Shifting Stones / videotutorial – Il gioco astratto di movimento “pietre” / Guarda&Gioca #8

di Davide “Canopus” | Shifting Stones / videotutorial – Il gioco astratto di movimento e ribaltamento “pietre” / Guarda&Gioca #8

TitoloShifting Stones
AutoreJ. Evan Raitt
Lingua versione provataItaliano e ingelse
Editore versione provataStudio Supernova
Altri editoriGamewright
Numero giocatori1 / 5
Durata partita20 minuti
Anno pubblicazione2021
Altri titoli
MeccanicheAstratto, costruzione pattern
Dipendenza dalla linguaNessun testo nel gioco (ad esclusione delle carte di aiuto al giocatore)
Prezzo indicativo (in data recensione)Circa 25 euro

Dopo la pausa estiva, e dopo la Play, finalmente torna la nostra rubrica Guarda&Gioca e inevitabilmente finiamo per parlare di una novità fresca fresca presentata proprio all’ultima edizione del Festival del Gioco. È inevitabile, i titoli nuovi prendono sempre per la gola in quanto novità (un po’ come quando mia madre andava al supermercato e comprava merendine dal dubbio gusto perché sopra la confezione c’era scritto “novità”, peccato che all’epoca la scritta novità rimanesse stampata sopra queste confezioni per minimo due anni). Ma veniamo ora al punto dell’articolo: come al solito rimane la formula video spiegazione unita a commenti e approfondimenti in forma scritta. Buona visione/lettura.

| Cos’è Shifting Stones?

Avrebbero potuto chiamarlo Rolling Stones, letteralmente pietre rotolanti, ma forse ci sarebbero stati problemi di diritti. Quindi meglio optare per un più “libero” Shifting Stones, pietre mobili o mutevoli. Un nome sicuramente auto-esplicativo dato che vi troverete davanti a delle tessere di cartone doppia faccia che rappresenteranno delle pietre e dovrete spostarle o rovesciarle per comporre dei pattern, parola molto fika per indicare uno schema o combinazione di simboli e colori. A complicare il tutto vi è una particolare regola aurea: le pietre sono orientate in base a dei disegni raffigurati sopra, le combinazioni sono valide solo se gli orientamenti dei disegni sono gli stessi raffigurati sulla carta. Gaudio e gioia per chi non è seduto dal lato “corretto” del tavolo.

L’ambientazione praticamente è inesistente. Il regolamento cerca di dare una chiave di lettura mistico-intellettuale al gioco parlando di misteriose pietre in cui vi siete imbattuti durante i vostri studi e che nascondono un enigma. Addirittura, il primo giocatore è l’ultimo che ha letto un libro. Un tentativo piuttosto vano e non richiesto, se non fosse stato per le carte sarebbe potuto essere il sesto borsastratto. Shifting Stones è infatti un gioco astratto, privo di ambientazione e dalle meccaniche immediate e semplici, come i suoi “fratellini” Minjlieff e compagnia.

Se l’autore J. Evan Raitt non vi dice nulla non preoccupatevi, secondo il nostro saccente BoargameGeek questo è il suo primo gioco. Nel regolamento c’è pure una nota del distributore che in soldoni dice “lo abbiamo provato, ci è piaciuto, lo abbiamo distribuito”, fosse sempre così semplice…

Per i maniaci dell’imbustamento, le 77 carte (72 carte schema + 5 carte aiuto giocatore) sono in formato standard card (63.5×88).

| Come funziona

Ecco il video delle regole:

Riassumendo:

  • Shifting Stones è un gioco a punti.
  • Lo scopo del gioco è muovere le pietre per ricostruire degli schemi presenti nelle proprie carte shcema in mano così da archiviare la carta e guadagnare i punti indicati.
  • Ogni azione prevede l’utilizzo di una carta schema, il giocatore, nel suo turno, può eseguire tutte le azioni che desidera finché ha carte da utilizzare. Al termine del turno la sua mano deve tornare a 4 carte. È possibile passare il turno e non compiere azioni così da pescare 2 carte addizionali dal mazzo di pesca, non è possibile passare per 2 turni consecutivi.
  • Le azioni eseguibili sono invertire la posizione di due pietre adiacenti in ortogonale scartando una carta; girare una pietra scartando una carta; reclamare uno schema tenendo per sé una carta.
  • Gli schemi devono essere composti considerando l’orientamento dei disegni sopra le pietre che deve essere lo stesso raffigurato sulle carte.
  • La partita finisce quando un giocatore reclama un certo numero di carte schema. Si procede a somare il numero di punti raffigurato sulle carte schema messe da parte. Il giocatore che ha il maggior numero di carte schema di valore 1 riceve 3 punti vittoria addizionali.
Shifting Stones - ComponentiShifting Stones - Set up
Shifting Stones - Esempio di giocoShifting Stones - Mossa

