Ion, la Chimica si fa gioco!

di Daniel “Renberche”

Alzi la mano a chi non piace la Chimica…ehm ok abbassatele pure..Va bene, magari la materia non piaceva a tutti, forse più che bilanciamenti, legami o composti ricordate la sfilza di 4 che vi alettavano l’esistenza adolescenziale, ma è innegabile che questa nobile scienza sia intrisicamente meravigliosa, e alla base del progresso umano. Quindi quando salta fuori un gioco che ne trae spunto per una mezz’ora di divertimento non si può che non esserne curiosi.

Buona lettura!

Il titolo di cui mi accingo a parlare è Ion: A Compound Building Game ideato da John Coveyou per la Genius Game e al momento sta navigando a vele spiegate nel mare di kickstarter, superando di molto la quota minima necessaria al finanziamento. Si tratta di un gioco basato interamente sul card drafting che vedrà novelli chimici riuscire a far più punti vittoria realizzando composti stabili.

Numero di giocatori: 2 – 7
Durata: 30 minuti
Link al kickstarter: click
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Dipendenza dalla lingua: praticamente nulla

Setup & Materiali  

Al momento è previsto nella scatola base il seguente set di componenti:

  • 47 carte Ione
  • 18 carte Gas Nobile
  • 7 carte Composto (1 x Acido, 2 x Basico, 4 x Sale)
  • 24 tessere Azione (8 x Select Two, 8 x Take From Middle, 8 x RXN)

Il setup segue i seguenti passi:

  1. Dividere le tessere Azione in gruppi di 3 attraverso la lettera presente sul retro (i numeri non contano), posizionarli a faccia in su e far scegliere ad ogni giocatore un gruppo. Ogni giocatore avrà quindi un trio di tessere, una per tipo, ma non dovrà guardare il valore  numerico stampato sul retro.
  2. Preparare un mazzo con le carte Ione e Gas Nobile, mescolarle e posizionarne 4 di diverse a faccia in su sul tavolo. Distribuirne poi 8 ad ogni giocatore.
  3. Posizionare infine 2 (3 se si è in più di 5 giocatori) carte obiettivo Composto pescate casualmente.

Il Gioco

La partita si snoda lungo 3 round costituiti dalle seguenti fasi:

  1. Ogni giocatore sceglie una carta dalla propria mano e la pone coperta sul tavolo. Quando tutti hanno scelto si rivelano e si posizionano di fronte a se, scegliendo se creare un legame ex novo oppure aggiungere l’elemento ad uno già esistente.
  2. Le carte rimanenti vengono passate al giocatore alla propria sinistra e si riparte col passo antecedente fino a che non saranno rimaste due carte in mano, condizione che equivale alla fine del round.
  3. Vengono ora conteggiati i punti:
    • Composti Neutrali: le combinazioni di elementi creati che hanno un valore algebrico ion_card2di carica nullo forniscono i punti vittoria indicati dalle carte che li costituiscono.
    • Gas Nobili: i legami formati dalle carte in questione forniscono rispettivamente 2/5/9 punti per 1/2/3 carte, anche di tipo differente.
    • Composti obiettivo: se siete riusciti a realizzare uno dei composti indicati dalla carta ottenete il numero più piccolo raffigurato, se entrambi il valore più alto, questo per ogni carta obiettivo presente.

Un’azione aggiuntiva che può essere eseguita è l’utilizzo delle tessere Azioni. Queste permettono di scegliere una carta tra quelle presenti scoperte sul tavolo, di modificare i legami già creati o di giocare due carte Elemento in un unico passo. Una volta utilizzate vanno girate e rimarranno tali fino al termine della partita.

Alla fine di ogni round si riesegue la procedura indicata nel setup, ad eccezione delle parti inerenti le parti riguardanti le tessere Azione. Fatti tre round al punteggio finora eseguito si sottraggono i punti indicati da quest’ultime utilizzate durante la partita.

Considerazioni

ion_card1E’ evidente che il punto di forza di Ion è l’ambientazione, perché in quanto a meccaniche è praticamente un 7 Wonders depotenziato. Resta comunque simpatica l’idea di creare i legami, guadagnando punti per quelli elettricamente neutrali, sarebbe stato più bello se il livello del dettaglio fosse stato un po’ più alto, ma il target cerca di essere il più ampio possibile. Ammetto che il gioco mi tenta molto, in quanto talune ambientazioni, seppur a volte forzate, smuovono anche l’animo del più duro dei german; inoltre la grafica sembra molto bella e accattivante. Sicuramente mi riporta alla mente un altro gioco ambientato nel mondo della Chimica, ovvero Compounded, titolo che vi consiglio di provare.

Renberche

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

4 pensieri riguardo “Ion, la Chimica si fa gioco!

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    23 Aprile 2015 in 10:06
    Permalink

    Da chimico non posso che commentare :D
    Il bilanciamento della carica elettrica era una meccanica che avevo adottato anche io nel mio primo prototipo di un gioco sull’alchimia, poi abbandonata perché congiuntamente alle altre lo rallentava troppo; ci si trovava spesso a fare calcoli su calcoli e la paralisi d’analisi e era dietro l’angolo.
    In generale l’idea di un gioco sulla chimica il realtà non è così originale come sembra, qualcosa di simile sullo stesso tema, anche più articolato già esiste, per esempio mi viene in mente “Compounded” https://www.dicehatemegames.com/games/compounded/
    Fa comunque piacere sapere che escano nuovi titoli del genere e che vengano anche apprezzati, sono un ottimo strumento ludico per trasmettere divertendosi delle nozioni scientifiche. Quest’ultimo in particolare, essendo da quanto ho capito “ridotto all’osso” come meccaniche, potrebbe fungere da ottimo supporto didattico all’insegnamento della chimica.

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    23 Aprile 2015 in 21:59
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    A me ricorda un gioco di carte fatto dal mio prof, ma era impostato come un Ramino, ed era requisito per chiudere sapere tutti i composti effettuati, e anche coerenti chimicamente.. Ma era fatto apposta per noi chimici…mi ricordo le cristonate per l’NH4OH…:)

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    23 Aprile 2015 in 22:00
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    Come meccanica 7 Wonders semplificata mi sembra davvero troppo simile a Sushi Go.

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    24 Aprile 2015 in 22:39
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    Da completo ignorante di chimica, commento anch’io.
    Le premesse sono interessanti, e anche se fosse solo un clone pari pari di Sushi Go (gioco fin troppo sottovalutato in favore di zio 7Wonders), avrebbe comunque dalla sua un’ambientazione molto più “nerd vecchia scuola”. Sarei curioso di provarlo, e di vedere quanto può essere forte la componente didattica in un filler di pochi minuti

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