Cyclades | Recensione

di Davide “Canopus” | Cyclades

Titolo Cyclades
Autore Bruno Cathala / Ludovik Maublank
Lingua Italiano / Inglese
Editore Matagot
Distributore Asterion Press
Numero giocatori 2-5
Durata partita 60-90 minuti
Anno pubblicazione 2011
Titolo originale
Genere Wargame leggero, civilizzazione, aste
Prezzo Circa 50€

Fin da piccolo sono sempre stato un grande appassionato di mitologia greca. Ho sempre considerato le loro storie mitologiche come una versione arcaica dei fumetti sui supereroi e ho sempre trovato impressionante che ogni divinità avesse i suoi poteri, la sua genesi specifica e il suo lato più o meno umano… un po’ come i supereroi marvel e dc per intenderci.

Potete quindi immaginare che sono andato letteralmente in solluchero quando mi è capitato tra le mani questo splendido gioco che concentra in una scatola tutto quello che mi appassionava di quel mondo: orribili mostri, divinità con super poteri ed eserciti pronti alla conquista. Oggi parliamo di Cyclades, ultima creazione del duo Cathala/Maublank e splendidamente illustrato dal Miguel Coimbra, già autore di capolavori grafici quali Cargo Noir, 7 Wonders e Smallworld.

Ambientazione

In questo gioco ogni giocatore è chiamato a prendere le redini di una popolazione ellenica dell’età classica non bene identificata. Lo scopo è quello di districarsi tra le isole Cicladi e far prosperare il proprio popolo fondando imponenti metropoli. La cosa non è così semplice quanto può sembrare dato che l’arcipelago non è poi tanto grande e i vostri avversari non si faranno tanti scrupoli ad impugnare le armi per sottrarvi ricchezze e conquistare i vostri avamposti e le vostre metropoli. Come se non bastasse bisogna fare i conti con le divinità che guardano dall’alto i miseri umani e sono pronte a concedere i propri favori al migliore offerente, chi vi vede una qualche analogia con il mondo della politica è un mal pensante! Non dobbiamo in fine dimenticare le creature mitologiche, rappresentate nel gioco da potentissime carte azione in grado, in alcuni casi, di cambiare completamente la situazione di gioco. Ovviamente nemmeno questi mostri saranno immuni al fascino della ricchezza.

Cyclades è un gioco di civilizzazione e combattimento dove i giocatori si trovano a gestire un’unica risorsa, ovvero il denaro, senza la quale è praticamente impossibile compiere una qualsiasi azione nel gioco.

Materiali

Miniature

Appena aperta la scatola sono rimasto letteralmente sbalordito: questo gioco contiene quelle che, a mio parere, sono tra le migliori miniature che abbia mai visto! Dico sul serio, stiamo viaggiando su livelli paragonabili, e forse per certi versi pure superiori, ai costosissimi prodotti Fantasy Flight. Ogni popolazione che i giocatori sono chiamati a guidare è rappresentata da un set di miniature finemente lavorate e colorate a tinta unita in cinque colori (giallo, verde, rosso, blu e nero). Ogni set di miniature comprendere delle unità terrestri, rappresentate da dei soldati, e delle unità navali, delle navi. Qui vi devo segnalare una vera sciccheria dato che da una popolazione all’altra la forma delle miniature cambia completamente, sebbene le diverse popolazioni non abbiano abilità speciali che le differiscano tra loro. Per fare un esempio, il giocatore nero avrà a sua disposizione delle amazzoni armate di arco e frecce come unità terrestre e delle piccole navi come unità navale; mentre il giocatore blu avrà a disposizione dei guerrieri in armatura e con una spada per mano come unità terrestre e delle navi con una vela enorme come unità navali. Ma a mio parere, il piatto forte del gioco sono cinque miniature, che rappresentano delle creature, di color panna e, anche in questo caso, realizzate splendidamente (il Kraken è semplicemente meraviglioso). A completare la dotazione di miniature di ogni giocatore ci sono anche due pedine, a forma di colonna, utilizzate per segnare il valore delle offerte agli dei.

Componenti in cartoncino

Passiamo ora agli elementi in cartoncino. A tale proposito il gioco comprende:

  • Dischetti circolari e dorati che rappresentano il denaro, anche qui da segnalare l’apprezzabile dettaglio del fatto che sono realizzati con le due facce diverse l’una dall’altra, come le vere monete.
  • Segnalini prosperità, rappresentati nel gioco da tessere di forma irregolare con disegnata una cornucopia su entrambi i lati.
  • Le tessere edificio che rappresentano le quattro tipologie di edifici presenti nel gioco, ognuno con un suo potere speciale (o quasi) e le tessere metropoli che sono di dimensioni più grandi degli edifici e tutte con rappresentata la medesima illustrazione.
  • Dei dischetti circolari con disegnata una lettera greca e lo sfondo del colore delle varie popolazioni, in numero di tre per popolazione, e che servono per segnalare che un’isola è di proprietà di una data popolazione anche se non ci sono unità di fanteria posizionate sopra.
  • Quattro tessere divinità, rappresentati Zeus, Atena, Poseidone e Ares. Queste sono di forma rettangolare allungata e su ogni tessera sono rappresentate tramite disegni i favori divini che ogni abitante dell’Olimpo concede ai propri adoratori. Ogni tessera ha anche rappresentato un disegno della divinità realizzato molto bene dal maestro Coimbra. Posso notare una certa attenzione anche per i minimi particolari che denotano un serio studio a monte del lavoro di grafica; come per esempio il fatto che Atena sia rappresentata in compagnia del suo simbolo, la civetta, cosa di solito tralasciata (insomma, tutti ricordano che il fulmine è simbolo di Zeus e il tridente di Poseidone, ma chi che la civetta lo è di Atena?).
  • Chiudono, infine, la carrellata degli elementi in cartoncino, gli schermi giocatore, utilizzati per nascondere il denaro e realizzati in cartoncino leggero e pieghevoli di due punti. Gli schermi sono uno per giocatore e riportano delle splendide illustrazioni che richiamano il colore delle miniature a cui sono associati.