| Impressioni

Dal punto di vista dei materiali c’è poco da dire, Shifting Stones si posiziona perfettamente nella media. Le carte sono leggibili, le tessere pietra anche, nulla colpisce particolarmente l’occhio. Parlando di astratti siamo ben lontani a quei prodotti confezionati a modo che fanno esclamare “wow” almeno appena apri la scatola, come Volterra o KuniUmi. Ma non è certamente una colpa.

Piuttosto, crea qualche problema il fatto che vi sia un orientamento delle pietre che deve essere conforme a quello raffigurato sulle carte schema. Questo comporta che i giocatori posizionati “fuori allineamento” al tavolo, quindi che vedono le pietre ruotate, avranno difficoltà di lettura. Si può risolvere tenendo le carte in orizzontale o capovolte, ma se le combinazioni fossero da comporre in base a come il giocatore vede l’area di gioco, la partita sarebbe stata certamente più fruibile (questa cosa dell’orientamento dell’area di gioco mi sembra così incredibile che ogni volta che sto per parlarne in un contenuto o commento per sicurezza vado a rivedermi il regolamento, anche più volte al giorno).

Il regolamento è scritto abbastanza bene. Avrei preferito però più spazio ed esempi dedicati alla modalità in solitario.

A livello di meccaniche Shifting Stones fila liscio, non presenta eccezioni alle regole e le carte di aiuto al giocatore consentono di prendere le proprie decisioni senza l’intoppo di chiedersi cosa c’è sul retro di una tessera.

Il gioco è decisamente tattico, è praticamente impossibile pianificare sul lungo termine, piuttosto si deve cercare di ottenere il massimo risultato dalla posizione di tessere che ci si trova davanti al proprio turno. Da questo punto di vista si sente un certo effetto fortuna dovuto al fatto che potreste trovarvi qualche schema già pronto davanti ad inizio turno. non sarebbe una cosa pesante se capitasse solo con gli schemi da 1 punto, ma a me è capitato con uno schema da 5.

Ma il punto forte del gioco, a mio parere, è il fatto che vi troverete davanti ad ogni turno un puzzle da risolvere con la tentazione di mirare sempre alle carte con i valori più elevati. Cosa riequilibrata dal fatto che il giocatore che reclama il maggior numero di carte da un punto guadagnerà un bonus di 3 punti vittoria. Questa regola spinge verso un effetto corsa e aiuta a rincorrere la chiusura rapida della partita invece che concentrarsi solo sul tirarla per le lunghe cercando gli obiettivi corposi.

Personalmente consiglio di giocarlo in massimo 3 giocatori. Dato che l’area di gioco cambia di turno in turno, in 4 o 5 giocatori si rischia di distrarsi nell’attesa del proprio turno percependo tempi morti. Inoltre, in massimo 3 giocatori forse qualche pietra non cambierà posizione.

È presente anche una versione in solitario con un mazzo obiettivi da risolvere. A livello di giocabilità la presenza degli obiettivi è geniale facendo aumentare l’effetto “puzzle”. Però la modalità come descritta dal regolamento potrebbe presto apparirvi troppo semplice e vorrete modificare numero di carte in mano o di obiettivi per aumentare la tensione.

Come longevità Shfting Stone propone molte situazioni diverse e non credo vi stancherà rapidamente.

Meccanica di gioco molto dinamica. Le carte di aiuto al giocatore aiutano a superare il problema di non vedere il retro di una tessera.Difficoltà di lettura per chi non è posizionato al tavolo con i disegni delle pietre correttamente allineati davanti a lui.
Bello come il gioco spinga anche a velocizzare la partita inseguendo il bonus per le carte da un punto.Peso della fortuna non indifferente.
Modalità di gioco in solitario molto piacevole.

Da giocare in massimo 3 giocatori.

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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