Gamia Games: a Essen tra vichinghi, civilità aliene ed eroi fantasy

di Alberto “Doc”

Dato che il conto alla rovescia per Essen ormai è partito e i tempi stringono, dato che i regolamenti ci sono e non ci sono, inizierò a raccontarvi delle novità in uscita per Spiel 2015 cercando di accorpare le info che trovo in rete con un minimo denominatore comune. In questo caso, visto che trovo interessanti entrambi i titoli (o quantomeno promettenti) mi dedico in questo pezzo ai tre giochi con cui si presenterà Gamia Games in fiera ovvero Bardagi: The Claim for Gold, Ancient Aliens: Creators of Civilizations e Mastery: become a Hero.

pic2646866_mdIniziamo partendo con l’intramontabile ambientazione vichinga di Bardagi: The Claim for Gold. Le terre dei norreni non vivono giorni facili: le risorse scarseggiano e c’è tensione fra i membri della società. L’alto conte decide di inviare un gruppo di coraggiosi a prendere possesso di un nuovo arcipelago di isole che sembrano abbondare di risorse naturali ma anche di civiltà barbare con cui confrontarsi. I colonizzatori dovranno garantirsi le risorse in qualsiasi maniera, commerciando, combattendo o convertendo i barbari ai loro culti. Gli approcci pacifici inoltre potranno portare altri vantaggi come l’integrazione dei nativi nel proprio clan che potranno così essere di aiuto per la realizzazione degli obiettivi di gioco. Oltre a questo i giocatori potranno interagire anche con aree neutrali dove commerciare ed apprendere l’uso delle rune e dovranno sviluppare religione, benessere e ricchezza. Al termine del gioco, chi avrà collezionato più oro sarà il vincitore.
Venendo a quanto faremo nel corso della partita, i giocatori saranno a capo di un clan composto da un guerriero, un sacerdote un mercante e una nave. Ognuna di queste unità avrà un prioprio mazzo di carte con cui poter eseguire le proprie azioni per ottenere il possesso delle terre delle isole. Ogni giocatore avrà una plancia rappresentante il proprio villaggio di partenza dove migliorare le proprie unità e immagazzinare le proprie risorse che otterranno ad ogni turno in base ai territori posseduti. Risorse che saranno fondamentali per ripristinare gli scudi delle proprie unità (così da conquistare nuove terre e difendere quelle possedute), migliorare le costruzioni, comprare rune e commerciare per ottenere oro. Alla fine di un determinato numero di round la partita ha termine e si calcola l’ammontare di oro e gli altri punti bonus derivanti da altri indicatori per determinare il vincitore.
La presentazione di questo titolo mi ha molto incuriosito soprattutto per i diversi approcci con cui si possono sottomettere le popolazioni barbare. Nonostante i card-driven non siano i giochi da me preferiti (spesso li sento un po’ limitanti) il fatto che ogni unità abbia il proprio mazzo mi fa tenere comunque in considerazione questo titolo perché intravedo la possibilità di una buona varietà di scelte da intraprendere. Sebbene il comparto grafico non mi faccia impazzire, per me rimane un gioco sicuramente da provare se ne avrò l’occasione.

pic2645779_mdIn Ancient Aliens: Creators of Civilizations, partiamo dall’idea che siano stati gli alieni a dare all’umanità quell’aspetto civilizzato che ci ha contraddistinto da un certo punto in avanti della nostra storia. I signori della Galassia, trovata la Terra brulicante di primitivi umani, sono atterrati su quattro continenti differenti condividendo le loro conoscenze con i nostri lontani antenati dandogli una nuova impronta.
Anche in questo caso siamo davanti ad un card-driven in cui ogni giocatore sarà a capo di una delle quattro razze aliene disponibili. Ogni razza ha le proprie capacità speciali e la propria agenda da completare in termini di civilizzazione. Sfruttando il mazzo di 20 carte di ogni fazione, i giocatori ogni turno potranno giocare fino a quattro carte e selezionare una delle tre azioni presenti su ogni carta. Fra quelle possibili ci sono: costruire edifici, che garantiscono risorse e poteri divini, migliorare il proprio gruppo di umani tramite avanzamenti tecnologici o genetici, scatenare disastri naturali sulle aree avversarie per fermare il loro progresso, ed altro ancora.
Con l’avanzare della partita i giocatori verranno in possesso di sempre maggiori risorse e poteri divini con cui costruire monumenti che forniranno alla fine della partita svariati punti con cui vincere il gioco.
Il titolo ha una ambientazione molto carina ed ha tutte le caratteristiche di un gioco di civilizzazione light. La nota interessante è che nonostante l’ispirazione fantascientifica, il gioco prende a piene mani da reperti e manufatti storici (come ad esempio l’anacronistico meccanismo di Antykithera) e da teorie non canoniche sull’evoluzione e sulla presunta visita di forme di vita extraterrestri che avrebbero aiutato e plasmato le grandi antiche civiltà.
Anche in questo caso quindi la mia curiosità è stata più che stuzzicata. Il gioco nonostante venga presentato in fiera, sarà solo in demo e non acquistabile. Sarà però possibile preordinarlo ad un prezzo vantaggioso per poi poterlo ricevere in primavera del 2016.

pic2651911Concludo questa carrellata con Mastery: become a Hero, titolo per due giocatori in cui vestiremo i panni di eroi che si affronteranno su un campo di battaglia sfruttando le proprie abilità attraverso l’uso di un proprio mazzo costruito con il deck-building. Le partite si sviluppano attraverso una serie di round in cui si svolgeranno le seguenti fasi: Inizio turno, Pesca delle carte, Movimento, Combattimento e Fine turno. Nonostante le fasi non siano descritte, sono comunque piuttosto parlanti ed è facile immaginare cosa faremo durante ognuna di queste.
Una volta creato il proprio mazzo, le carte che vengono usate ad ogni round sono selezionate all’inizio di questo e non possono essere cambiate fino alla fine dello stesso. Le carte fra cui scegliere si dividono in tre tipologie: Azioni&Magia, Oggetti, Equipaggiamento. I turni si susseguono fino a quando uno dei due combattenti non è sconfitto.
Il titolo mostra delle caratteristiche piuttosto classiche che troviamo in molti giochi di combattimento da due e per  quanto comprensibile nella presentazione sembra avere uno svolgimento molto lineare. Fondamentale per tutti i titoli come questo sarà capire quali possibilità danno le carte e come queste si combinino fra di loro. Sarà proprio questo secondo me a fare la differenza fra “qualcosa di già visto” e “qualcosa di originale”.  Anche questo titolo benché proposto in fiera sarà acquistabile solo nel 2016.

Gamia Games in conclusione si propone con tre titoli che, dalle presentazioni che ho letto, possono dire la loro in particolare trovo sicuramente da approfondire i primi due che ho citato che mostrano a mio avviso degli elementi di originalità. Non mancherà perciò una visita al loro stand durante i quattro giorni di fiera per toccare con mano queste novità e valutarle sul campo.

Un pensiero su “Gamia Games: a Essen tra vichinghi, civilità aliene ed eroi fantasy

  • 27 Settembre 2015 in 13:16
    Permalink

    Grazie per la splendida recensione,

    ti informo che il gioco è su kickstarter da 2 giorni e abbiamo raggiunto il primo goal. Ora puntiamo agli stretch goals !

    httpss://www.kickstarter.com/projects/gamiagames/bardagi-the-claim-for-gold

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