Conquista la Luna – Recensione

di Davide “Canopus” Tommasin

Titolo
Conquista la Luna
Autore Fabien Riffaud, Juan Rodriguez
Lingua versione provata Italiano
Editore versione provata Asmodee/Asterion Press
Altri editori Bombyx
Numero giocatori 2 / 6
Durata partita 20 minuti
Anno pubblicazione 2017
Altri titoli Catch the Moon, Décrocher la Lune
Meccaniche Gioco di abilità, puzzle game, filler
Dipendenza dalla lingua Nessun testo nel gioco
Prezzo indicativo (in data recensione) Circa 30€

Dagli autori di Ta-Pum!, Fabien Riffaud e Juan Rodriguez, ecco un titolo particolare, Conquista la Luna, dove il nucleo del gioco sono… beh… scale con cui raggiungere la luna ovviamente. Ora, considerando scale di 5 metri e la distanza media tra Terra e Luna, servirebbero solo poco meno di 77 milioni di scale. Ho appena spogliato il titolo di tutto il suo romanticismo? Ops! Perché conquistare la luna con delle scale? Perché un tema simile per un gioco da tavolo? È una bella domanda a cui però non vi è risposta (letteralmente, il regolamento non lo dice). Di certo è un’immagine molto romantica e onirica, spesso utilizzata in filosofia e poesia… Asmodee ne ha fatto un gioco. Ma ora conquistiamo la luna!

Ambientazione

Misteriosa? O mancante perché si tratta sostanzialmente di un astratto? Una cosa è certa, il regolamento non spreca una parola. È quasi come se l’ambientazione di Conquista la Luna fosse lasciata alle illustrazioni oniriche di scale, nuvole, sognatori e carpe giapponesi che volano (?). Una specie di comunicazione dell’ambientazione in modo non scritto, lasciata a immagini e colori che ci suggeriscono di essere dei sognatori che cercano di raggiungere una luna desiderosa di abbracciarci, al punto che piange ogni volta che cadiamo. Il regolamento riporta solo un haiku (breve poesia giapponese) a metà, che parla di nuvole ovviamente; ma forse era meglio metterlo all’inizio perché aprire il regolamento e trovarmi così brutalmente in faccia l’elenco componenti e il setup mi fa sentire più un muratore che deve sbrigarsi a prendere la sua scala e andare al lavoro piuttosto che un sognatore.

Materiali

Conquista la Luna - ComponentiIn una scatola gialla di piccole dimensioni trovano alloggio i pochi elementi di Conquista la Luna. Il nucleo del gioco sono ovviamente la 30 scale di legno che sembrano decisamente fragili, impressione giustificata o insinuata dal fatto che siano presenti 3 scale dritte iniziali, ma per giocare ne bastano 2 e una e di riserva nel caso di rotture (specificato chiaramente nel regolamento). Tolte le 3 scale iniziali dritte e regolari, le altre scale sono più particolari con allargamenti della sezione, piccole curve e barre incomplete o inclinate. Unica cosa in comune a tutte le scale è la lunghezza, poco più di 10 centimetri. Continuano la dotazione dei componenti:

–          7 lacrime di luna in legno colorato d’azzurro e a forma di goccia;

–          un dado a 6 facce con delle illustrazioni speciali;

–          una base di plastica a forma di nuvola con 10 fori dove applicare la scale di partenza;

–          l’interno della scatola stessa che funge da “vassoio” per il lancio dei dadi.

Setup e regolamento

Conquista la Luna - Estratto del regolamentoIl setup occupa meno di un minuto: si piazza la nuvola al centro del tavolo e si posizionano 2 delle 3 scale di partenza nei fori, fine! La nuvola presenta 10 fori, ogni scala ne occupa 2, quindi sono possibili 5 posizioni di partenza per ogni singola scala.

Anche le regole sono molto rapide da spiegare, pochi minuti. Il regolamento occupa due facciate ed è spiegato in modo piuttosto schematico. Altre due facciate sono dedicate a descrivere alcuni esempi di “incastro” tra scale con illustrazioni dettagliate.

Meccaniche

Conquista la Luna consiste in un lento costruire e distruggere quello che a tutti gli effetti sembrerà un “mostro fatto di scale”, ma ammetto che ha il suo impatto scenografico. A turno, ogni giocatore lancia il dado, e in base al risultato piazza una scala presa a caso nella struttura senza scomporla troppo. Le possibilità sono 3:

–          Conquista la Luna - Esempio di gioco 1Se sul dado compare una scala, la nuova scala piazzata dovrà entrare in contatto con una e una sola scala;

–          Se sul dado compaiono 2 scale, la nuova scala piazzata dovrà entrare in contatto con 2 e solamente 2 scale;

–          Se sul dado compare una luna, la nuova scala piazzata deve presentare almeno una delle sue estremità come punto più alto della struttura.

