo caso ci può essere solo una nave).
Si controlla se ci sono tempeste nelle zone dove sono presenti i pescherecci (con la Scala Beaufort a 8 o più): viene confrontato il valore di resistenza della nave (che va da 7 a 10) con il valore della Scala Beaufort. Se il valore della tempesta è superiore alla resistenza del peschereccio, questi fa naufragio (viene perduto tutto il carico di pesce, il carburante ed il capitano). Il peschereccio viene messo sull’ancora più vicina se già non vi si trova. Nel caso vi siano già tre pescherecci nell’ancora più vicina, esso viene rimosso dal gioco; altrimenti, nel turno successivo può essere trainato in un porto da qualsiasi giocatore che può rivendicarne così la proprietà pagando 1 Punto Vittoria.
Chiunque si ritrovi senza la possibilità di noleggiare un peschereccio ed assumere un capitano per carenza di Punti Vittoria, può avvalersi dell’Assicurazione Portuale, che gli permetterà di ottenere un peschereccio da 4 Punti Vittoria con un capitano a bordo.
C’è poi la fase di pesca, durante la quale i giocatori potranno:

– 1 Pescare esche fino a tre volte: i giocatori pescano delle esche, tirando un dado ed aggiungendo il risultato ottenuto alla scorta di esche del loro peschereccio;

– 2 Pescare pesci spada fino a tre volte: Al costo di una esca, il giocatore può pescare dal sacchetto del colore corrispondente alla boa in cui si trova il proprio peschereccio. Una volta estratta la tessera, il giocatore può decidere se tenerla, posizionandola sul proprio peschereccio, o rigettarla dentro al sacchetto. Non è possibile scartare tessere precedentemente posizionate nel peschereccio per fare posto a quelle nuove. Inoltre un peschereccio può contenere solo un numero di tessere limitato (da 1 a 4), è vietato quindi pescare se il limite di carico del peschereccio è già stato raggiunto. Se un giocatore pesca uno squalo (Mako), egli deve decidere se tenerlo o scartarlo, ma in entrambi i casi egli non potrà più continuare a pescare pesci spada. E’ inoltre vietato trasportare più di due Mako nello stesso peschereccio.

– 3 Pescare un pesce spada ed un’esca (o viceversa)
A causa del sovraffollamento, nel caso ci fosse più pescherecci su boe collegate dalla stessa ancora, l’azione numero 3 non sarebbe disponibile. Inoltre le prime due azioni sarebbero limitate (sarebbero possibili solo due tentativi di pesca e non tre).

Pescare al Flemish Cap è molto pericoloso e solo i più coraggiosi si avventurano in quelle acque. I primi 4 pescherecci che pescano in quella zona vengono ricompensati con un gettone Flemish Cap che alla fine della partita verrà convertito in 4 Punti Vittoria (ma che viene scartato se il peschereccio affonda).

Una volta che il peschereccio è carico del prezioso pesce, esso può ormeggiare ad uno dei due porti e venderlo. Vi sono un numero limitato di caselle preposte alla vendita del pesce; una volta che le caselle saranno tutte occupate, non sarà più possibile vendere il pescato, ma sarà necessario attendere il turno successivo. Non è possibile riprendere la navigazione con un peschereccio che ha ancora del pesce; non appena un peschereccio lascia il porto, questo viene restituito ed è necessario noleggiarne un altro. Il capitano viene fatto scendere e posizionato nel porto, il carburante e le esche rimangono disponibili al giocatore, che può noleggiare un altro peschereccio nello stesso porto e farlo subito salire. Se invece il giocatore decide di partire da un altro porto, potrà spendere carburante per spostare il capitano nel porto corrispondente.

Completato il 15° turno, vi è una ulteriore fase di movimento e di vendita, dopodiché si contano i Punti Vittoria e si assegnano quelli relativi ai gettoni Flemish Cap.
In caso di parità, vince il giocatore con più capitani in gioco. Se la parità persiste la vittoria verrà assegnata a chi avrà più esche e carburante. In caso di ulteriore parità la vittoria sarà condivisa.

Rispetto al suo predecessore Lupin, che poteva dare adito a molti dubbi e perplessità, qui ci troviamo davanti ad un tedesco “quadrato”, con meccaniche già viste e tipiche di questo genere di giochi, miscelate insieme e calate in una ambientazione originale e ben resa.
L’elemento aleatorio è contenuto, limitato alla sola pesca della carta per le variazioni del tempo atmosferico, il che permette di perseguire una propria strategia (sempre che i giocatori ce lo permettano, ovviamente).
Dove la fortuna entra prepotentemente in gioco invece è nella fase di pesca del pesce spada. Tale meccanica riporta inevitabilmente alla memoria Jenseit von Theben, ma non si tratta di una mera scopiazzatura, quanto la scelta più logica e aderente alla realtà. Scelta che condivido in pieno e che aggiunge una certa tensione al gioco, che risulterebbe altrimenti un po’ freddo: sicuramente i puristi potrebbero storcere il naso, ma dopotutto il meccanismo rende bene l’idea.
Il gioco non presenta particolari spunti di originalità (a parte l’ambientazione, sicuramente diversa dal solito), ma si offre al giocatore con un connubio di meccaniche ben collaudate e funzionali all’ambientazione. Il gioco è semplice, lineare e scorre senza forzature: i 15 turni passano fin troppo velocemente, costringendo i giocatori a scelte spesso dolorose.
Swordfish non mette in campo nulla di nuovo, ma nonostante tutto si rivela un gioco interessante, che porta con sé una certa tensione (le tempeste, andare a pesca, il timore di vedersi tutti gli spazi per la vendita del pesce occupati) unita alla (piacevole) sensazione di non avere abbastanza tempo e risorse per fare tutto. Gradita la possibilità di giocare anche in 6 giocatori (il che renderà gli spazi ancora più stretti e la lotta serratissima): consiglio di provarlo se ne avrete la possibilità, andare a pesca non è mai stato così divertente.

Un pensiero su “Swordfish: a pesca con Ghenos Games

  • Avatar
    3 Gennaio 2013 in 17:53
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    Ottima spiegazione,
    Il gioco e’ ben fatto ottimi i materiali. regole tutto sommato semplici.

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