Imperial Settlers: costruire un impero in 60 minuti

di Alberto “Doc”

Esiste un gioco di civilizzazione, con una ambientazione palpabile, che possa essere considerato di media difficoltà, con delle tempistiche di gioco entro le due ore e che possa al termine della partita lasciarti il senso di aver dato vita ad un impero? Sono molti i titoli che hanno provato a rispondere a questa complessa domanda. Alcuni hanno fallito, altri sono riusciti ad avvicinarsi ma nessuno a mio avviso ha colto veramente nel segno dato che conciliare “civilizzazione” e “tempi contenuti” non è un’alchimia facile da ottenere senza dover limare su ambientazione, soddisfazione e dettaglio di gioco. La Portal prova a dire la sua con Imperial Settlers, un titolo che è stato presentato alla Gen Con 2014 e che sembra aver riscosso il suo buon successo fra chi lo ha provato. Regolamento alla mano, vediamo di che si tratta.

L’ambientazione ci porta in un mondo in cui Romani, Barbari, Egizi e Giapponesi hanno scoperto delle nuove terre da colonizzare. Inizia così la corsa per poter espandere i propri confini ed accedere alle risorse e opportunità che si trovano in queste lande. I giocatori prendendo la parte di pic2115429una delle quattro fazioni si daranno da fare per rinforzare l’economia dei propri imperi attraverso la costruzione di nuovi edifici, estrarre risorse e coltivare nuovi prodotti con miniere e fattorie e addestrare nuove truppe con cui difendersi e prevalere sugli avversari visto che le terre sono limitate e presto o tardi si arriverà ad un inevitabile scontro.

Venendo alle meccaniche di gioco, la casa editrice dichiara sulla pagina dedicata a questo titolo che esso prende esplicita ispirazione dal sistema di regole già collaudato con il precedente 51st State.
Ogni giocatore riceve un mazzo di 30 carte, uniche per la propria fazione, una plancia e un segnalino relativi alla propria fazione.
Una partita si sviluppa lungo cinque turni in ognuno dei quali verranno svolte le seguenti fasi:

  • Fase di Lookout: i giocatori entrano in possesso di nuove carte, sia dal proprio mazzo di fazione che da quello comune.
  • Fase di Produzione: i giocatori entrano in possesso di nuove risorse e lavoratori che vengono generati dalla loro fazione.
  • Fase Azione: è il cuore del gioco in cui i giocatori utilizzando i propri lavoratori, risorse e carte eseguiranno diverse fra le seguenti azioni per espandere il proprio impero e collezionare punti vittoria:
    • Costruire una location: che consente di posizionare dalla propria mano una delle carte Fazione o comuni nella propria area di gioco pagando i relativi costi.
    • Stipulare un accordo: che consente di concludere un accordo con una delle carte Fazione (non quelle comuni) della propria mano.
    • Distruggere: con cui rimuovere una carta comune dalla propria mano o una location avversaria per riceverne in cambio risorse.
    • Attivare una azione di una carta location: che consente di accedere ad una delle abilità delle proprie locazioni in gioco pagandone i relativi costi.
    • Impiegare due lavoratori per ottenere una risorsa o una carta (dal proprio mazzo o da quello comune).
  • Fase di Mantenimento: in cui vengono eliminati lavoratori, risorse, carte, oro e segnalini, siano questi stati usati o meno.

pic2089670Al termine del quinto turno, la partita si conclude e viene proclamato vincitore chi ha conseguito più punti vittoria.

Il titolo come avrete già capito ruota interamente attorno alle 220 carte presenti nella scatola che possono essere utilizzate in modi diversi durante le partite. Si tratta di un gioco asimmetrico dove ogni giocatore parte con la propria fazione e con determinate abilità uniche concesse dal proprio mazzo di 30 carte. Non manca l’interazione sia diretta (Distruggere) che indiretta (rubandosi le carte del mazzo comune).  Grafica e componentistica sembrano ben curate ed in sostanza il tutto sembra promettere bene. La perplessità più grande che ho quando mi trovo di fronte a giochi di questo genere è il bilanciamento, vista la diversità delle quattro fazioni. Oltre a questo è bene anche valutare il peso con cui la fazione ti “costringe” a seguire le proprie peculiarità che a mio avviso deve essere presente ma non per forza vincolante a una determinata strategia. I commenti post GenCon su BGG mostrano pareri piuttosto positivi e non nascondo che sarà uno dei titoli che vorrò provare fra i primi quando sarò ad Essen.  Per i vostri approfondimenti ecco il REGOLAMENTO.

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One Response to Imperial Settlers: costruire un impero in 60 minuti

  1. Avatar Kentervin ha detto:

    La genesi di questo gioco, come riporta lo stesso autore in uno degli articoli del suo “diario” (potete spulciare su BGG) è molto singolare.
    Quando approdò a Play 2013 per dimostrare il suo Robinson Crusoe, gli fu chiesto di fare una demo di 51st State.
    La partita fu per lui un vero incubo, in quanto si ritrovò spesso nella situazione di riprendere un giocatore in quanto il gioco mette molti paletti (non puoi chiamare lo scoring più di 3 volte a partita, non puoi fare questo, non puoi fare quello, eccetera).
    Il nervosismo del giocatore in questione saliva di pari passo con il disagio dell’autore, tanto da fargli prendere due importanti decisioni:

    1° – Non dimostrerà mai più 51st State
    2° – Disassemblare 51st State per creare un gioco in cui non vi siano paletti

    Da queste meccaniche è quindi nato Imperial Settlers che lo stesso autore definisce come un “51st con molta più libertà”.
    Il regolamento mette fin da subito in luce questa peculiarità, con le carte che possono essere sfruttate in molteplici modi.
    Le fazioni sono diversificate, con Romani e Barbari più indicati per le prime partite e gli Egiziani e i Giapponesi più “particolari” nelle strategie.
    Le risorse, in stile 7 Wonders, alla fine del turno vengono azzerate, sempre che non si posseggano carte speciale in grado di immagazzinarne.
    Già nel regolamento si parla di future espansioni, con carte che potranno andare a sostituire quelle dei mazzi delle fazioni per creare “ibridi” che meglio si adattino ai nostri gusti.
    Imperial Settlers mi sembra un titolo molto interessante e con un grande potenziale in termini di espandibilità e longevità.

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