Robin of Locksley – Recensione

di Daniel “Renberche” |  Robin of Locksley

Titolo Robin von Locksley
   
Autore Uwe Rosenberg
Lingua versione provata Inglese – tedesca
Editore versione provata Wyrmgold
Altri editori Rio Grande Games, Fungorge, etc.
Numero giocatori 2
Durata partita 30-45 minuti
Anno pubblicazione 2019
Altri titoli
Meccaniche Tabellone modulare, collezione oggetti, corsa
Dipendenza dalla lingua Medio bassa, presente del testo sulle tessere. Regolamento in italiano tradotto amatorialmente presente su BGG
Prezzo indicativo
(in data recensione)

Tra i giochi di Uwe Rosenberg questo Robin of Locksley non è molto noto, almeno per ora, ma credo che nel panorama dei giochi semplici per due giocatori possa avere un suo spazio.

| Ambientazione

Siamo ancora una volta in attesa del ritorno del buon re Riccardo, sempre alle prese con le sue crociate in Medio Oriente e come ormai è consuetudine alla corte non si fa altro che approfittare della situazione. Questa volta però saranno ben due i Robin impegnati nel rubare ai ricchi per dare ai giocatori poveri.

| Setup e regolamento

Mescolare tutte le tessere Bottino e formare una griglia 5×5 con le tessere a faccia in su. Il giocatore più giovane posiziona la propria pedina Robin in un angolo della griglia, prendendo la relativa tessera, da mettere a faccia in giù sulla propria area; il secondo giocatore esegue la stessa operazione ma nell’angolo opposto. In questo modo entrambi iniziano con una Moneta.

Si deve ora creare la griglia di gioco, per farlo si mette in un angolo la tessera “The Beginning” con affiancata la tessera “Long Live the King”. Mescolare le rimanenti tessere angolari e metterne tre negl’altri angoli attorno alla griglia creata con le tessere Bottino. Sopra la tessera iniziale vanno poste le due pedine Bardo dei giocatori.

In mezzo a queste vanno poste tre tesere Fama per ogni lato, in maniera casuale (vi sono delle configurazioni suggerite in base alla difficoltà).

| Il Gioco

Una partita a Robin von Locksley non ha un numero prefissato di round ma termina nel momento in cui un giocatore compie due giri delle tessere, arrivando quindi alla tessera “Long Live the King”, dichiarandosi vincitore.

In un turno un giocatore può svolgere le seguenti azioni:

  • Movimento di Robin. Questa pedina si muove seguendo la mossa del cavallo degli scacchi, componendo quindi una L. Non si può terminare il moviemento sopra la pedina avversaria e ovviamente non si può uscire dalla griglia di gioco. Nella casella dove ci si ferma, si raccoglie la tessera Bottino, da tenere a faccia in su davanti a sé. Alla fine del movimento andrà pescata una nuova tessera da mettere nella posizione di partenza.
  • Movimento del Bardo. Questa pedina muove in senso orario, e non ha un numero fisso di passi. Per avanzare però, si devono soddisfare i requisiti richiesti dalla tessera successiva. Questi possono richiede del bottino specifico, monete, e altre condizioni particolari, spesso legate alle tessere finora raccolte o alla posizione di Robin. In alternativa si può sempre avanzare pagando una moneta.
  • Vendita del Bottino. Quando si raccoglie col movimento di Robin una tessera questa va posta assime alle altre della stessa categoria. Quando se ne possiedono almeno tre, si possono vendere, scartandone due e girando tutte le rimanenti, guadagnando quindi una o più monete.

L’azione del movimento di Robin è l’unica che va eseguita solo una volta e obbligatoriamente, le altre due possono essere svolte prima e/o dopo il movimento centrale e in più ripetizioni.

Come detto per vincere si deve essere i primi a finire due giri col Bardo, ma si può terminare la partita in anticipo nel caso in cui un giocatore riesca a doppiare il Bardo avversario (il quale avrà un turno a disposizione per tentare di sdoppiarsi) situazione però abbastanza rara.

| Impressioni

Materiali standard, le tessere Fama hanno un po’ di illustrazione, ma niente di particolarmente rilevante. Le tessere Bottino hanno colori ben evidenti e rappresentazioni che le differenziano bene. Direi nella media.

Nonostante Robin of Locksley sia di base un gioco astratto uno sforzo per dargli un’ambientazione è stato fatto, soprattutto nella rappresentazione delle tessere del percorso, cercando anche di illustrarne qualche dettaglio. Per il resto non è certo un gioco di narrazione sulla storia Robin Hood.

Punto un po’ dolente, per quanto le regole siano davvero semplici il regolamento lascia dei dubbi che solo la consultazione del forum di BoardGameGeek mi ha chiarito. Niente di drammatico, ma per avere due regole in croce si poteva fare di meglio. Anche alcune tessere presentano delle ambiuigità nella versione inglese, anche se anche in questo caso se ne trova poi la spiegazione.

L’idea di utilizzare una mossa presa dagli scacchi non è nuova e qui viene sfruttata bene. Il concentrarsi su una mossa per ottimizzare poi il movimento del Bardo è un sistema interessante, che però a volte presenta il difetto che vi è una strategia principale che emerge ed entrambi i giocatori possono finire a replicare le stesse mosse. Questa fattore viene però smorzato dalla pesca casuale delle tessere Bottino, le quali modificano l’assetto delle risorse e sono un fattore non completamente prevedibile. Ovviamente i giocatori possono un po’ valutare quali tessere sono già uscite per fare un po’ di previsione.

Una possibile scelta strategica è quella di valutare se puntare a fare molti soldi per saltare le tessera Fama, invece di puntare a muoversi seguendo gli obiettivi a passi più lenti. Questa strategia però dipende molto dalla pesca delle tessere e dal fatto che rimangano a nostra disposizione.

L’interazione è totalmente indiretta ed è media. Di base con la propria mossa si va a ostacolare l’avversario sulla griglia centrale, e ovviamente si può anticipare la pesca di tessere Bottino utili o pescarne alcune appositamente per cercare di rallentarlo.

Vi sono poi delle tessere Fama che richiedono determinate condizioni legate alla posizione delle pedine tra di loro o nell’aver più o meno Bottino dell’altro giocatore.

Tutto sommato il gioco è abbastanza longevo, visto che le tessere Fama cambiano di volta in volta. Considando che quelle base sono davvero facili da fare, magari qualche altra tessera avrebbe reso il gioco maggiormente rigiocabile.

È un gioco esclusivamente per due giocatori.

| Conclusioni

Penso che da questa recensione emerga che Robin of Locksley è un gioco che non mi è affatto dispiaciuto, per quanto sia un gioco semplice. Acquistato a una fiera di Essen quasi per caso (nonostante sia un titolo del mio autore preferito) aggiunge alla collezione un titolo che è poco più di un filler ma che presenta una bella lotta tra i giocatori, visto che le partite finiscono sempre sul filo. Onestamente non sembra un classico gioco del teutonico autore, anche se qualche elemento in comune si può notare vedendo il sistema degli obiettivi da soddisfare di Reykholt.. Se ne avete l’ocassione provatelo.

 

Regole base immediate Regolamento poco chiaro
Adatto ai neofiti Alcune tessere non proprio intuitive
Materiali buoni Qualche tessera Fama in più non avrebbe guastato
Interessante sfida per due Si tende ad applicare la stessa strategia

Ora perché non trovare qualche altro gioco tra:

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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