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Chimera Station: modificare geneticamente i propri lavoratori

di Luca “Maledice” – Chimera Station

Sappiamo che lo spazio è un posto dannatamente grande. E in questa vastità infinita mi chiedo quanti giochi da tavolo potrebbero starci. Supponiamo che sulla terra ci siano 2 miliardi di giochi (arrotondando) e la terra sia solo uno dei tanti pianeti abitati della galassia. La seconda cosa da tenere conto sono i pianeti che non sviluppano giochi o magari preferiscono attività fisiche. Ad esempio i Borg non giocano molto e in Star Wars vanno molto gli scacchi olografici o poco più. Valutato questo potrebbero esserci migliaia di civiltà che giocano (spero american) in tutto l’universo, portando alla luce centinati di centinaia di miliardi di giochi. Dopo questa premessa mi butto per disperazione, visto che non potrò mai provarli tutti, su un gioco di piazzamento lavoratori modificati geneticamente, nello spazio profondo. Giusto per stare in tema…

Rialto – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Uno dice Venezia e la gente a che pensa? I veneziani probabilmente all’acqua alta, mentre i tedeschi pensano a gondole e ponti. Deve aver fatto questo ragionamento Stefan Feld quando si è trovato una meccanica astratta di controllo territorio e “aste che non sono aste” e doveva infilarci sopra una qualche ambientazione. Mi sembra quasi di sentirlo: “ma si, mettiamoci Venezia, ci sono andato il mese scorso è ho mangiato una frittura di pesce da paura, e poi faccio che i giocatori mettano giù ponti e gondole come non ci fosse un domani!”. Come avrete intuito, parliamo di un gioco di Feld, che come la maggior parte dei suoi giochi presenta meccaniche completamente slegate dall’ambientazione. Rialto fa parte di quella tripletta di titoli di Feld, con Bora Bora e Bruges, apparsi nel mercato durante il primo quadrimestre del 2013 e che hanno generato grandi aspettative. Forse, dei 3 Rialto è stato quello passato più inosservato anche se, a mio parere, immeritatamente dato che il titolo è molto interessante. Probabilmente questo snobismo dipende dal fatto che non è decisamente il solito Feld: innanzi tutto si capisce da subito cosa si deve fare per impostare una strategia, sintomo di una grande linearità, poi non ci troviamo la solita scatola feldeliana piena di roba che ci vuole 40 minuti a fare un setup e, infine, i modi di fare punti sono contenuti, quindi non si perde mezza serata a contare punti su punti con integrali e derivate. Detto questo, non aspettatevi assolutamente un gioco poco profondo! Ma veniamo al dunque…

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