Le carte

Ma l’autore da il massimo di se sicuramente nella realizzazione grafica delle carte. Queste sono di tre tipologie: i filosofi, i sacerdoti e le creature mitologiche. Mentre le carte filosofi e sacerdoti sono tutte uguali tra loro, le carte creatura mitologica sono differenti e ogni carta riporta una illustrazione della creatura sovrastante una descrizione grafica delle proprietà. Inutile dire che ogni creatura è rappresentata fantasticamente. Le carte sono tutte misura USA standard e di buon spessore per i miei gusti, le uniche carte che vengono mescolate tra loro sono quelle relative alle creature mitologiche.

I tabelloni

Veniamo ora al tabellone, o meglio ai tabelloni visto che il gioco comprende un tabellone componibile in due parti e un tabellone ausiliario dove disporre le carte creatura mitologica e le tessere divinità. Il tabellone di gioco vero è proprio rappresenta l’arcipelago delle Cicladi (dubito che sia una rappresentazione geografica precisa). La sona di gioco è racchiusa in un cerchio (o un ovoidale se il numero di giocatori è minore di 5) in cui possiamo distinguere le singole isole, sulle quali sono riportati gli spazi dove edificare gli edifici e le metropoli oltre alle cornucopie che indicano la redditività di ogni isola, e le zone di mare, costituite da caselle circolari. Anche le caselle delle zone di mare possono avere delle cornucopie, queste sono situate sul bordo dell’arcipelago e rappresentano in commercio con l’esterno. Al di fuori della zona dell’arcipelago sono rappresentati degli spazi dove porre le carte filosofo e sacerdote. Come già detto, il tabellone è componibile, in pratica è diviso, esattamente a metà, in due parti bifacciali. Ogni metà del tabellone riporta un parte dell’arcipelago, solo che una facciata riporta una parte meno estesa dell’altra in modo da ridurre lo spazio di gioco. Confesso che la prima cosa che ho pensato quando ho visto il tabellone di gioco è stato “che poco spazio! Saranno botte da orbi!”.

Il tabellone ausiliario, invece, è di forma rettangolare allungata e riporta quelle aree utili allo svolgimento del gioco quali: la scaletta per il turno di gioco, la zona dove posizionare e pescare le carte creatura mitologica e gli spazi dove mettere le tessere divinità provvisti di una scala numerata per indicare il valore monetario delle offerte. Su questo tabellone è inoltre stampata una quinta divinità, Apollo, sempre disponibile e che funziona in modo differente dalle divinità precedenti. Inutile dire che anche i tabelloni sono al top dal punto di vista grafico.

Per concludere abbiamo due dadi, usati nei combattimenti, numerati da 0 a 3 e in cui i valori 1 e 2 sono riportati con frequenza doppia (due volte), libretti di istruzioni multilingua graficamente ben realizzati, con molti esempi ed illustrazioni, e, infine, dei libricini di supporto ai giocatori, anche essi multilingua, che riportano il turno di gioco e le proprietà delle varie creature mitologiche.

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3 Responses to Cyclades | Recensione

  1. Avatar darioi ha detto:

    ciao, sono Dario, ti scrivo per chiederti un aiuto:
    le miniature in CYCLADES e KEMET, in che scala sono?
    o meglio, visto le diverse tipologie, la maggior parte di esse potrebbero rientrar in una scala, tipo 1/72?
    se conosci giochi con miniature in scala 1/72 o simile, posso esser interessato all’aquisto…
    grazie
    Dario

    • Canopus Canopus ha detto:

      Ciao, veramente non credo siano in scala. Anche perché altrimenti, per Cyclades, non credo che i soldatini che rappresentano le unità terrestri sarebbero grandi quanto le navi. Se ti può essere di aiuto ti dico le dimensioni, per esempio per le unità gialle i soldatini sono alti 2,7 cm e le navi 2,3 cm. Per le unità mitologiche la cosa si fa un po’ più complicata, ma tieni conto che il Minotauro, 4,1 cm, è più alto del Kraken.
      Per Kemet la cosa può sembrare più semplice dato che non ci sono navi, ma sicuramente non c’è uniformità di proporzioni tra le unità normali e quelle mitologiche: un soldato rosso è alto 2,2 cm, mentre il serpente del deserto è alto 3,9 cm e riporta un omino sopra la testa che lo cavalca.

  2. Avatar Alessandro Farnè ha detto:

    Gioco meraviglioso anche solo con la versione “vanilla” del base.
    Al mio gruppo di gioco è entrato immediatamente nelle vene e si sono tutti galvanizzati sebbene non sia un gioco propriamente incentrato sugli scontri.
    E’ qualcosa di atipico ma forse è proprio questo sapore differente che lo rende speciale.
    Ho acquistato anche Hades assieme al base ,sull’onda dei giudizi di quanto fosse indispensabile(!?!?!??)…. ma ancora non l’ho inserito perchè non sono ancora pago delle regole base e non ci ho visto così tanti difetti o scarsa longevità da doverlo implementare , almeno per ora.

    Titans devo ancora studiarmelo bene ma pare cambiare radicalmente le carte in tavola con un altro metagioco che si inserisce di forza e modifica completamente l’esperienza.
    Lo lascio maturare fra i gamers e mi tengo allerta per capire se vale la pena l’acquisto.

    Grazie Canopus le tue recensioni sono sempre veramente splendide.

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