Time of Legends – Joan of Arc: chi mi ama mi pleggia

di Luca”Maledice”

Time of Legends: Joan of Arc della Mythic Games (quelli di Mythic Battles: Pantheon) è un gioco di schermaglie e narrazione che porta noi spendaccioni nelle famosa guerra dei 100 anni. I giocatori potranno unirsi alla fantomatica guerriglia rispettando i fatti storici realmente accaduti oppure potranno optare di inserire gli elementi del mito di quell’epoca oscura, facendo morire tutti i Piero Angela del mondo.

Il gioco è quindi di natura skirmish, da 2-4 giocatori, e mette a disposizione 4 eserciti. I Francesi sono tanti, nobili e ottimi balestrieri contro gli Inglesi, che pur essendo minori in numero, hanno strategie militari più forti e arcieri con lunghi archi. Le due fazioni possono essere supportate dall’armata sacra come arcangeli, unicorni e cose “buone”, oppure dall’armata delle tenebre come streghe e licantropi. Ovviamente si possono anche scegliere queste ultime due fazioni, indipendenti da quelle storiche. Si può anche optare per una partita in cui usare uno dei tanti scenari offerti del gioco, dove si usano unità specifiche, oppure scegliere il battle mode schierando quello che più si preferisce.

Ecco com’è di fatto il gameplay. Nel turno del giocatore egli rivela una carta dove sono indicati dei punti azione. Questi punti sono dei cubetti e possono essere piazzati in un’area per attivare tutte le unità presenti su di essa. Ad esempio se in quell’area ci sono due guerrieri con spada e uno con arco, tutti quanti potranno agire. Ogni personaggio potrà fare un’azione diversa; nel caso di prima un guerriero potrà ad esempio muoversi, un altro attaccare e l’arciere magari usare un’azione speciale. Quello da tenere a mente è che una volta piazzato uno di questi cubetti in un area, questa non potrà essere attivata una seconda volta. Bisogna considerare che ci sono carte che potrebbero assegnare cubetti per attivazioni avanzate. Ad esempio ci sono dei cubi che permettono a tutte le unità dell’area sia di muoversi che attaccare, oppure cubi di opportunità. Quest’ultimi volendo permettono di attivare l’area selezionata nel turno dell’avversario per spiazzarlo o magari tendergli un’imboscata. Infine ci sono cubetti che consentono di riattivare un area per una seconda volta. Ci sono poi attivazioni legate allo scenario, esclusive della vicenda che si sta vivendo, come interrogatori di inquisizione o bruciare cose/persone. La strategia importante del gioco è che si possono conservare un qualsiasi numero di cubetti per i turni successivi.

Dopo la fase iniziale dove appunto vengono generati punti azione, si procede con la River Phase. In questa fase i giocatori rivelano 3 carte dal proprio mazzo “fiume”. Queste oltre dare le già citate azioni avanzate permettono di aumentare l’esperienza dei propri eroi, o eliminare unità alla Blood Rage, oppure attivano effetti tattici come ridurre la riserva di cubetti dell’avversario. Superata questa fase inizia la parte dell’attivazione delle unità che vi ho descritto prima. Il gioco quindi si promette dinamico e veloce, dove bisogna prendere decisioni difficili con poche risorse a disposizione. Bisogna anche ricordarsi che alla fine del round, tutte le unità ferite devono tirare un dado del destino per vedere esattamente cosa gli è successo.

Per permettere una dinamica di gioco veloce, ovviamente i combattimenti sono ridotti all’osso. Ogni unità attiva impegnata in combattimento tirerà i suoi dadi d’attacco e l’avversario dovrà rispondere con dadi in difesa. Ci sono dadi di diverso colore e simboli (come simboli per azioni speciali), ma la regola sacra sarà il classico scudo para spada. Se alla fine di un combattimento le unità avversarie sono sconfitte si può entrare nell’area invasa.

Il drago gigante che ha reso famoso questo gioco nell’ultima GenCon  è  un’espansione NON inclusa nella confezione base del kickstarter, che comunque include altre miniature e alcuni scenari per utilizzare la miniatura specifica. E’ davvero enorme e dannatamente bella e si può anche comprare esternamente dal gioco base.

E ora qualche riflessione personale. Il gioco come da tradizione KS è stato attaccato su molti fronti. Il primo è quello delle miniature che sono decisamente fuori scala. Infatti molte unità sono decisamente troppo piccole per essere inserite in altri giochi. Magari per molti la cosa suona strana ma sono tanti i giocatori, sopratutto in America, che utilizzano miniature in altre situazioni e queste devono rispettare dei formati standard. L’altro problema è la troppa leggerezza data dal combattimento che manca quindi di profondità tattica. I fattori positivi invece sono la quantità e qualità delle miniature offerte dalla scatola base e tutti gli scenari 3D come case e castelli inclusi. Il gioco inoltre sembra molto attento ai dettagli: oltre alle cose viste prima come l’esperienza degli eroi, l’interazione con PNG e i dettagli storici, ci sono delle chicche meravigliose come il variare del tempo atmosferico o il cambio di atteggiamento delle unità, come cavalieri che scendono da cavallo per tirare con l’arco. Non ho ancora deciso se premerò il tasto Pledge, visto che il regolamento non è ancora stato pubblicato (ma uscirà in campagna KS) e che comunque la spesa totale sui 200$ (senza drago 120$ il base e 65$ dell’espansione del drago) è sicuramente impegnativa in questo periodo di Essen e altri succosi KS, ma il progetto va sicuramente preso in considerazione da tutti gli amanti degli skirmish, potreste pentirvene amaramente nel dicembre 2018, data di consegna prevista del gioco (e Mythic Games sono puntuali).

 

2 Commenti a Time of Legends – Joan of Arc: chi mi ama mi pleggia

  1. LzXIII ha detto:

    Molto interessante, personalmente sono molto indeciso se fare pledge o meno, sono un amante dei german, ma mi dedico volentieri a Eldritch Horror e Case della Follia (unici american in mio possesso). Che questo pledge possa farmi ascendere all’Olimpo degli skirmish (o farmi apprezzare di più gli american)? Maledice, ti invoco col sacro dado di Eldritch Horror (roll=1).

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