Betrayal at House on the Hill! e i dolori del giovane Renberche

di Daniel “Renberche” |  Betrayal at House on the Hill! e i dolori del giovane Renberche

Non pensavo potesse accadere di nuovo, ma è successo. Anche quando sei allenato, quando provi centinaia di giochi all’anno, quando sei stato a Essen a provare prototipi slovacchi di autori alle prime armi, quando solo per il brand compri giochi non proprio legati ai tuoi generi, quando credi di essere pronto a tutto scopri che la verità è un’altra. La verità è che non si è mai preparati a un american.

Ovviamente un articolo come questo non può che iniziare con…

| L’immancabile premessa

Il testo che segue, che vedrete sarà scritto con la penna intinta nella bile, non è una recensione. Perché per essere una recensione ci dovrei fare tante partite, provare diverse configurazioni, analizzare i dettagli, per finire col scrivere Recensione sul titolo dell’articolo. Questo non accade qui.

E quindi cos’è? Un’anteprima? No, semplicemente è lo sfogo di un giocatore calmo e flemmatico che ogni tanto finisce in una casella sbagliata e deve pescare un imprevisto, e in questo caso l’imprevisto si chiama Betrayal at House on the Hill.

Infine quanto leggete è soltanto il parere del sottoscritto, il resto della crew ha rilasciato un’analisi ragionata del gioco e quindi se volete avere un parere più sensato guardatela e valutate su quella.

| L’Antefatto

Era una calda domenica di fine inverno (anche se il concetto di caldo è abbastanza relativo viste le temperature misurate mentre scrivo queste parole) quando mi ritrovai, come ogni tanto succede, nel territorio di Canopusland, terra fertile di giochi e di delizie culinarie. Avevamo da poco terminato di fare una partita a un gioco a campagna (i più attenti, che ci seguono sui social, magari si ricordano quale) e ci si apprestava a predisporre il tavolo per il gioco successivo.

Il resto del gruppo stava maneggiando con delle metropolitane del futuro, fate conto quella che sarà la Metro C-24 di Roma, ma l’atmosfera al tavolo non era delle migliori, dato che a due su tre il gioco proprio non prendeva, al che Canopus propose di provare un gioco da fare tutti e sei, per l’appunto Betrayal at House on the Hill.

La partita durerà un’oretta. [cit. Canopus]

Unendo la curiosità che sempre mi si accende di fronte a un gioco mai provato a una supposta durata contenuta (sia chiaro non ho problemi a fare partite a giochi anche di sei ore, ma qui subdoravo qualcosa di sospetto) diedi il mio consenso. Defustellammo il gioco (era ancora candido di stampa) e imbastimmo il setup, e dopo una breve spiegazione iniziammo la partita.

| Il Dramma

Betrayal at House on the Hill è un gioco semi-cooperativo, dove i giocatori si trovano rinchiusi in una casa infestata, e dovranno resistere agli attacchi del traditore, che verrà eletto dal gioco casualmente dopo un certo numero di turni. Ci sono diversi scenari nella scatola, che presenteranno quindi diverse modalità di gioco. Le azioni riguardano il muoversi nelle stanze, creando di fatto la casa, e di interagire con diversi elementi presenti. Il gioco è alla sua terza ristampa. Perché la gramigna non muore mai.

Per darvi una descrizione più sintetica ma efficace direi che un turno di gioco è più o meno così composto:

  1. pescate una tessera stanza e forse ottenete un bonus; a meno che non siate Max Luna, nel tal caso non otterrete nulla di utile
  2. pescate una carta, che spesso vi darà un oggetto che non c’entra niente con la stanza; entro nella dispensa e trovo…un grammofono ma che diamine
  3. tirate dei dadi; con enfasi e brio se siete Maledice
  4. aspettate che tocchi di nuovo a voi; potete ascoltare questo nel frattempo

Quando appare il traditore, il turno medio può così cambiare:

  1. vi muovete in qualche stanza scoperta o ripetete il passo 1 precedente
  2. affrontate il nemico, cioè tirate dei dadi reciprocamente. Se è Canopus vincerà lui.
  3. aspettate che tocchi di nuovo a voi.

