Under Falling Skies | Recensione

di Davide “Canopus” | Under Falling Skies – Recensione

Titolo Under Falling Skies
Autore Tomáš Uhlíř
Lingua versione provata Inglese
Editore versione provata CGE
Altri editori Cranio Creations, Iello, Rebel Sp, HeidelBÄR Games
Numero giocatori 1
Durata partita 20 / 40 minuti
Anno pubblicazione 2020
Altri titoli
Meccaniche Piazzamento dadi, gioco a scenari
Dipendenza dalla lingua Abbondante uso del testo nel gioco
Prezzo indicativo (in data recensione) Circa 30 euro per la versione italiano

“Non sappiamo cosa sono, non sappiamo da dove vengono, non sappiamo perché ci stanno attaccando. Sappiamo soltanto che sono qui, dobbiamo trovare un modo per fermarli e il tempo sta terminando.” (Dal regolamento di gioco)

“Basta guardare a noi stessi per vedere come potrebbe svilupparsi la vita intelligente in qualcosa che non vorremmo incontrare”. (Stephen Hawking)

| Sommario

  • Under Falling Skies è un gioco solitario edito dalla CGE e localizzato da Cranio Creations che prende inspirazione dal noto videogame anni 80 Space Invaders.
  • Lo scopo del gioco è guadagnare abbastanza punti scienza per sconfiggere gli alieni prima che la loro nave madre atterri sulla terra o le astronavi aliene distruggano la base schiantandosi sulla città sovrastante.
  • Nel gioco si piazzano dadi per attivare stanze che forniscono punti scienza, erogano energia o attaccano la astronavi in caselle specifiche. Ogni dado-lavoratore che viene piazzato però fa avanzare le astronavi della colonna verso la terra del valore indicato. Utilizzando un dado è anche possibile ingrandire la propria base sotterranea scavando con una scavatrice e ottenendo nuove stanze.
  • Il gioco prevede una modalità campagna in cui ogni scenario è introdotto da un fumetto, prevede delle scelte strategiche molto interessanti e ha una grande variabilità tra uno scenario e il successivo. Per contro è fortemente dipendente dal caso e ha qualche problema di modulazione della difficoltà.

La CGE deve avere una certa passione per i boardgame tratti dai videogiochi: il primo credo sia stato Adrenaline, che porta sui nostri tavoli uno spara tutto in prima persona (avete presente Doom, Unreal e Quake?); poi il deludente Sanctum, ispirato ai giochi di ruolo hack&slash dove si massacrano nemici con spade e simili (credo che tra i titoli più recenti il più famoso sia Diablo). Ora ci riprovano con questo gioco, Under Falling Skies, sicuramente ispirato al buon vecchio Space Invaders, che ha visto un’altra trasformazioni in boardgame di “recente” con Fire!.

Contrariamente però a Fire!, che vede una conversione del gioco molto matematica e con una grafica anni 80, Under Falling Skies vede un aggiornamento su diversi punti di vista partendo da una grafica moderna per arrivare ad un’ambientazione. Questo ultimo aspetto è particolarmente interessante e curato visto che CGE ha introdotto una campagna di gioco curata e articolata con i vari scenari che seguono una storia definita con una trama.

Resta solo da capire perché questi poveri alieni continuino a cercare di attaccare la terra sbattendoci letteralmente sopra con le loro astronavi. Scopriamolo con questa recensione…

| Ambientazione

Poche righe all’inizio del regolamento che lasciano più domande che risposte, ma non è un problema. Appena inizierete la campagna ogni due partite circa cambierete livello e questo verrà introdotto da un breve fumetto. Si, avete capito bene… fumetti. In pratica tramite poche vignette verranno introdotti gli avvenimenti nel corso della campagna. Non immaginate una storia super articolata con molti dettagli, è la trama del tipico film d’azione alla Independence Day, con più esplosioni che dialoghi.

| Materiali

La scatola di Under Falling Skies è divisa in piani, intendo proprio fisicamente. Appena l’aprirete troverete tutto il materiale comune e i componenti per le partite introduttive e avanzate. Poi, infascettate tra loro, troverete le fustelle con “incastrato” tutto il materiale necessario per ogni scenario della campagna. Il problema è che una volta defustellato tutto, non sarà per nulla semplice riorganizzare il materiale nella scatola, ma questa è un’altra storia.

Per non spoilerare, mi limiterò al materiale necessario per la partita introduttiva. La prima cosa che salta all’occhio sono gli elementi per comporre il tabellone, in particolare:

  • Under Falling Skies - ComponentiLe 4 tessere cielo su cui si muoveranno verso la terra le astronavi nemiche e la nave madre. Queste raffigurano delle griglie di caselle rettangolari con alcuni simboli che si attivano quando si ferma sopra un’astronave nemica. Sul lato sinistro riportano il tracciato dei punti scienza, a destra il tracciato degli effetti attivati dalla nave madre man mano che si avvicina alla terra. Le tessere cielo presentano sul dorso un lato giocabile con difficoltà maggiore.
  • L’enorme tessera della nave madre con 5 spazi, detti slot di uscita, dove piazzare le astronavi. Inoltre ha stampato sopra il riassunto del turno che è sempre cosa gradita.
  • Le 3 tessere città (Roswell, New York e Washington D.C.) alcune delle quali riportano la descrizione di un effetto speciale e sono bifacciali. Per la partita introduttiva si utilizza solo Roswell, che non ha effetti speciali e ha una sola faccia.
  • 3 tessere base, che vanno a costruire la base di difesa terrestre sotto la città. Le tessere sono contrassegnate da una lettera alfabetica e presentano due lati a seconda che vadano sulla parte superiore o inferiore della base. Ogni città ha un modo diverso di comporre la base utilizzando 2 tessere su 3. Ogni tessera riporta una griglia con corridoi e stanze della base, a destra il tracciato dei danni che può subire la base prima della distruzione e a sinistra il tracciato dell’energia.

Esaurita la dotazione in cartoncino rimangono:

  • Astronavi in plastica semitrasparente: 5 rosse, 4 bianche e una arancione.
  • Segnalini in plastica, sempre semitrasparente: uno per i punti ricerca verde, uno per l’energia giallo e uno per i danni rosso.
  • 7 dadi a sei facce: 3 grigi, 2 bianchi e 2 blu. Per la partita introduttiva non si utilizzano i dadi blu.

Canopus

Giocatore per passione, german di vocazione, non dico di odiare la presenza del caso nei giochi ma io e la dea bendata abbiamo rotto molto tempo fa e non siamo rimasti proprio in buoni rapporti. Divoratore di fumetti, anime, serie televisive, giochi e soprattutto buon cibo; appassionato di viaggi e buon cibo; ho una natura curiosa e sono fiero di essere un ossessivo compulsivo (ma pure un po’ convulsivo) per schematizzazioni e analisi, oltre che… un amante del buon cibo. Ok, mi piace il buon cibo! Scrivo prevalentemente recensioni e sono specialista delle moderne tecniche di management, come il pungolo elettrico, che utilizzo con i nauti. Gioco come non ci fosse un domani!

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