Play4Change, cambiamo il mondo a suon di giochi

di Daniel “Renberche” | Play4Change

Si può cambiare il mondo, e la società in tanti modi. Con l’arte, con la musica, con la letteratura, con l’informatica e…con i giochi! Buona lettura!

Esistono molti premi legati al mondo dei giochi da tavola. I premi nascono anche come faro per guidare i giocatori nel panorama delle uscite, cercando di far emergere i titoli che sono, a seconda delle categorie prese in esame, i più meritevoli di interesse.

Esiste un premio, dedicato al mondo dei giochi (non solo da tavola come vedremo) che invece ha come obiettivo primario un fattore più di natura sociale. Un gioco infatti può essere visto non solo come una raccolta di meeple e cubetti, ma anche come un sistema, e come uno specchio della società in cui è stato sviluppato. D’altronde i designer di giochi non vivono in un pianeta diverso da quello dei giocatori. L’esperienza poi che si vive giocando può non essere solo fine a se stessa, cosa comunque nobile, ma può rilevarsi come l’occasione per trasmettere concetti e valori verso un cambiamento sociale.

Ed è proprio verso una visione di Cambiamento Sociale che il premio Play4Change nasce. Dalla collaborazione del Game Science Research Center, di Play – Festival del Gioco, l’associazione culturale PlayRes e Game in Lab, è nato l’anno scorso questo premio, rivolto a tutti i designer o aspiranti tali, per premiare la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione dei giochi orientata, per l’appunto, al Cambiamento Sociale.

Il premio punta infatti a stimolare la creazione di giochi che, oltre a divertirci, agiscano come facilitatori per un cambiamento di attitudine o di comportamento, verso tematiche di rilevanza collettiva. Parliamo di consapevolezza culturale, coscienza civile, l’inclusione sociale, la capacità critica, la multiculturalità, l’ambiente, etc. Il gioco quindi diventa un’accetta per tagliare determinate barriere, e come strumento per accrescere le competenze necessarie per affrontare il mondo e la sua complessità.

Perché vi parlo di tutto questo? Ci sono due buone ragioni.

La prima è che da qualche giorno sono aperte le registrazioni per partecipare all’edizione di quest’anno. Se avete in mente un gioco da tavola o di ruolo, che possa, per sua natura intrinseca o per indiretta applicazione rientrare nell’obiettivo del progetto, perché non provare a partecipare? E cambiare così il mondo a suon di giochi? Per farlo a questo indirizzo trovate il modulo: https://forms.gle/pNmf3Pq9SwhuxW2SA. La partecipazione è aperta a tutti, senza limiti di età, residenza o affiliazioni varie. Trovate poi tutte le informazioni sulla pagina del progetto: http://www.play4change.it/ o sulla pagina Facebook.
Entro quando? Presto detto, entro fine marzo 2021 si possono inviare le proprie candidature.

La seconda buona ragione? Beh perché faccio parte anche io della giuria da quest’anno, e non vorrete di certo lasciarmi senza proposte di giochi da leggere no? Blink!
ps: ne avrei scritto lo stesso, giuro!

Spero di avervi incuriosito, vi segnalo questo articolo, dove si racconta la scorsa edizione, a cura de L’intrecciatrice di Rame.

 

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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