Unicornus Knights – Recensione

| Impressioni

Ed ecco cosa ne penso di Unicornus Knights, dopo le diverse partite fatte, col consueto schema delle recensioni.

Grafica e Componentistica

Non ci sono miniature in questo gioco ma i più economici e semplici token da tenere su con gli appositi sostenitore in plastica. Trovo questa scelta valida anche se avrei preferito che i sostegni fossero di due colori diversi per distinguere a colpo d’occhio i personaggi nemici da quelli nemici.

L’area di gioco è davvero un casino, sia quando la si crea, dato che le tessere non si incastrano o comunque appoggiano normalmente, sia perché la pletora di segnalini delle truppe sopra crea un’accozzaglia visiva che alle prime partite può essere un po’ difficile da leggere. Poi giocando ci si abitua un po’ ai colori e ai disegni.

Trovo la grafica dei personaggi curata e la apprezzo molto, anche la struttura delle plance è ben fatta. Le carte sono un po’ scarne ma bene che abbiano puntato sulla loro leggibilità. Va detto che non sono super resistenti. La copertina della scatola ovviamente da un grande colpo d’occhio.

Ambientazione

L’ambientazione si sente, soprattutto nell’idea che c’è questa ragazza scatenata che non guarda in faccia a nessuno da tenere sotto controllo. Nel regolamento è presente un’introduzione a fumetto e ogni personaggio ha la sua scheda descrittiva. Sempre in merito ai personaggi ognuno ha la sua caratteristica specifica che lo distingue dagli altri.

Analisi del regolamento

Questa è una delle parti peggiori del gioco. Prima di tutto va precisato che è stato revisionato e si consiglia di leggersi la versione 2. Nella prima mancano alcuni esempi importanti di gioco e certi elementi non sono spiegati proprio alla perfezione.

Va detto che nemmeno la seconda edizione è esente da difetti e diverse cose le ho dovute controllare sul forum di BoardGameGeek, notando che in certe situazioni si arriva quasi a dover interpretare qualche carta.

Analisi delle meccaniche

Unicornus Knights presenta alcune meccaniche e idee molto interessanti, anche se a volte si può avere una carta confusione nell’applicare. L’idea della principessa bot è molto bella e rende bene l’aderenza con l’ambientazione.

Le azioni a disposizioni dei giocatori sono abbastanza le classiche di questi giochi, le carte Supporto possono dare dei potenziamenti notevoli e le abilità speciali dei vari personaggi permettono di fare diverse strategie.

Il fattore sicuramente più problematico del gioco è l’impatto della fortuna, che può essere molto forte. La pesca delle carte Fato, i quintali di dadi che si tirano, gli eventi, ecc., sono tutti fattori che modificano non poco l’andamento della partita. Il “problema” è che il gioco si presta a fare molte analisi sui movimenti, sui nemici da attaccare, sulla gestione della principessa ma tutte questi ragionamenti possono essere spazzati, o comunque ridimensionati, da un colpo di s(fortuna).

Anche il fatto che i personaggi muoiono ma se ne pescano di altri è qualcosa che può essere gestito alla fin fine, anche se può sembrare contro-intuitivo.

Interazione tra i giocatori

Il gioco è cooperativo quindi l’interazione sta nelle discussioni tra i partecipanti al tavolo. Il rischio di giocatore alpha c’è anche se mitigato, sicuramente è richiesta molta coordinazione nelle scelte, ragionando sempre a partire dalle mosse di Cornelia.

Longevità

Longevità buona, le quattro modalità di principessa forniscono una diversa predisposizione al gioco e la disposizione iniziale dei nemici può modifica di volta in volta l’impostazione da dare.

scalabilità

La scalabilità è buona, in due giocatori si devono gestire due personaggi a testa alternandoli, mentre in di più cambiano le azioni a disposizione. Certo in sei giocatori diventa tutto molto meno gestibile, quindi direi che tre – quattro è il numero ideale, per quanto si può giocare con tutte le configurazioni.

| Perché giocare a Unicornus Knights

Giocare a Unicornus Knights è complessivamente una bella esperienza di gruppo, si deve tanto discutere, tanto ragionare, tenendo conto che potrete soffrire non poco in base a quanto le parche avranno deciso rispetto alla sorte della vostra partita. Personalmente il gioco mi diverte, va preso come un classico gioco d’avventura senza perderci troppo la testa. Non abbiate pietà per nessuno, l’unico obiettivo è portare Cornelia al trono, anche al costo di sacrificare i suoi più fedeli alleati.

Interessante la gestione della principessa come botForma delle tessere decisamente scomoda e ergonomia dei token sulla mappa non ottimale
Tanta categorizzazione dei personaggi nel giocoSensibile impatto della fortuna
Buona longevitàGioco presente solo in lingua inglese

 

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Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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