Super Blood Harvest – The Moon is a Vampire

di Franz “riivaa” | Super Blood Harvest

Tornare dai fasti delle fiere d’autunno è un po’ come fare le due di notte prima di un giorno lavorativo. Arrivati a quel punto ci troviamo davanti a un dilemma: salutare tutti e tornarcene a casa, per dormire le quattro ore e mezza giuste che ci permettono una neuroattività nella norma; o restare per l’after e fare un dritto fino al lavoro, scoprendo cosa succede intorno alle 3:12 di notte (di solito niente di buono).

Ecco quindi che con lo zaino ancora caldo di manuali di gioco in rientro da Lucca, mi accingo a parlarvi di uno dei kickstarter che ho finanziato stamattina…

“Ci sono distese di porcellana fluo dietro la Luna dove gli esseri umani non muoiono, vengono spremuti…”

È lì che ci troviamo ora. A bordo della nave madre di una razza di vampiri spaziali che, a giudicare dall’arredamento, godono di un vasto assortimento di disturbi psichici.

Ancora sporchi dei fluidi corporei dei nostri amici, dovremo decidere cosa fare: tuffandoci nei fiumi ematici dei dotti di alimentazione, sorvolando il mare delle larve nere, fronteggiando le sinistre anguille dalla faccia umana, sfidando gli intergalattici ragni dorati e finendo inevitabilmente per sollevare le ire dell’Ombra Antica, il sovrano oscuro e malvagio che tira le fila di un esercito di bambole di carne.

Questo è l’incipit del primo dei tre capitoli di Super Blood Harvest, il primo prodotto dell’artista americano Dirk Leichty, in questi giorni su kickstarter. Tre avventure surreali basate sul sistema indie di Into the Odd. Un sistema elementare e intuitivo compreso all’interno di ciascun volume. L’ambientazione e le splendide grafiche di Dirk mi hanno riportato alle pagine della mia amata bizarro fiction. Da qualche parte tra “La casa sulle sabbie mobili” di Carlton Mellick III e “I culoblin di Auschwitz” di Cameron Pierce, ci sta la fantascienza delirante di Super Blood Harvest. La prima avventura infatti vi porterà sul lato oscuro della luna prigionieri di vampiri spaziali che tentano di imbottigliarvi. Con la seconda deraglierete sulla superficie lunare, davanti a un misterioso tempio. Con la terza incontrerete le acropoli senzienti di Marte, in fuga da uno sciame di automi razziatori.

Per quanto riguarda le meccaniche di base: i personaggi sono pregenerati e ciascuno ha le sue peculiarità e tre statistiche. I tiri salvezza si basano su un roll-under d20: per ottenere un successo bisogna tirare un dado a venti facce e fare un risultato inferiore alla statistica del personaggio. C’è la possibilità di avere vantaggio o svantaggio. In questo caso tireremo due dadi e terremo come risultato: il più alto in caso di vantaggio o il più basso in caso di svantaggio. La Destrezza determina l’ordine di turno nei combattimenti. Durante ciascun turno potremmo fare un movimento e un’azione tra: attacco, tentare di mandare in rotta l’avversario o azioni non-attacco. Non c’è tiro per colpire. Se terminiamo i punti vita andremo a consumare la statistica Forza, quando questo succede c’è la possibilità di ottenere una ferita. Vi sono poi due azioni difensive gratuite: schivare e bloccare, che ci permettono di dimezzare i danni a determinate condizioni.

Vi ho praticamente spiegato come si gioca, considerando che le regole stanno su due pagine A4.

Come avrete capito il grosso del lavoro Dirk l’ha messo sulla conversione della sua arte in ambientazione. Operazione che secondo me è resa bene dai personaggi della prima avventura. All’interno dei tratti essenziali del sistema, è riuscito a tratteggiare dei personaggi sufficientemente curiosi da mettere voglia di giocarli. Potremmo infatti decidere di essere un cacciatore di mostri o un contorsionista, un medium o un domatore di ombre… Diciamo che se cercavate i soliti stereotipi, forse non è proprio il vostro gioco.

Va ricordato che Dirk è principalmente un artista, non un game designer. Il prodotto a livello ludico è decisamente essenziale: non ci sono background, non c’è lore, non ci sono descrizioni delle stanze che vadano al di là di ciò che si lega alle quattro meccaniche in croce che reggono Super Blood Harvest. Tutto si appoggia alla potenza evocativa delle illustrazioni di Dirk. Una nebulosa di fantasia punk dall’animo DIY. Questo francamente lo apprezzo. Anche perché qui non parliamo di portare un gruppo di power-player a soddisfare la loro sete egotica di critici. Qui si tratta di sopravvivere a un trip al neon, con la DMT maiuscola.

Parlando di pledge: con 14€ vi portate a casa i pdf di tutte e tre le avventure: ciascuna di 32, 44 e 70 pagine (circa). Se invece desiderate il cartaceo, il costo è di 37€ (spese di spedizione escluse). Il prodotto è interamente in un inglese elementare. C’è qualche termine inconsueto, ma nel complesso è molto meno dipendente dalla lingua di altri giochi di ruolo.

Il pdf della prima avventura è reperibile gratuitamente alle seguenti coordinate: D4RK.51D3.0F.TH3.M00N

Ecco il link alla campagna di crowdfunding: link Kickstarter

Per tuffarvi invece nell’immaginario del suo creatore su Instagram: dirkwithavengeance

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