Infine può succedere che subiate un numero di ferite tali da portare a zero una delle caratteristiche del vostro personaggio, il turno diventa quindi così composto:

  1. guardate gli altri che pescano carte e tirano dadi, scrollando foto di tettoie su Instagram nel mentre. Questa forse è la parte meglio riuscita.

Vi posso assicurare che erano anni che non mi annoiavo così tanto provando un gioco. Secondo BGStat almeno da 1274 partite.

Ovviamente direte che sono una persona noiosa, senz’animo e corrotto dalle catene del controllo e delle fredde meccaniche german. Forse avete ragione, ma per quanto sembri strano, non sono così nemico del dado o della fortuna (vista anche la passione per i wargame). Ma qui non vi è gestione del dado, vi è solo la mera sottommisione a esso, decide tutto lui, voi vi limitate quasi soltanto ad adempiere al vostro ruolo di spettatori e di meri esecutori materiali del lancio. Se vi fate sostituire al tavolo da un braccio antropomorfo il risultato sarà più o meno lo stesso. Qualsiasi decisione deve passare sotto la scure del dado, non c’è abilità o logica, qui è soltanto essere in balia dell’alea.

Poi gli oggetti che sono slegati dalle stanze, che poi non ditemi “eh ma sono tutti plausibili, poi sai che storie nascono” certo, un cane in camera da letto (e questo metti che), il grammofono nella dispensa, la motosega in cucina, dai vuoi mettere come ti stimola la fantasia. Il giocatore american qui ovviamente ci crea una storia su, che quel grammofono l’aveva lasciato la cuoca mentre cucicnava biscotti coi vicini di casa dopo averli fatti a pezzi (mi ricorda qualcosa), ma nella realtà si tratta semplicemente di associare degli oggetti casuali alle stanze, senza un nesso logico.

Per non parlare poi dell’eliminazione del giocatore. Ora anche in Nemesis c’è, ma te la devi cercare, è una condizione prevista che può accadere in caso di errori strategici, qui semplicemente muori anche se non hai avuto la possibilità di fare nulla. E poi devi aspettare e aspettare, il povero Dottor Doc si è dovuto sorbire un’ora vedendo noi che facevamo tutti questi turni, praticamente tutti uguali, prima di poter vedere la fine del gioco (o è tornato a casa prima, i ricordi sono offuscati).

| Come decidere se liberarsi o meno di un gioco

In un mio recente articolo descrivevo alcuni passi per decidere se liberarsi o meno di un gioco. Ebbene aggiungerei che se si chiama Betrayal at House on the Hill non dovete nemmeno pensarci, affiabiateci un cartellino su e vendetelo al vostro peggior nemico german o al vostro miglior amico ameritrash.

E vi assicuro che ho anche stima per alcuni giochi american, questi sì degni di nota, come Battlestar Galactica o il citato Nemesis, vere rappresentazioni di quel genere che vede l’ambientazione padroneggiare ben stendersi su delle meccaniche congeniali.

Insomma dopo Unlock, Avalon e Intrigue ho un altro titolo da mettere nella lista dei maipiù.

Renberche

German per vocazione e genetica, ma amante anche dei giochi storici. Segue ciò che Kickstarter produce, spesso pentendosene. Gioca a tutto ma si lamenta quando c'è un dado da tirare. Conosciuto anche come il nauta polacco, data la passione per i giochi in tema Est Europa. La mia top 3? Agricola, Twilight Struggle, Le Havre. La mia bottom 3? Unlock, Avalon e Intrigue. Perché una formica come logo? Ovvio perché adoro i giochi con le formiche (e anche api, ma dovevo scegliere). Dov'è Alkyla? C'è un articolo a riguardo. Extra: divoratore di libri, fanatico di F1, socio CICAP e web master di questo sito.

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