L’interpretazione dei (bi)sogni – ¡Adiós Calavera! – Recensione

di Flora |¡Adiós Calavera!

Titolo¡Adiós Calavera!
AutoreMartin Schlegel
Lingua versione provataMultilingua (Inglese, tedesco, italiano, francese)
Editore versione provataMücke Spiele
Altri editoriTranjis Games
Numero giocatori2
Durata partita25 minuti
Anno pubblicazione2017
Altri titoliAqua Romana, Bangkok Klongs, West of Africa, M.
MeccanicheMovimento “Point-to-point”
Dipendenza dalla linguaNessun testo nel gioco
Prezzo indicativo (in data recensione)Attualmente, circa 35€

Ore sette e trenta: suona la sveglia. Siamo ormai al termine del lungo rituale che ogni mattina mi strappa dalle braccia di morfeo.  

L’unico rumore, roco e sommesso, che pervade la stanza è proveniente dal gatto che attende ai piedi del mio letto, impaziente di essere sfamato.

Mi alzo lentamente e tento di riprendere il pieno controllo di mente e corpo, ma – ripensando al sogno vissuto la notte appena trascorsa – un brivido di inquietudine percorre la schiena.

Mi dirigo verso la cucina alla spasmodica ricerca di un caffè, quando mi accorgo che sul tavolo della cucina un allampanato figuro attende silenzioso.

Le orbite degli occhi sono talmente infossate da sembrare vacui universi lontani.  L’indice dinoccolato sta puntando una scacchiera, di fronte a sé.  

Con voce stentorea proferisce: “Non temere i morti; decidi quale percorso intraprendere”.

Non capisco bene se mi sia stata appena consegnata una delle verità assolute dell’universo oppure se si tratti di un raffinato riferimento strategico.

In ogni caso, mi siedo e comincio a giocare.

| Il Gioco

In ¡Adiós Calavera! i giocatori rappresentano i vivi e i morti che si incontrano durante la festività messicane del Dia de los Muertos. Diversamente dalla tradizione americana ed europea, le anime dei morti visitano i vivi per festeggiare tale ricorrenza con i propri cari.

Nel gioco, prima di separarsi nuovamente, i vivi e i morti propongono una scommessa: chi riuscirà a tornare per primo nel proprio mondo deciderà sull’altro per un anno.

Le otto pedine dei giocatori partono allineate, ciascuna occupando un lato del tabellone quadrato, adiacente al lato dell’avversario. La posizioni di partenza son indicate sulla plancia ed i turni dei giocatori procedono alternati.

Lo scopo del gioco è riuscire a portare tutte le proprie pedine fuori dal tabellone, ciascun giocatore dal lato opposto rispetto a quello di partenza (con inevitabili interferenze!), prima del proprio avversario.

Ogni fazione dispone di otto pedine, a doppia faccia. Quattro pedine per ciascun giocatore sfrutteranno le regole di movimento standard e, pertanto, saranno girate dal lato raffigurante, rispettivamente per la fazione dei vivi e dei morti, un fiore ed un teschio. Una pedina normalmente avrà tanti punti-movimento quante pedine, proprie o dell’avversario, sono presenti in linea retta nella direzione che sta percorrendo.

Nella versione base del gioco, il giocatore deciderà, inoltre, di conferire a quattro pedine un potere speciale.

La abilità speciali sono utilmente riassunte in una tabella presente nel regolamento, corredata da due player aid per la rappresentazione grafica dei movimenti.

Le abilità speciali sono aggiuntive e facoltative rispetto alle regole di movimento ordinarie.

In ogni caso, non è permesso attraversare uno spazio dove sia presente una pedina, sia del giocatore attivo, sia dell’avversario.

| Analisi del Gioco

Diamo i numeri: Due fazioni. Due tabelloni (con differenze prettamente estetiche). Tre caselle del tabellone con effetti particolari. Otto poteri speciali per le pedine, simmetrici tra i due giocatori. Cinque varianti, per aumentare-diminuire la complessità e l’utilizzo dei poteri speciali di cui poc’anzi.

Magico potere del riordino: lo spazio occupato è poco, la scatolina è decisamente contenuta.

Fattore C: l’alea non esiste. E’ un gioco ad informazione completa.

Primo giocatore: l’ultima persona che è stata in Messico.

Regola di fine turno-spezza spareggi: se il giocatore che è riuscito a far uscire tutte le proprie pedine dal tabellone è il giocatore che ha cominciato a giocare per primo, viene consentito all’avversario di condurre un ultimo turno. Se vi è un pareggio, in linea con lo spirito del gioco, la vittoria è condivisa.

Coefficiente Kandinskij: decisamente alto il livello di astrattezza del gioco. Apprezzabile lo sforzo di rendere “facce della stessa medaglia” le pedine raffiguranti i personaggi utilizzati dai due giocatori, nonché leggermente tematizzati i poteri speciali.

 

| Considerazioni personali

¡Adiós Calavera! mi è piaciuto: grazie alle varianti proposte alla fine del regolamento consente di adattare il livello del gioco all’esperienza dei due giocatori al tavolo. Interessante la variante di selezione dei poteri speciali tramite draft. La scelta del posizionamento iniziale delle pedine, pur vincolate dal gioco in una specifica “formazione”, rappresenta il primo rompicapo da risolvere. Chiaramente esistono dei posizionamenti in astratto più proficui, ma in realtà ogni partita risulta estremamente dipendente dal posizionamento delle pedine avversarie.

I materiali con cui il gioco è realizzato sono di buona qualità, pur non spiccando. Apprezzabili sia il simbolino posizionato vicino ai personaggi alter-ego per identificarli più facilmente, sia il regolamento, chiaro e conciso. Unica pecca il prezzo attuale: leggermente aumentato per la scarsa reperibilità del gioco. L’impianto regolistico decisamente semplice esalta la profondità del titolo che può essere giocato sia con estrema spensieratezza, sia con un freddo cinismo calcolatore.

Torno al tavolo di gioco.

Trattengo il fiato, pensando in parte alle mosse ingenue che ho improvvidamente eseguito, in parte a cosa succederà di me quando l’ultima pedina avrà completato il suo percorso.

Ore sette e trenta: suona la sveglia.

Al prossimo astratto ambientato!

Flora

 

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