League of Legends da tavolo si chiama Rum & Bones

di Marco “alkyla” Oliva

Dunque, dove eravamo rimasti. Ah sì, qui il Doc ci aveva introdotto uno skyrmish a tema piratesco prodotto dalla Cool Mini or Not di nome Rum & Bones. Da allora ne è passata di acqua sotto i ponti…ed anche di accordi su una localizzazione italiana, per cui noi amanti del genere siamo lieti di apprendere della sua pubblicazione in Novembre ad opera della nostrana Pendragon Game Studio, sempre con la collaborazione oramai consolidata di Asterion Press.
Ma prima, per i fortunati che ci andranno, c’è da godere della possibile prova in quel di Essen 2015, per cui direi che i tempi sono maturi per un approfondimento del regolamento. Così, giusto per non farsi trovare impreparati, leggiamo un po’ cosa ci aspetta.

Un fugace sguardo della componentistica presentataci gentilmente in anteprima nel corso degli ultimi Asterion Gaming Days, per stessa ammissione dell’editore, ci aveva fatto capire come questo titolo mutuasse le meccaniche da League of Legends, l’ubernoto gioco di combattimento on-line della Riot Games. Ebbene la lettura delle istruzioni in inglese conferma questa prima impressione.

Rum 1Vedete i vascelli qui di fianco? Ogni giocatore ne controlla uno, ponendosi a capo di una tra le due ciurme Wellsport Brotherwood e Bone Devils. Ogni vascello è costituito da caselle e quei tre ponti che li collegano sono i punti attraverso cui una ciurma può tentare di arrembare il vascello avversario. A che pro? Il fine ultimo è distruggere i segnalini obiettivo, quelle caselle lungo il ponte che rappresentano l’armeria, il sartiame, l’albero maestro, il timone ed il cannone. Ciascuno ha 8 punti ferita ed una volta abbattuti conferiscono 2 punti vittoria ciascuno. Vince chi per primo raggiunge il punteggio di 6. Giacché parliamo di accostamento ai videogiochi, ai più scafati non sarà sfuggita l’analogia con la classica modalità “cattura la bandiera”.

Non scendiamo troppo nel particolare del turno del giocatore, anche perché composto da ben 9 fasi, ma limitiamoci a ripercorrerne i momenti salienti.

Rum 2Innanzitutto è il cannone a bombardare una casella avversaria a scelta con 4 dadi, colpendo col 4 in su qualsiasi miniatura vi si trovi sopra, quindi non obiettivi o creature marine.
Poi recluta miniature della ciurma da caselle arruolamento che si trovano alle spalle di sartiame, albero maestro e timone. A inizio partita ciascuno dispone già di 4 miniature per casella. Queste miniature attaccano una casella adiacente, colpendo con un 3 o 4, secondo la rispettiva tipologia, e poi si muovono di una casella verso il vascello avversario. Ad una miniatura della ciurma basta un colpo per essere eliminata.

Rum 3Più articolato è il controllo degli eroi. Schierandone 5 nel set up iniziale, il giocatore ne attiva sempre solo 3 e con ciascuno esegue fino a 3 azioni. Con una singola azione può muoversi di 2 caselle oppure attaccare o usare abilità che possono avere anche un costo in monete, secondo quanto indicato sulla loro carta o infine, se si trova sul bordo di un vascello, può aggrapparsi alle cime per atterrare su una casella dell’altro. Quest’atto eroico però comporta un rischio. Il giocatore lancia un dado e se il risultato è inferiore alla distanza percorsa, l’eroe scivola fuoribordo ed esce dalla plancia sino a nuovo reclutamento!

Molto interessante anche la possibile entrata in scena del Kraken, che può avvenire a questo punto. Ogni giocatore dispone un proprio mazzo di carte. A fine turno ne pesca fino ad averne 3 e può giocarne quante vuole, quando si verifica la condizione riportata. I loro effetti alterano le azioni del proprietario o dell’avversario, ma anche nel loro utilizzo è insito un rischio. Rum 4Se la carta giocata contiene uno o più simboli Kraken, viene scartata in un’apposita pila. Dopo aver attivato i suoi eroi, il giocatore tira 2 dadi e, se il loro totale è pari o inferiore al numero di simboli, il Kraken fa irruzione tra i vascelli. La sua tile spazza via temporaneamente il ponte di collegamento centrale e tutte le miniature su di esso. Poi attacca tutte le miniature adiacenti e gli eroi entro 2 caselle del giocatore con più simboli Kraken, prima di inabissarsi. Anche il Kraken però è un obiettivo: ha 16 punti vita e abbatterlo frutta 2 punti vittoria.

S’intuisce subito che le premesse per uno skirmish da 2 ben ambientato e dai materiali sontuosi ci sono tutte.
Senza la prova su strada resta ancora da capire quanto si prolunghi una partita in cui i punti vittoria sono manifesti e quanto sia incidente la mano dell’ “uomo” (che di fatto controlla le carte e gli eroi, nemmeno il movimento delle altre miniature) rispetto a quella del “fato”, che bada ai dadi di tutti e ai mostri marini.
Sembrano un po’ pretestuose le varianti in più di due giocatori, in cui in sostanza ci si divide il numero di eroi da controllare nelle sole due fazioni.

In attesa della traduzione Pendragon, ecco dove reperire il regolamento in inglese. Di tutto quanto detto, prego, leggere per credere.

Un pensiero su “League of Legends da tavolo si chiama Rum & Bones

  • 17 Settembre 2015 in 22:21
    Permalink

    Ecco non so, ma questo gioco non mi attira proprio per niente. L’ho visto agli Asterion Gaming Days, ottimi materiali e miniature splendide ma oltre a questo non riesco a trovarlo stimolante. Non che non mi piacciano gli skirmish o i giochi di miniature, ma in questo non riesco a vedere lo scopo.Mi riprometto però di provarlo alla prima occasione.

    Cmq vi leggo sempre con piacere,
    un saluto a tutti
    Davide Nippo

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