Quando una scala viene piazzata, il giocatore di turno può solamente toccare la scala che sta piazzando, ma può utilizzarla per muovere altre scale e cercare, se ci riesce (ma ho visto risultati tremendi a riguardo) di stabilizzare la struttura. Quando il giocatore lascia andare la scala questa è considerata piazzata e non può più toccarla.

Conquista la Luna - Esempio di gioco 2All’inizio della partita i punti di appoggio sono solo 2, le 2 scale piazzate nel setup, poi ovviamente se ne aggiungono, tipo Jenga ma al contrario, e la struttura tende inevitabilmente a sbilanciarsi e “scricchiolare”. Se il giocatore piazzando una scala, o cercando di stabilizzare la struttura, causa un crollo, a tal fine è sufficiente che una scala (diversa dalle due iniziali) tocchi il basamento o il tavolo con una delle sue estremità, allora il giocatore commette un errore e acquisisce una lacrima di luna. Medesimo risultato ottiene se non è in grado di piazzare la propria scala secondo le indicazioni del dado, per esempio se la scala deve toccare altre due scale e invece finisce per toccarne 3. Le scale cadute e la scala che il giocatore sta piazzando, se non l’ha già piazzata, vengono rimosse dalla partita.

La partita termina nel momento in cui terminano le scale o le lacrime di luna. Se la partita termina per la seconda motivazione, il giocatore che prende l’ultima lacrima è eliminato (anche non avesse mai fatto cadere scale per tutta la durata del gioco) e, tra quelli rimasti, vince chi ha meno lacrime. In caso di parità, e se rimangono scale, inizia un meraviglioso duello mortale in cui i giocatori piazzano scale con la logica dell’eliminazione diretta: ogni volta che un giocatore sbaglia è fuori dallo spareggio. Ovviamente, finite le scale purtroppo si verifica una condizione di condivisione della vittoria.

Conclusioni

Grafica e componentistica

Scatola e regolamento caratterizzati da illustrazioni e grafica oniriche e molto colorate, anche se non capisco davvero cosa c’entrano le carpe volanti tra le nuvole che si vedono su tutto il regolamento. Tra i materiali spiccano le scale, sicuramente particolari da vedere, ma sembrano un pelino fragili (non so se sia vero o sia rimasto impressionato dal fatto che ce ne sia una di riserva tra quelle iniziali). Molto bello il fatto che si possa utilizzare la scatola come vassoio lancia dadi. Il gioco appare molto scenografico durante la partita, mostrando un groviglio mostruoso di scale che di certo attrae gli sguardi più curiosi. Dal punto di vista dell’occupazione di spazio è molto contenuto, ma attenzione alla scale che cadono.

Ambientazione

Conquista la Luna è sostanzialmente un astratto tridimensionale (non a caso l’ho paragonato ad un Jenga al contrario). Certo, c’è uno studio di base nei dettagli grafici per far passare questa idea che siamo dei sognatori che cercano di raggiungere la luna, ma aprire il regolamento e trovarsi proiettati direttamente al setup vanifica questo effetto.

Regolamento Decisamente rapido, chiaro e schematico. Molto bello il fatto che le ultime pagine del regolamento siano dedicate ad una serie di esempi, con precisa descrizione, di possibili incastri di scale, consigliando anche una variante in cui non si possono piazzare scale perfettamente sovrapposte tra loro (il famigerato “Appoggio Vergognoso”).

Meccaniche e dipendenza dal caso

Gioco di abilità guidato da un dado. Certo, alcuni risultati del dado, in certe circostanze, possono portare ad eseguire incastri più semplici di altri, ma non parlerei di elevata dipendenza dal caso per un titolo simile. È un party game di abilità, c’è poco da spremersi le meningi se non per capire dove piazzare al meglio la propria scala. Ma cosa significa in un titolo simile ottimizzare la propria mossa? Per me, ma credo in generale, si tratta di piazzare la scala in modo tale da rendere difficile la vita all’avversario successivo, tendergli una trappola e farlo sbagliare. Quindi ben vengano agganci senza incastro, scale penzolanti e appoggi millimetrici. La scelta stessa di piazzare scale non credo sia da inerente semplicemente all’ambientazione, hanno una valenza strategica ai fini della meccanica: le “maledette” tendono a ruotare e muoversi continuamente, facendo perno su altre scale e mettendo in movimento buona parte della struttura, complice il fatto che pure le due scale di partenza oscillano un po’. Inoltre la forma vi costringerà spesso ad analizzare attentamente la struttura per capire quali sono effettivamente i punti di contatto. Usare delle scale in questo titolo è stata a mio parere un’idea geniale. Un’altra cosa che mi fa impazzire è la condizione di spareggio, per cui si inizia una gara senza esclusione di colpi e il primo che sbaglia viene eliminato, lo trovo esaltante. Mentre può essere frustrante il fatto che il giocatore che prende l’ultima goccia viene eliminato dalla condizione di vittoria anche se ha fatto una partita bellissima, ammetto però che questa meccanica aumenta notevolmente il pathos per la paura di sbagliare.

