La Fuga di Velia, scappare dall’orda squadrista

di Daniel “Renberche” | La Fuga di Velia

Solo un tema storico può farmi giocare a un’escape room da tavolo.

La Fuga di Velia è un’escape room da tavolo, ovvero un gioco dove dovrete risolvere degli enigmi logico-matematici per trovare la soluzione di un caso o, come nel gioco in questione, arrivare alla conclusione di una vicenda storica, cercando di non far catturare la protagonista.

E la protagonista in questo caso è Velia Titta, poetessa e romanziera, nota per essere stata la moglie di Giacomo Matteotti, deputato del Partito Socialista, assassinato da una squadraccia fascista esattamente cento anni fa, il 10 giugno 1924.

L’autrice del gioco è Atropo Kelevra, per Officina Meningi in collaborazione con l’Archivio di Stato di Rovigo e la Casa-Museo Giacomo Matteotti. Il gioco è per uno o più giocatori in modalità cooperativa.

Vista la tipologia di gioco eviterò di dare informazioni troppo specifiche o di mostrare carte o dettagli che potrebbero spifferare elementi del gioco.

Fino a qualche tempo fa era possibile avere il gioco con una spesa minima dal sito, attualmente non so se vi sono altre copie rimaste, anche perché anche il Prof. Barbero se ne è presa una, ma credo sia possibile richiederle presso l’Archivio di Stato di Rovigo.

Ambientazione

Il gioco ci riporta nell’Italia degli anni ’20, in un periodo molto turbolento quando, a due anni dalla Marcia su Roma, in un clima di pesanti intimidazioni si erano svolte delle elezioni politiche inficiate da brogli e minacce da parte dei militanti fascisti. Il deputato socialista Giacomo Matteotti, in un discorso divenuto tristemente celebre, dichiarò l’invalidità di tale elezione e pochi giorni dopo fu vittima di agguato da parte di una squadra fascista.

Il gioco ci colloca in questo momento, quando ancora non è pubblica la sorte del deputato ma già si aveva contezza di quanto era accaduto, nonostante Mussolini negasse il suo coinvolgimento. Il nostro scopo è quello di portare in salvo la moglie, Velia, facendola fuggire dalla casa di residenza a Fratta Polesine, vicino Rovigo, cercando di metterla in salvo dalla cattura da parte da parte dei fascisti.

Il Gioco

Non posso dare molti dettagli sulle meccaniche per evitare di rovinare l’esperienza, se avete provato un’escape room da tavolo troverete tutti gli elementi classici, quindi enigmi da trovare, elementi da scovare, combinazioni da risolvere il tutto gestendo la sorte di questa donna braccata dai militanti fascisti che premono per catturarla.

Delle mappe vi daranno delle informazioni sul come organizzare i movimenti, e le carte saranno l’elemento centrale del gioco. C’è una discreta componente di esplorazione e un buon sistema di narrazione.

Impressioni

Parto da due premesse. La prima è che sono sempre stra-favorevole a questi tipi di collaborazioni tra istituti pubblici e case editrici, per produrre giochi che uniscano all’esperienza ludica quella divulgativa, specialmente per quanto riguarda episodi storici. La seconda è che in generale odio le escape room da tavolo, come spiegai in questo articolo di qualche anno fa, ma nonostante questo, spinto dalla curiosità ho voluto ugualmente completare la storia.

Il gioco, a livello di enigmi, mi è parso abbastanza semplice, mi sembra chiaro che il target principale siano non i giocatori esperti ma un pubblico più generalista, soprattutto (e spero succeda) studenti. Vi è anche una carta di aiuto, da usare in situazioni di stallo, che in caso di partite a scuola potrebbe essere usata dall’insegnante in caso di richieste. Come è noto, questi giochi prevedono una sola partita, nel senso che giunti alla fine avrete vinto o perso ma gli enigmi saranno svelati.

A livello di materiali le carte sono di buona qualità, purtroppo gli standee in acrilico sono risultati praticamente impossibili da inserire nei supporti, semplici ma efficaci le mappe e particolarmente ben curate le illustrazioni delle carte. Da veneto non posso poi che apprezzare la valorizzazione di Fratta Polesine, dove potrete visitare la casa dove il gioco ha inizio, ovvero Casa Museo Matteotti, e promuovere quella che è considerata la patria della nebbia, ovvero Rovigo.

Apprezzata la bibligorafia alla fine, per chi fosse interessato segnalo una recente ristampa per Bonbiani di Giacomo Matteotti. Un italiano diverso, a cura di Gianpaolo Romanato, che tratta propria la corrispondenza tra Matteotti e la moglie.

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Race! Formula 90. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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