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Contaminazioni: quando il gioco si sposa con altri mondi

Di Alberto “Doc”

Sappiamo bene che non si può cambiare lo stile di vita o la mentalità di un popolo dall’oggi al domani, ma si possono invece portare avanti tanti piccoli/grandi atti con cui manifestare la presenza di nuove alternative allo stare insieme, dare nuovi spunti con cui condividere momenti di divertimento. Il mondo ludico attraverso le varie associazioni, autori, case editrici e negozi ha già fatto molto e continua a fare in questo senso con piccole/grandi iniziative ed oggi ve ne porto all’attenzione due di particolari.

Compact Curling – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Diciamolo pure, qualche nostro lettore vedendomi alla Play 2014 con questo titolo sotto braccio mi ha guardato in modo dubbioso, per usare un eufemismo, e qualcun altro ha rivolto parole di sdegno a me e, soprattutto, al mio Compact Curling, anche qui uso un eufemismo. Pure gli altri nauti hanno cercato, durante il viaggio di ritorno, di far scivolare più volte la scatola del gioco accidentalmente fuori dal finestrino mentre la macchina era in corsa in autostrada per il timore di doverci fare un on-the-board. Ovviamente con questa recensione dimostrerò che vi siete tutti sbagliati e che siete dei malpensanti… forse… :-P Insomma, in Svezia questo titolo ha pure vinto un premio.

Scherzi a parte, stiamo parlando di una versione da tavolo del Curling, sport reso “famoso” dalle olimpiadi invernali, in particolare da quella di Torino che ne vide il debutto. Credo che la definizione utilizzata più spesso per il Curling sia “bocce sul ghiaccio”, e in effetti le similitudini non mancano. Ma vediamo se questo titolo è in grado di farci rivivere, anche se in versione compatta, le emozioni del Curling.

Play 2014 – Live blogging dell’evento

Di Davide “Canopus” Tommasin

Live blogging dell’evento.

Arriva la Play 2014, facciamo il punto su cosa ci aspetta – in continuo aggiornamento

Di Davide “Canopus” Tommasin

Manca poco meno di una settimana al 5 aprile, il giorno X in cui il festival del gioco di Modena apre i battenti per 2 giorni di frenetica attività ludica. Se chi legge è un neofita, o proviene da una realtà parallela, deve sapere che la play è, a mio parere, l’evento ludico italiano per eccellenza. Nel panorama italico sono 2 gli eventi che scandiscono il calendario ludico e che sono universalmente riconosciuti da tutti, o quasi, i giocatori: la Play e Lucca Comics & Games. Ma dato che il secondo è cresciuto ad un livello tale che la città toscana non riesce più a contenerlo e sedersi ad un tavolo per giocare è diventata di fatto una missione impossibile, direi che è la Play sta diventanPlay 2013 foto - fonte: sito ufficialedo il punto di riferimento. Che cosa troverete alla Play? Beh, il sito dell’evento (qui) è estremamente dettagliato e non vale di certo la pena perdere troppo tempo a fare ripetizioni, mi limiterò ad evidenziare i punti secondo me più importanti, aggiungendo ovviamente mie impressioni e integrazioni alle notizie.

Hanabi – Recensione

Di Davide “Canopus” Tommasin

Chi non conosce Antoine Bauza probabilmente è nuovo dell’ambiente. Giusto per i neofiti, stiamo parlando di un autore molto prolifico e che può vantare nel proprio curriculum un vero mostro sacro tra i boardgame, ovvero 7 Wonders, a questo si affiancano una serie di titoli di un certo successo che gli hanno portato una certa fama, come Takenoko, Tokaido e The Little Prince. Con Hanabi l’autore riesce a replicare una parte del successo ottenuto con 7 Wonders grazie alla recente vittoria del Spiel des Jahres 2013 (cioè gioco dell’anno 2013 in Germania), evento che ha portato con se una certa dose di polemiche. Polemiche che non sono poi così tanto infondate. Tenendo anche conto che ora il premio comprende sia la categoria dei giochi per famiglie che quella dei giochi per esperti, e anche che Hanabi è un filler cooperativo davvero molto carino alla base del quale vi è una meccanica di gioco originale e abbastanza coinvolgente; comunque, dire che in un anno non sia uscito nulla di meglio per le famiglie mi pare un giudizio impietoso e inquietante! E, a mio parere, la stessa cosa vale per le altre 2 nomination, Augustus e Qwixx. Ma dato che sto parlando di Hanabi e non dello Spiel des Jahres chiudo qui il discorso. Hanabi prende ispirazione dalle meccaniche di un gioco che andava molto quando ero piccolo, ossia il poker indiano, dove ogni giocatore può vedere la carta di tutti tranne che la sua. Prima di partire con la spiegazione dettagliata, vi lascio con una curiosità: hanabi risale al 2011 dove venne pubblicato con scatola in metallo, è stato ristampato in occasione di Essen 2012 dove comparvero le fantomatiche carte jolly, le carte subirono un cambiamento da forma quadrata a rettangolare e la scatola passò dal metallo al cartoncino. Ora, con 4 o 5 eurini in più potrete trovare anche una versione “lussuosa” del gioco con scatola in metallo e carte nuovamente quadrate. Buona lettura!

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