Interazione tra i giocatori

Elevatissima e se giocate bene direi pure diretta, dato che il piazzare la vostra scala in un certo modo, il meno stabile possibile, potrà rendere molto difficile la vita al giocatore successivo. Conquista la Luna può essere un gioco pieno di colpi bassi e bastardate, altro che timidi sognatori.

Longevità Dipende molto dal gruppo di gioco, secondo me in un gruppo di giocatori abbastanza scafati stanca in fretta, effetto fuoco fatuo. Vive il lusso di avere una durata per partita estremamente limitata e quindi la possibilità di essere tirato fuori in qualsiasi momento vuoto, tipo mentre si aspetta un giocatore o che un gruppo di gioco finisca una partita per riorganizzarsi. Ma temo non regga molto la concorrenza con altri filler che offrono di più.
Scalabilità Da 3 a 6 giocatori gira molto bene, anche se a mio parere rende il massimo in 4 o in 5, la giusta quantità di caos ma senza esagerare. In 2 gira piuttosto male e appare noioso.
Impressioni giocatori Conquista la Luna è certamente un family game che permette di sedersi al tavolo anche con giocatori di giovane età, la scatola parla di 6 anni, ma considerando che serve mano ferma e che le scale sembrano fragili forse aspetterei qualche anno in più. Nei gruppi di gioco dove l’ho proposto è sempre stato preso favorevolmente come un riempitivo piacevole ed ironico. La condizione di spareggio è stata trovata così avvincente che in un caso un giocatore che non poteva vincere ha sbagliato volontariamente per vedere i due in testa sfidarsi all’ultimo sangue e all’ultima scala. Decisamente più adatto a casuale gamer e neofiti.
Giudizio personale

Conquista la Luna mi ha attratto da subito per il suo aspetto estetico decisamente particolare: questo mostro lovecraftiano fatto di scale che si regge su due gambe e cammina tra le nuvole (forse non dovrei dirlo a voce alta se non voglio vedere una versione in stile “Cthulhu” con dei tentacoli al posto delle scale, dato l’andamento del mercato ultimamente…). Detto questo il primo fattore che mi ha fatto desistere è stato il prezzo. Il prezzo di un boardgame, per quanto tanti miei colleghi non saranno d’accordo con me, non dipende dai materiali, dalla grafica o dai tempi di sviluppo, ma da quanto un giocatore è disposto a spendere per vivere una data esperienza ludica. Lo stesso catalogo Asterion/Asmodee Italia (ancora non è ben chiaro come chiamarla) propone dei titoli veloci e semplici, che potremmo considerare delle piccole gemme per l’esperienza ludica che offrono, e ad un prezzo più competitivo (La Lepre e la Tartaruga, Jungle Speed, Il Piccolo Principe – Costruiscimi un Pianeta, giusto per citare i più famosi). Conquista la Luna sembra invece più orientato a fare la fine di Il Piccolo Principe – Verso le Stelle o Ka-Woom, titoli che si basavano su un’idea abbastanza originale e che facevano sorridere, ma a cui mancava qualcosa, con un prezzo decisamente sovradimensionata per quel che offrivano, spariti dal catalogo dell’editore dopo relativamente poco tempo come fossero meteore. Alla fine sono riuscito a procurarmi una copia di Conquista la Luna ad un prezzo decisamente più abbordabile e devo dire che il gioco mi ha anche soddisfatto in un primo momento, ma dopo poco è stato accantonato in favore di titoli a mio parere più strutturati, che offrono un’esperienza ludica più completa ed esaustiva. Di certo non l’ho trovato onirico o romantico nonostante il tema, ma ammetto che l’idea di base di utilizzare delle scale è particolare ed interessante.

 

Pro

Contro

Gioco molto scenografico e appariscente durante la partita.

Le scale sembrano piuttosto fragili.
Davvero un’idea interessante quella di utilizzare delle scale. Scala male in 2 giocatori e bassa longevità.
Bella condizione di spareggio. Un po’ frustrante il fatto che il giocatore che prende l’ultima lacrima di luna viene eliminato dalla conta dei punti indipendentemente da come ha giocato per tutto il resto della partita.
Alta interazione e gioco che permette tanti colpi bassi.

Un po’ costoso per quello che offre in termini di esperienza ludica.

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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